CORSA ALL’ORO. Cosa succede a Pechino e dintorni
Osservando il mercato, e in particolare le mosse della People’s Bank of China (PBOC), non si può fare a meno di notare un’accelerazione costante nell’accumulo di metallo giallo. La Cina non compra oro in punta di piedi, ma con una determinazione quasi ingorda, in barba ai prezzi che, nel 2024 e nel 2025, hanno stabilito nuovi record storici, come riportato da Sky TG24. È la classica mossa da pokerista: compro forte quando tutti pensano che sia troppo caro.
Il dato ufficiale parla chiaro, anche se sappiamo che la realtà, come spesso accade con Pechino, è ben più “dorata”. Le riserve auree ufficiali hanno toccato quota 2.298,53 tonnellate a Giugno 2025, in crescita costante (Source: Trading Economics). Ma il vero succo è nella discrepanza: i report ufficiosi, come quelli citati da Goldman Sachs (riportati anche da Italpreziosi e Sky TG24), suggeriscono che la Cina spesso acquisti dieci volte di più di quanto dichiari. Si parla di decine di tonnellate in più al mese, come le 50 tonnellate stimate a Febbraio 2025, per un esborso di oltre 6 miliardi di dollari. Non è un errore contabile, ma una deliberata scelta strategica.

Il Mandato Geopolitico dell’Oro
Il motivo principale, quello che non si può non leggere tra le righe di ogni comunicato del Dragone, è la diversificazione delle riserve e la riduzione della dipendenza dal dollaro USA. Dopo l’uso “creativo” delle sanzioni finanziarie internazionali da parte dell’Occidente, Pechino ha compreso che detenere riserve in dollari è una spada di Damocle sul proprio collo. L’oro, in questo contesto, è l’asset “neutrale” per eccellenza, immune dal rischio di default e dalle ingerenze politiche esterne, come ben sottolineato in un’analisi di Neuberger Berman del 8 Ottobre 2025.
Parallelamente, l’accumulo di oro serve a rafforzare la posizione dello Yuan nello scacchiere valutario globale, un obiettivo che il regime persegue con tenacia per contrastare l’egemonia del biglietto verde (Economy Magazine). L’oro non è solo una copertura, è uno strumento di politica estera e monetaria.
Shanghai, il Nuovo Cuore dell’Oro Fisico
Se l’accumulo di metallo giallo della Banca Centrale Cinese è la punta dell’iceberg, la base è costituita dall’attività sul mercato interno. La Shanghai Gold Exchange (SGE) sta emergendo come un concorrente sempre più autorevole della storica LBMA di Londra. Non si tratta solo di volumi di trading, ma di un mercato che privilegia la consegna di oro fisico.
È vero, i dati sulla SGE mostrano anche una dinamica complessa: se da un lato l’accumulo della PBOC non si ferma, dall’altro l’ultima rilevazione del World Gold Council (WGC), risalente ad Agosto 2025, ha evidenziato come i prelievi fisici dalla SGE, pur in lieve rialzo stagionale a luglio, riflettano una persistente debolezza della domanda di gioielleria a causa dei prezzi locali ai massimi storici. Tuttavia, il dato macro non mente: la massa totale delle riserve è in crescita, in parte grazie all’interesse degli investitori privati cinesi che vedono nell’oro un rifugio contro la svalutazione dello Yuan e l’incertezza del mercato immobiliare domestico, investendo pesantemente in ETF sull’oro e lingotti.
Il grafico della Shanghai Gold Exchange che ci mostra un aumento verticale (vedi sopra) delle riserve in custodia (sebbene l’entità di “oltre 40.000 tonnellate su warrant” sia un dato da prendere con la massima cautela e verosimilmente gonfiato rispetto alle riserve ufficiali totali, che si attestano sotto le 2.300 tonnellate), ci spinge a una sola conclusione: la Cina sta giocando una partita a lungo termine, dove il rischio di sanzioni e la crisi interna (immobiliare in primis) vengono mitigati dall’unica valuta che non teme il default di alcun governo: il metallo giallo.
È una lezione per tutti noi: in un contesto di turbolenze geopolitiche e di transizione multipolare, l’oro torna a essere il benchmark di fiducia, non solo per le banche centrali. Mentre in Occidente si discute se l’oro sia ancora un bene rifugio, a Pechino non hanno dubbi.
Che dire? Forse dovremmo solo smettere di guardare dove ci indicano e iniziare a guardare dove stanno mettendo i loro soldi.

Grafico ORO by Tradingview
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