INTELLIGENZA ARTIFICIALE e CINA: che fine farà la classe media?
Siamo alle solite. Mentre i terminali Bloomberg vomitano dati sulla produttività che farebbero eccitare anche un monaco trappista, la narrativa sta confezionando l’ennesima favola della buonanotte per investitori pigri.
L’ultima trovata? L’intelligenza artificiale non è un mostro mangia-lavoro, ma il “Nuovo Shock Cinese”. Lo dice Apollo, lo sussurra il consenso di Wall Street. Peccato che, come spesso accade quando la finanza prova a fare sociologia, manchino i dettagli che bruciano.
La favola del riassorbimento indolore
Vent’anni fa, quando la Cina entrò nel WTO, il settore manifatturiero americano fu sventrato. Milioni di tute blu finirono in mezzo alla strada, ma (e qui scatta il trucco contabile) il tasso di disoccupazione nazionale rimase basso. Magia? No, semplice travaso in un terziario che allora era una spugna insaziabile.
Oggi ci dicono che l’IA farà lo stesso: ucciderà il contabile medio, ma creerà il “Prompt Engineer” o il “Direttore delle Allucinazioni Algoritmiche”. Una simmetria perfetta, sulla carta. Ma provate a spiegare a un analista di una casa d’affari milanese, che ha passato anni a studiare flussi di cassa, che ora deve “reinventarsi” mentre un modello linguistico scrive report migliori dei suoi in tre secondi netti.
Il Paradosso di Jevons e la trappola della quantità
Torsten Slok di Apollo evoca il Paradosso di Jevons: quando il carbone divenne più efficiente, non ne bruciammo meno, ne bruciammo di più. Tradotto: se l’IA rende i servizi legali o finanziari più economici, la domanda esploderà.
Bello, elegante, quasi poetico. Ma c’è un “però”. La Cina esportava deflazione attraverso beni fisici. L’IA esporta deflazione attraverso il capitale umano cognitivo. Non stiamo parlando di spostare la produzione di sedie da Detroit a Shenzhen; stiamo parlando di svuotare i grattacieli di Manhattan e della City.
Il mercato sta prezzando la produttività (i margini delle aziende), ma ignora sistematicamente la stabilità sociale. Se il “costo per interazione” crolla, le aziende festeggiano. Ma chi pagherà per quei servizi se la classe media viene “efficientata” fuori dal sistema?
Stagflazione e illusioni ottiche
Mentre ci perdiamo nei sogni dell’IA, i dati ISM Services di ieri mostrano prezzi pagati in aumento e un mercato del lavoro che inizia a tossire sangue. La disoccupazione sale, ma i prezzi non scendono. È il fantasma della stagflazione che bussa alla porta, alimentato da dazi, restrizioni all’immigrazione e un dollaro che non sa più chi è.
Le banche centrali sono all’angolo. Devono scegliere se uccidere l’inflazione (alzando i tassi e schiantando l’economia) o salvare la crescita (lasciando correre i prezzi). La narrativa dell’IA come salvatrice della produttività serve solo a dare tempo, una sorta di morfina intellettuale per non guardare l’abisso del debito pubblico.
Verità nude e cicatrici di mercato
La realtà è che l’IA non è lo Shock Cinese 2.0. È molto più profonda. La Cina ha colpito le mani; l’IA colpisce la testa. E se la testa smette di guadagnare, le mani non hanno nulla da comprare.
Guardate Nvidia. Pesa nell’S&P 500 più di quanto qualsiasi titolo abbia mai pesato dal 1981. Questa non è diversificazione, è una scommessa singola su un futuro che nessuno ha ancora capito davvero.
Siamo seduti su una polveriera di ottimismo tecnologico mentre i fondamentali macro stanno marcendo sotto i nostri piedi. Il futuro non sarà una transizione morbida verso un paradiso di efficienza, ma una brutale rinegoziazione del valore umano. Questo quantomeno secondo me.
L’IA creerà nuovi lavori? Forse. Ma saranno pagati abbastanza per sostenere il sistema? O diventeremo tutti assistenti di un algoritmo che guadagna più di noi?
STAY TUNED!
(Clicca qui per ulteriori dettagli)
Segui @intermarketblog
Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia. Se sei interessato agli argomenti qui espressi e vorresti approfondirli, contattami!
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)
(Se trovi interessante i contenuti di questo articolo, condividilo ai tuoi amici, clicca sulle icone sottostanti, sosterrai lo sviluppo di I&M!).
Ecco il mio LIBRO in Versione E-Book e Cartacea.
- Per l’investitore che vuole migliorare l’efficienza del risparmio gestito.
- Per il trader che vuole smettere di guardare i grafici 12 ore al giorno.
- Per chi cerca un metodo replicabile, logico e privo di stress per gestire i propri risparmi.
I mercati non devono rappresentare un casinò.
Smetti di essere una preda degli algoritmi. Impara a danzare con loro. Versione E-Book e Cartacea.

