Una crisi molto più che economica (che ci porterà all’autodistruzione)
Ormai si sono sprecate tonnellate di parole per descrivere questa crisi.
Una crisi che arriva da lontano, e non certo si è venuta a creare solo negli ultimi anni. Una crisi che è partita proprio nel millennio passato e che ha generato prima la bolla internet e poi la bolla subprime. Una crisi che è guidata da una politica monetaria sfrontata e spavalda. Una crisi che è gestita solo nell’interesse di alcuni, di poter continuare a tutelare chi ha sempre dominato e permettere a queste lobby di continuare a fare soldi.
Insomma, una crisi guidata dall’avidità, dall’egoismo, da tutte quelle cose negative che alla fine portano all’autodistruzione.
In questo post mi permetto di scrivere quello che sento dentro, quello che provo, quello che percepisco.
No, cari lettori, non voglio assolutamente fare la morale. Ma vorrei solo, per una volta riportare tutti sulla terra. Per un momento vorrei che tutti si rendessero conto DOVE siamo finiti.
Si, ammettiamolo, siamo in un mare di MELMA, e ci siamo finiti non per caso. Provate a guardarvi indietro…e capirete.
Non è certo nel nome della solidarietà e dell’equità che questa crisi si è generata.
Provate a guardarvi nel mondo come è stata gestita la crisi. Ovunque si è sempre generata una sempre più netta spaccatura tra i ricchi ed i poveri. Ovviamente i ricchi sono diventati sempre più ricchi ed i poveri sono sempre più poveri.
Cresce e si divarica sempre più la forbice delle disuguaglianze sociali. Il 10% delle famiglie italiane detiene poco meno della metà (47%) della ricchezza totale. Il resto (53%) è suddiviso tra il 90% delle famiglie. Lo segnala la Fisac Cgil, sulla base di uno studio sui salari nel 2012. Una differenza che diventa macroscopica mettendo a confronto il compenso medio di un lavoratore dipendente e quello di un top manager: nel 2012 il rapporto è stato di 1 a 64 nel settore del credito, di 1 a 163 nel resto del campo economico. Nel 1970, sempre secondo lo studio del sindacato del credito della Cgil, tale rapporto era di 1 a 20. (…) Nel 2012 il salario netto mensile percepito da un lavoratore standard è stato pari a 1.333 euro che cala del 12% se si tratta di una dipendente donna, e del 27% se è giovane (973 euro). Per i giovani poi la retribuzione in 10 anni non si è mai accresciuta: mille euro mensili circa in busta paga, immutata dal 2003. . (Source)
E state pur certo che i più potenti non fanno e non faranno NULLA per i più deboli se non per diretta convenienza.
E tutto questo non potrà che portare al conflitto sociale, una sorta di scontro forse più silenzioso di quello vissuto con una guerra (perché non guidato da cacciabombardieri) ma non meno devastante.
Insomma, una crisi che deve essere vista prima ancora che nell’economia, nell’uomo e nella società.Sissignore : UNA CRISI DELL’UOMO.
E a ricordarci questo è stato proprio un personaggio che è il Papa. E permettetemi, non conta nulla il fatto che sia il capo della chiesa cattolica. È un messaggio valido per chiunque.
“Questa è una crisi dell’uomo, che distrugge l’uomo. Nella vita pubblica, politica se non c’è l’etica tutto è possibile, tutto si può fare. Allora vediamo, leggiamo i giornali come la mancanza di etica nella vita pubblica fa tanto male all’umanità intera”. (Papa Francesco)
Occorrerebbe dire: chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
Probabilmente non ci rendiamo nemmeno conto delle lacrime che dovremo versare noi ed i nostri figli nei prossimi anni SE non si cambia registro.
Proprio perché la crisi è fondamentalmente dell’UOMO prima di tutto. Pensateci.
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STAY TUNED!
DT