Debito sovrano, torna la paura del default.
La situazione greca è tutt’altro che risolta. Il premier greco non fa altro che spandere fiducia a destra e manca, garantendo il rimborso, escludendo ristrutturazioni, tacciando i più pessimisti. Ma cari lettori, non potrebbe fare diversamente. Come ho detto in un’intervista recente a Class CNBC, la psicologia ,nel mondo finanziario, ha un’importanza notevole e se il governo greco non avesse questo atteggiamento spavaldo e garantista, potrebbe innescarsi sul mercato una catena speculativa che manderebbe in crisi a tempo di record Grecia & Co.
Come dicevamo, i problemi non sono finiti. E non solo in Grecia. Tante sono ancora le questioni da risolvere e da discutere, la più recente proprio qulel Irlandese di cui abbiamo parlato stamattina.
Il report della BRI
Recentemente la BRI, la Banca dei Regolamenti Internazionali, che possiamo tranquillamente definire come la Banca Centrale delle Banche Centrali, ha stilato un report trimestrale dove riprende in mano la pratica PIGS, citando in particolar modo l’esposizione dei vari stati ai paesi di quell’area, che per la cronaca, ricordo rapidamente:
Portogallo,
Irlanda,
Spagna
e Grecia.
Come possiamo notare dal grafico qui sotto, l’esposizione verso questi paesi (esposizione che negli ultimi tempi è addirittura aumentata) continua ad essere sempre sostenuta e nel breve difficilmente cambierà anche perché se ci fossero dei sell off, potrebbero avere effetti veramente catastrofici.
Comunque sia, risulta che la più esposta sulla Grecia resta la Francia, mentre sull’Irlanda, la Germania si avvicina molto alla Gran Bretagna, paese ovviamente più esposto sull’Eire. Sul Portogallo, l’esposizione massima la si registra in Spagna (come ovvio) anche se non dimentichiamo ma il fatto che le dimensioni del debito portoghese sono probabilmente il problema meno grave. Chiude la Spagna, dove ancora Francia e Germania si contendono la palma dei più esposti.
Facciamo un ragionamento. Il fallimento di questi paesi, viste le esposizioni sopra descritte, sarebbe accettabile e realistico?
Ai posteri ed ai lettori l’arduo pallino della discussione. Il mio parere è sempre lo stesso: si manifesterà ottimismo, si farà il possibile per sistemare il tutto caricando l’onere alla comunità e solo se la situazione sarà insostenibile, arriverà la rinegoziazione.
Per farla breve, alla fine della fiera, sarà sempre e solo il povero cittadino che si ritroverà con prelievi fiscali ed austerity, e se poi è sfortunato, con bonds ai quali verrà abbattuto il valore nominale. Ottime prospettive, direi…
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