ITALIA: crisi o non crisi?
C’è chi dice che siamo fuori dalla crisi, c’è chi dice che invece non ne siamo mai usciti. A scanso di equivoci facciamo ordine. E il risultato ahimè non è positivo, tra austerity e UE:
Ammetto di non trattare tantissimo le tematiche sull’economia italiana, ma mi sto affezionando all’argomento soprattutto in virtù della valanga di falsità che si continuano a dire e scrivere. Qualche giorno fa, credo che tutti noi abbiamo avuto un brivido freddo quando abbiamo ascoltato le parole del nostro premier:
“La finanziaria 2010 rappresenta un cambiamento epocale. L’Italia è uscita dalla crisi prima e meglio degli altri paesi”.
Volutamente mi fermo qui propri perché voglio mantenere un tenore totalmente apolitico.
Quanto ha detto il nostro premier, notate bene, è perfettamente in linea con l’atteggiamento volutamente positivistico che accomuna Berlusconi per esempio a Obama. Cercare di dare positività alle masse cercando di evitare il “blocco” dell’economia generato dal crollo dei consumi.
Quindi, quanto ha detto Berlusconi è (resti tra noi… sennò gli roviniamo la frittata) tremendamente giusto al fine di dare positività, ma tremendamente falso.
Dico questo perché l’Italia non solo è ancora in piena crisi, ma poter dire che sta meglio degli altri, beh, mi sembra proprio una barzelletta.
Giustamente la Marcegaglia, che si trova dal lato delle imprese che invece la crisi la sentono ancora in modo forte, risponde abbastanza incavolata, dicendo:
“Quando si dice che siamo andati meglio di altri Paesi non è vero, siamo stati fortemente colpiti dalla crisi…. C’è la sensazione che stiamo uscendo dalla crisi con una capacità di crescita inferiore alla media europea…Vogliamo che la politica si concentri su crescita e occupazione. I problemi dell’occupazione non attendono i passaggi di parlamentari da una parte all’altra, pretendono risposte serie e immediate”.
BOOOM. Emma batte Silvio 1-0, quantomeno in efficacia e chiarezza.
Sono costretto a dare ragione ad Emma, mo non appoggiandomi a dati su PIL previsionali che tanto poi, verranno corretti strada facendo, ma riferendomi a dati recenti e certi. E ahime preoccupanti.
Disoccupazione italiana: disastro quella giovanile!
La Marcegaglia fa un cenno alla disoccupazione. Condivido e sottolineo. Il Tasso disoccupazione è un nodo cruciale. La disoccupazione lievita al 8.5%, circa 2.100.000 italiani sono praticamente a piedi senza occupazione. Ma ancor peggio il nostro futuro, ovvero i giovani: ben il 28% è senza lavoro. 7 giovani su 25 sono a casa. Ma vi rendete conti?
E come facciamo a costruirci un futuro economico?
Salari e stipendi. Crolla il potere di acquisto
Ma a questi dati inquietanti, andiamo poi ad aggiungere una nuova nota negativa. Chi è invece occupato, si ritrova con uno stipendio che nel corso del tempo si è letteralmente sfaldato dal punto di vista reale. Negli ultimi 10 anni ogni lavoratore ha perso circa 5.500 euro , causa soprattutto la mancata restituzione del fiscal drag
Morale: si lavora di meno e chi lavora prende di meno.

E allora a questo punto: prendiamocela con le imprese.
E a questo proposito vi snocciolo un altro dato…
Sofferenze bancarie: nuovi record
Fonte : ABI. Le sofferenze bancarie ormai raggiungono il 4% degli impieghi delle banche raggiungendo i 70 miliardi di Euro. In parole povere le imprese sono profondamente in crisi. La qualità del credito sta collassando, i tassi di default aumentano el e banche…prendono paura e non finanziano più. Et voilà, perfetto quadretto macroeconomico del Bel Paese.
Torniamo adesso alla domanda originale: ma l’Italia veramente è uscita dalla crisi prima degli altri?
Io ho una convinzione: credo dalla crisi NON siamo mai usciti anzi, i problemi inizieranno solo adesso.
Aspettiamo con trepidazione le decisioni di Bruxelles sul nuovo patto di stabilità, e se il nuovo patto sarà “duro” nei confronti del nostro debito /PIL allora significherà ulteriore austerity. E non ci sarà commento positivo che ci salverà e si aprirebbe per noi italiani un periodo alquanto difficile…
STAY TUNED!
DT
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