2012: performance dei mercati insperate
Il 2012 doveva essere un anno difficilissimo per i mercati. Crisi dell’Eurozona, recessione, default per Grecia e rischi serissimi per il sistema bancario spagnolo. E poi, l’Italia, il famoso elefante nella stanza dei cristalli. E poi ancora i problemi geopolitici globali. E il deleveraging che restava un mito. E il debito che continua a sovrastare le economie. Ed i derivati, che non rallentano i volumi. Insomma, con questi presupposti, chiunque avrebbe pensato che forse sarebbe emglio prendere tutti i soldini, scavare una buca e seminarli nell’orto.
Ed invece…
Ecco cosa hanno combinato i mercati nel 2012 in massima sintesi…

Chi dobbiamo ringraziare? Innanzitutto Draghi. La sua politica monetaria, partita con l’LTRO e poi completata con il meccanismo dello scudo anti spread (OMT e ESM). E poi… la capacitè dei burocrati e dei politici di “comprare tempo” e delle banche centrali di “tamponare le falle “ ed arginare la crisi in modo artificioso. E non temete, questo non è solo una parte dell’elenco che dovrei fare. Una menzione la merita anche Mario Monti a cui dobbiamo comunque dare atto del fatto che grazie a lui, il paese a livello internazionale, ha riacquistato un po’ di credibilità.
Ma fino a quando questo meccanismo “quasi” disperato può continuare?
L’accordo raggiunto al Congresso per scongiurare il Fiscal cliff «non è sufficiente», secondo l’istituto guidato da Christine Lagarde, a garantire la salute a lungo termine dei conti pubblici americani. «Il più resta ancora da fare per riportare le finanze pubbliche Usa su un percorso sostenibile senza con questo danneggiare la ripresa ancora fragile», ha detto il portavoce dell’Fmi Gerry Rice.
MOODY’S: RATING A RISCHIO – L’accordo sul fiscal cliff è un ulteriore passo in avanti nel chiarire la traiettoria di medio termine del deficit e del debito, ma servono ulteriori misure per ridurre il deficit: se queste non saranno adottate il rating potrebbe risentirne negativamente, ha affermato da parte sua l’agenzia di rating Moody’s. (Source)
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DT