Tendenze: cambi di rotta nel mare del QE II?

25 Ottobre 2010 14:30

Ho ricevuto questa email dell’amico Paolo41. in particolar modo Paolo41 voleva rispondere al commento apparso sul post sull’ECRI INDEX del mio conterraneo (essendo piemontese come me) Ottofranz.

Qui di seguito troverete sia il commento di Ottofranz e sia l’ottima risposta di Paolo 41.

OTTOFRANZ

Pensierino del weekend.
In una situazione anomala come quella che stiamo vivendo, al di la di tutte le analisi e le valutazioni di tutti voi, sempre puntuali efficienti effficaci e logiche , sto cominciando ad avere in testa un turbinio di idee che comincianno a sovrapporsi aumentando confusione a confusione.
Se resta vero il detto compra sulle voci vendi sui fatti, si potrebbe ad esempio pensare che una volta saputa la destinazione di questo benedetto QE2 i mercati dovrebbero prendersi finalmente una pausa.
Seguendo questo filo del discorso, che niente ha a vedere con le ricerche minuziose di Matta, con i tecnicismi di Gremlin o le analisi intermarket di Dt, mi viene in mente di sottoporvi un pensiero che da un po’ mi sta facendo capolino.
Se qualcuno di voi fosse quelli dei sistemi automatici, i GS o i Bernanke di turno, anzi chiamiamoli semplicemente col nome che gli si attribuisce ormai da tempo su tutti i Blog che cercano i colpevoli, e cioè “LORO”, ecco se voi foste “LORO” cosa fareste ora?
Ammesso e non concesso che si possa dare a questi LORO almeno una collocazione geografica, diciamo USA, direi che in effetti la cosa più temibile per gli USA siano gli americani stessi, e che quindi facciano di tutto per non vedersi collassare tutta una Nazione , tanto più in armi .
Credo che anche questa cosa dei G7 che si riuniscono prima dei G20 vada in questa direzione.
Quindi concludendo, se aveste la bacchetta magica e vorreste tenervi buono il “Popppolo” continuando a fare però i vostri porci comodi, quale sarebbe la mossa che fareste ora?
Che dite, devo farmi vedere da uno bravo?



La risposta di Paolo41

1.QE2

Le borse Usa sono trainate dall’eccesso di liquidità, che, senza se e senza ma, aumenterà con il QE2. C’è sempre meno correlazione fra i dati economici del mercato americano (edilizia che non riprende, foreclosure, disoccupazione, consumi contenuti, PIL in contrazione, etc) e i valori di borsa, dato che le multinazionali hanno delocalizzato produzioni e profitti (su cui non pagano tasse e che utilizzano per continuare la loro espansione fuori dagli USA) in paesi dove hanno agevolazioni finanziarie e fiscali e costi di produzione decisamente più bassi.
Si dà per scontato che le borse seguono i P/E delle aziende ( e le borse europee seguono il trend USA) e non i dati macro economici e/o il continuo incremento del debito nazionale. I tassi, per le aziende che volessero investire in quello che è rimasto “in casa”, sono già bassi così come per chi volesse fare un mutuo per comprar casa, ma le richieste latitano perché ….il cavallo non ha sete. Si tende,quindi, a concludere che quanto il QE1 ha messo a disposizione dell ’economia basta e ne avanza, tanto che la maggior parte viene utilizzato per operazioni di trading da parte delle banche e per speculazioni finanziarie (aggiungerei, anche, per pagarsi lauti bonus). A che serve il QE2, stante così le cose? a favorire nuove speculazioni già partite prima dell’annuncio ufficiale? a svalutare ulteriormente il $? A coprire altre perdite nascoste nelle frange dei bilanci delle banche?
Parentesi: magari la FED ci fa altri profitti, perché avrete senz’altro letto che la FED ha realizzato un ritorno di circa il 38% ( sic dixit bloomberg) dall’acquisto di titoli del tesoro e di obbligazioni tossiche delle banche. Ora le alternative sono due: o le cedole di tali obbligazioni erano stratosferiche o erano state comprate a valori nominali stracciati e, arrivate a scadenza, sono state rimborsate al 100%. Escluderei l’ipotesi che siano tornate sul mercato ufficiale, ma magari vengono trattate sui canali non convenzionali (in questo caso… brava FED!!!).
Comunque c’è qualcosa che non torna, dato che, per aiutare le banche in difficoltà, risultava che la FED avesse comprato tali assets tossici praticamente a valore nominale perché, in illo tempore, non riuscivano a fare prezzo…così come, dopo un’ora, la notizia è sparita da Bloomberg e non sono più riuscito a ritrovarla. Miracoli dell’informazione e chiusa la parentesi.
Non credo, neppure, che in questo caso, sempre parlando del QE2, si possa applicare il detto “compra sulle notizie e vendi sui fatti”, perché, una volta immessa altra liquidità sul mercato, questa da qualche parte (azioni, bond, commodities,etc) deve andare. A meno che la FED non bleffi, propagandando ingenti somme ma nella realtà immettendo limitati quantitativi di liquidità.
Personalmente mi sono fatto l’idea che i bilanci delle banche non siano quelli che vogliono apparire e il QE2 serva anche come ulteriore aiuto al sistema finanziario, come sono altrettanto convinto che faranno di tutto per sostenere la borsa, perché, da un punto di vista del sentiment, risulta uno dei fattori chiave che fa apparire meno fragile la ripresa dell’economia reale.
In quest’ottica, come investitore in euro, vedo meglio le borse europee che, muovendosi in stretta correlazione con le borse americane, hanno il vantaggio di non subire la svalutazione del $.

2.Verso uno scontro valutario?

Se si dovesse giudicare dai risultati del G-20 in Corea, si ricava l’ impressione che ognuno continuerà ad agire indipendentemente e quindi prende più forza l’ipotesi di un QE2 “sostanzioso” che agevoli movimenti di capitali verso i mercati più forti a scapito del $.
Ma è illusorio pensare che si possa ribilanciare il commercio mondiale attraverso schermaglie sui cambi (tanto più che i movimenti di capitali sul forex sono decisamente superiori alle iniziative degli stati sovrani), a meno che tali schermaglie non siano propedeutiche all’introduzione, in un primo momento, di dazi e tasse sulle importazioni e di duro protezionismo in una fase successiva.
Perché questo avvenga sarebbe necessario che il malumore degli americani raggiungesse un livello tale da vincere la forte “lobby” delle multinazionali americane che vivono ormai sul consolidamento della globalizzazione. Probabilità? Meno del 30% per dazi e tasse, meno del 5% per un duro protezionismo.
E fra i protagonisti europei la Germania ha già fatto la voce grossa, dichiarandosi contraria a qualsiasi forma di svalutazione delle monete e criticando la politica del QE americano (a cui si è accodata, naturalmente, anche la voce di Trichet). Addirittura, mentre la maggior parte dei paesi europei sono alla presa con pesanti deficit di bilancio e debiti pregressi, la Merkel sta subendo pressioni affinché siano ridotte le tasse per favorire ulteriori sviluppi dell’economia tedesca, alla faccia del coordinamento richiesto dalla sempre più inutile retorica degli strapagati e altrettanto inutili rappresentanti della EU.
Ricordiamoci che quando esplose la crisi della Grecia e dei Pigs e l’euro andava a rotoli, i teutonici, con la Merkel in testa, erano contrari a qualsiasi forma di finanziamento del debito greco e suggerivano l’uscita dello stato ellenico dalla EU, idea poi fatta superare dalle lobbies bancarie esposte sul debito greco. Detto per inciso anch’io ero fra i sostenitori di abbandonare la Grecia, …purchè anche altri paesi europei uscissero dall’EU o meglio ancora se la Germania se ne fosse andata per conto suo. Ma credo che anche tale eventualità, oltre agli aspetti finanziari, sia condizionata anche da una decisa componente “politica”, perché la Germania isolata e non controllata continua, probabilmente, a fare paura.
Oggi che l’euro ha recuperato e ci sono minori pericoli di inflazione importata e i debiti dei Pigs sono stati nascosti sotto il tappeto (con il contributo anche di quei paesi europei che hanno già difficoltà di bilancio), viene richiesta alla Merkel una riduzione delle tasse!!!!!

3.Dalla deflazione all’inflazione? Se ne comincia a parlare….

Perché no!! D’altra parte una svalutazione del $ potrebbe far lievitare i costi dell’import (innanzitutto petrolio) e, se accompagnati da una attenta e comunque contenuta risalita dei tassi, potrebbe favorire, indirettamente, una (pur modesta) ripresa dei consumi e comunque una svalutazione del debito. Finora Bernie ha dimostrato che è più preoccupato dell’inflazione che della deflazione, benché nelle ultime minute dei meeting FED ha cominciato a parlarne; però siamo sotto elezioni e quindi, per il momento, è assolutamente improbabile che cambi strategia. Se ne riparlerà nel 2011.

In conclusione:

Cosa volete che succeda? Cosa pensate che cambi? Molto probabilmente NIENTE; se non intervengono eventi esogeni (che nessuno, ovviamente, si augura) tutto proseguirà, almeno nel breve-medio, né più ne meno, come ora e noi…. continueremo a fare le nostre solite elucubrazioni mentali. Cosa volete che succeda? Cosa pensate che cambi?

Paolo41

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