Italia: tasso disoccupazione e CIG alle stelle. O forse no?

Pubblicato 18 Ottobre 2010 Aggiornato 19 Ottobre 2010 11:44

Eccovi il Bollettino di Bankitalia del 15 ottobre 2010.

L’economia italiana crescerà dell’1% nella media del 2010. Mentre continuano a ristagnare i consumi delle famiglie italiane e il tasso disoccupazione “reale” va oltre l’11%. Sono queste le stime contenute nel Bollettino Economico della Banca d’Italia che confermano una quadro di luci e ombre. Se la produzione industriale è segnalata ancora in ripresa, infatti, i consumi restano deboli, a causa della dinamica dei redditi e dei segnali incerti che arrivano dal mercato del lavoro. Il tutto a fronte di una crescita dell’economia mondiale che registra ritmi più contenuti rispetto a quelli fatti registrare nel primo semestre dell’anno. Nel complesso del 2010, l’aumento sarebbe pari al 4,8 per cento, per poi scendere verso il 4 nel prossimo anno. “L’incertezza sull’evoluzione futura resta tuttavia elevata – annota Via Nazionale – riflettendo nelle economie avanzate gli alti livelli di disoccupazione e l’ancora debole situazione patrimoniale delle famiglie”.

Disoccupazione. ‘Le prospettive sul mercato del lavoro rimangono incerte e a farne le spese sono soprattutto i giovani tra i 15 e i 24 anni il cui tasso di disoccupazione continua a essere più di tre volte maggiore della media” osserva la Banca d’Italia, sottolineando come il tasso di disoccupazione reale, che comprende lavoratori scoraggiati e ore di Cig, viaggi oltre l’11%. Per Bankitalia, “i segnali, pur deboli, di ripresa sono confermati dall’intensificata attività di ricerca di personale da parte delle imprese: nel secondo trimestre il numero di posti vacanti è salito allo 0,7% in rapporto agli occupati (0,2 punti percentuali in più rispetto a un anno prima)”. La crescita dell’occupazione, si legge nel Bollettino “ha riguardato esclusivamente le regioni del Centro (0,6%, al netto dei fattori stagionali tra il primo e il secondo trimestre dell’anno in corso), a fronte della sostanziale stabilità in quelle del Nord e dell’ulteriore riduzione registrata nel Mezzogiorno (-0,1%). A livello settoriale, la ripresa dell’occupazione ha interessato il terziario (0,1%), le costruzioni (0,5%) e, in misura più intensa, l’agricoltura (1,9%), mentre è proseguito il calo nell’industria in senso stretto (-0,4%).

Cassa integrazione Guadagni. Dopo il calo registrato nel secondo trimestre, riprendono a salire le ore di Cig autorizzate dall’Inps: 9,8% sul trimestre precedente, al netto dei fattori stagionali. Sempre nel terzo trimestre l’incidenza degli occupati equivalenti in Cig sulle unità di lavoro dipendenti a tempo pieno nell’industria in senso stretto, prosegue l’analisi di palazzo Koch, “è diminutia di 1,3 punti percentuali annullando l’aumento registrato nel secondo trimestre”.

Famiglie. I comportamenti di spesa delle famiglie restano cauti e i “segnali per i mesi estivi non ne delineano un recupero”. Secondo la Banca d’Italia “nel secondo trimestre del 2010 è proseguito il ristagno dei consumi delle famiglie, frenati dalla contrazione degli acquisti di beni durevoli (-6,8% sul periodo precedente)”.

Crescita. L’economia italiana crescerà dell’1% nella media del 2010. Si tratta, spiega l’istituto di Via Nazionale, di un dato “in linea con la previsione pubblicata nel Bollettino economico dello scorso luglio e con quelle diffuse di recente dalla Commissione europea e dal Fondo Monetario Internazionale”. Bankitalia segnala che “nel secondo trimestre del 2010 il Pil in Italia è aumentato a un ritmo lievemente superiore a quello di inizio d’anno (0,5% sul periodo precedente). A un’ulteriore, robusta espansione delle esportazioni “si è affiancato il deciso rialzo dell’accumulazione in macchinari e attrezzature, che ha beneficiato di agevolazioni fiscali in scadenza alla fine di giugno”.

Fisco. La Decisione di Finanza Pubblica, che contiene le ultime stime del governo sia sulla crescita che sugli andamenti dei conti pubblici, potrebbe avere sovrastimato sia le entrate che le spese per il 2010. E’ quanto si legge nel Bollettino di Bankitalia. “I dati disponibili – è scritto nel documento – segnalano che sia la crescita delle entrate sia quella delle spese potrebbero risultare inferiori a quanto indicato nella Dfp”.

Banche. Nel primo semestre del 2010, secondo le relazioni consolidate dei primi cinque gruppi bancari italiani, la redditività ha continuato a ridursi. Il rendimento del capitale e delle riserve è sceso al 4 per cento, circa un punto percentuale in meno rispetto a un anno prima. La flessione del margine di interesse è stata solo in parte compensata dall’aumento degli altri ricavi, determinando nel complesso una riduzione del margine d’intermediazione pari al 7 per cento.

Europa. I divari di crescita tra i maggiori paesi dell’area dell’euro tendono ad ampliarsi. In particolare rispetto alla Germania. Nel complesso dell’area il Pil è cresciuto dell’1 per cento nel secondo trimestre rispetto al primo (contro lo 0,2 del periodo precedente). In Germania l’incremento del Pil è stato molto più deciso (2,2 per cento nel secondo trimestre); dal punto di minimo ciclico l’economia tedesca è finora complessivamente cresciuta del 4,2 per cento, circa tre punti più della media degli altri paesi dell’area; in Francia e in Italia il recupero è stato solo dell’1,9 e dell’1,3 per cento, rispettivamente.



La risposta del governo

A questo Bollettino risponde il Governo con voce denigratoria e molto critica, dicendo che i toni usati dalla Banca d’Italia, per commentare i risultati delle entrate nei primi tre trimestri e soprattutto in merito a tasso disoccupazione e consumi interni sono «inutilmente ansiogeni».

Intanto però la CIG (Cassa Integrazioni Guadagni) nel periodo gennaio – settembre è aumentata dal 2009 di circa il 51%. Ma allora forse qualcosa che non va nella nostra povera Italia …c’è…

A settembre risultano essere oltre 640mila i lavoratori in cassa integrazione e questo, nei primi nove mesi dell’anno, ha comportato una riduzione del reddito di oltre 3,5 miliardi di euro, più di 5.500 euro per ogni singolo lavoratore. A tirare le somme è l’Osservatorio Cig della Cgil naziona le che nel rapporto di settembre mette in risalto come continui «ad essere ancora molto elevato il numero di lavoratori coinvolti nei processi di cassa integrazione e, di conseguenza, i riflessi in negativo di questo stato sui loro salari»…. Dall’analisi della Cgil il ricorso alle ore di Cassa integrazione a settembre segna un aumento del +34,8% rispetto al mese precedente, per un totale di ore pari a 103.228.193…. Nel periodo gennaio-settembre l’aumento delle ore di cig è comunque stato del 50,5% rispetto allo stesso periodo del 2009, a quota 925,6 milioni di ore autorizzate. La cassa integrazione in deroga, anche se segna un calo dell’ 8,9% rispetto al mese precedente, registra un incremento molto forte nei primi nove mesi dell’anno (+344%). In quasi tutti i settori produttivi la percentuale di aumento della cassa in deroga è oltre il 300%, con una punta del 1.532% nell’Edilizia. (Fonte: Corriere)



Il solito dubbio amletico

Il dubbio che vogliano farci vedere un modo migliore di quello che è nella realtà continua ad essere più che presente.
Per carità, comportamento degli economisti di Stato più che comprensibile. Infatti il Governo ha tutto l’interesse di infondere fiducia al mercato, magari “aggiustando” un pochino i dati per dare positività (operazione “ottimismo”) proprio per evitare ciò che successe nella grande crisi del 1929, dove il mercato si inchiodò completamente a causa del crollo dei consumi. La causa era una crisi di fiducia TOTALE che portò il mercato in una voragine di negativismo generalizzato.

Ed è proprio quella fiducia che a volte definisco fraudolenta, che è un po’ troppo assente da questo blog. Molto recentemente me l’ha fatto notare anche Mario da Teramo, il quale mi scrive:

“Bravo Dream, già il tuo nick è tutto un programma. Continua coi tuoi articoli negativistici, continua a dire che è tutto marcio, continua a dire che va tutto a rotoli. Ci vuole ottimismo, bisogna dire che le cose vanno bene altrimenti anche per colpa tua si blocca tutto”.

Bene caro Mario, capisci che la mia “mission” è dire quello che accade nella realtà e quello che ahimè i giornali non dicono. Se facessi l’estremo positivista, allora farei ciò che i media fanno quotidianamente. Forse avrei molti più lettori, ma a quel punto NON sarei più il blog INDIPENDENTE che invece con orgoglio posso dire di aver costruito.

Intanto mi giunge alle orecchie un’altra bella notizia. Sembra infatti che Il Fondo monetario internazionale abbia convocato per lunedì (oggi, ndr) a Shanghai un vertice internazionale a cui prenderanno parte i governatori delle banche centrali per discutere le misure per fronteggiare la crisi economica. L’Fmi ha riferito che al meeting prenderanno parte i banchieri centrali asiatici, africani, europei, statunitensi e dei Paesi del Sudamerica. Ad ospitare il vertice sara’ la Banca Centrale della Cina e il meeting sara’ co-diretto dal governatore della banca centrale di Pechino, Zhou Zhou Xiaochuan, e dal direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn. ”Il vertice – si legge in una nota dell’Fmi – fa parte delle continue analisi delle sfide politiche imposte dalla crisi finanziaria internazionale” e ”ha l’obiettivo di portare avanti la discussione sull’integrazione degli strumenti macro-prudenziali nella piu’ ampia architettura politica per contribuire a garantire la stabilita’ finanziaria”.

Ma si dai, vorranno trovarsi per pranzare insieme e festeggiare per la ripresa economica assolutamente ruggente…

Poveri in 9 milioni. La classe media affonda

Secondo un rapporto Caritas-Zancan, gli indigenti sono 8.370.000, più circa un milione in stato di grossa fragilità economica. Un italiano su sei non ce la fa a pagare il bollettame e le spese ordinarie, come il cibo, il mutuo, le spese condominiali. Le richieste di assistenza in Caritas volano ad oltre un milione. Ma la cosa che spaventa è che i “nuovi poveri” sono neo laureati, uomini divorziati, donne sole. Persone che non ce la fanno più con miseri stipendi o magari neanche quelli. La classe media, quella che ha spinto l’accelleratore sui consumi fino a qualche mese fa, sta affogando. In Italia come negli USA: Ammortizzatori sociali? Inefficaci, Social card? Inefficace. Come sempre il problema sta nella equa ed oculata distribuzione delle risorse. Ma questa è una storia vecchia…

E chiudo con questo grafico proposto da Lukas. Non lo commento perché secondo me è tutto tremendamente superfluo. Oppure qualcuno vuol dirci qualcosa? Prego, l’area commenti è a disposizione!

Morale: se volete le notizie filtrate “ad hoc”, mi spiace, cercatele altrove. Qui troverete solo onesti pareri di soggetti indipendenti che vogliono illustrare al prossimo come vanno le cose, nella realtà.

STAY TUNED!

DT

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