Un deja vu. Il mercato si evolve ma si ripresentano i fantasmi del periodo della grande crisi bancaria USA

Sia ben chiaro, nulla di personale contro la finanza innovativa. Anzi, i mercati devono evolversi, muoversi, reagire. Il grande problema è, però, riuscire ad evitare che si lasci troppo spazio alla speculazione, creando scenari pericolosi come nel 2008, quando la leva finanziaria ed i derivati, hanno messo in forte difficoltà il sistema finanziario globale.
Ma la storia ha insegnato qualcosa? Assolutamente no.
Mentre ci stiamo godendo di un mercato dove la percezione del rischio è quantomeno limitata, con BTP a prezzi siderali e società quotate che scontano utili improponibili per i prossimi anni (USA in primis), ecco che sul mercato riaffiorano le solite ombre. Ma attenzione, queste ombre sono sempre più grosse e scure.
Vi illustro qualcuna di queste ombre. Ma solo alcune, poi ce ne sono tante altre di cui già vi ho parlato:
a) Debito studentesco USA
Senza ritegno ormai, raggiunto un nuovo massimo storico. Mentre il grafico più recente ce lo illustra in area 1.000 trillioni, ecco che ieri sera tramite fonte Bloomberg, saltava fuori che…
++ NEW RECORD! ++ Debito totale degli studenti USA ai nuovi massimi storici $1.256 trln nel primo trim 2014. #tuttobene
— Danilo DT (@intermarketblog) May 7, 2014
Ebbene si, 1.256 trillioni di USD.
Ma non fermiamoci qui.
b) Margin Debt
Prendiamo in considerazione la leva generata proprio per investire in borsa, il famoso “Margin Debt”. Che ne dite?
c) Emissioni High Yield
Ma andiamo avanti e mettiamo a nudo un altro problema. Antefatto: il mercato ha fame di rendimento, la liquidità presente è esagerata e quindi ci si strappa dalle mani anche le obbligazioni più scadenti. Il momento quindi è particolarmente propizio per le società non proprio solidissime per allungare la duration del debito e finanziarsi a tassi molto più interessanti che nel passato. Prendi i soldi e scappa, detto in modo più colorito e semplicistico. Guardate l’esplosione del segmento High Yield. Forse questo grafico meriterebbe un po ‘di attenzione
d) CLO, vi presento i Collateralized loan obligation
I CLO sono obbligazioni strutturate, bond con appiccicati dei derivati. Sono un tipo delle famose CDO (Collateralizer Debt Obligation) che abbiamo conosciuto nel 2008 con Lehman Brothers. E guarda caso negli USA, le banche ne sono nuovamente piene. La storia non ha insegnato nulla e quanto visto con i CDO, dove c’erano come collaterali debiti anche AAA ma che poi si sono rivelati fuffa, si potrà tranquillamente riproporre, viste le dinamiche che si stanno riproponendo.
Dice il WSJ:
“CLO prices have begun to recover, and CLO issuance has picked up after a slow start to the year. More than $35 billion of CLOs were created so far in 2014, the most for that period since 2007, when $36.4 billion were created, according to S&P Capital IQ Leveraged Commentary & Data.”
Come vedete non vi sto raccontando frottole, questa è la realtà. Sembra un deja vu, cose già viste proprio qualche anno fa. Ma non vogliamo terrorizzare nessuno.
Consapevolezza, questa è la mia mission, l’importante è farvi arrivare il messaggio. Ognuno poi gestista le cose come ritiene giusto, visto e considerato che nulla vieta alla grande bolla di continuare a gonfiarsi ancora per un po’.
STAY TUNED!



