Pochini i nuovi mutui

1 Dicembre 2010 13:42

Bentornati cari amici alla rubrica settimanale “mutui per tutti”. In realtà oggi l’attenzione, in particolar modo la mia, sarà puntata su ben altri dati macro e non solo. Infatti, oggi, il primo dicembre 2010, dopo ben 97 anni di segreti, misteri e congetture, la FED dovrà aprire i propri libri contabili e rivelare al mondo, ma soprattutto ad un ignaro governo, l’entità e i destinatari dei regali che Bernanke ha fatto agli amici sotto la minaccia che altrimenti il mondo avrebbe presto valicato quel limite noto ai più come limite di Chandrasekhar, superato il quale la pressione di degenerazione degli elettroni non è più sufficiente ad evitare il collasso gravitazionale. Ricordo che tutto questo è inserito nell’ultima riforma finanziaria, e fino ad oggi, il ricorso del club dei banksters non è riuscito a bloccare la pubblicazione dei dati. Stranamente, la FED non si invece unita al loro coro, il che ovviamente mi fa solo pensare male, anzi malissimo. Fatto sta, che dovranno in qualche modo giustificare qualcosa come 1500 miliardi di dollari in regali.

Alle 14:15 ora italiana, l’ADP rilascerà la sua stima in merito ai posti di lavoro nonfarm creati; alle 16:00 assisteremo alla spesa edilizia per il mese di ottobre e alla pubblicazione dell’ISM manifatturiero. Qualcosa mi dice che i dati saranno, rispettivamente: molto bene, incredibile e mai cresciuto tanto nella storia.

In ogni caso, torniamo ai mutui per l’acquisto di una residenza. Nonostante per la settimana conclusa il 26 novembre 2010, l’indice complessivo sia uscito segnando un bruttissimo -16.5%, in realtà, come ben saprete, ciò che conta davvero per l’economia è l’indice che ritrae il volume di mutui nuovi contratti. Il -16.5% va infatti depurato dal fatto che esso è una combinazione che comprende anche l’indice dei rifinanziamenti, crollato del 21.6% a causa dell’incremento del tasso di interesse, che rende meno conveniente il rifinanziamento stesso. Se quindi dal punto di vista strettamente economico un dato simile non è estremamente importante, lo è dal punto di vista della banche. Vi ricordo, che ogni rifinanziamento costa, e non poco, in termini di commissioni e spese varie, che in buona parte vengono incassate dalla banca presso la quale ci si rifinanzia. Ma non voglio entrare in merito a questa questione, pur se è pesantemente emersa durante le audizioni delle commissioni finanziarie del senato statunitense in seguito allo scandalo pignoramenti. Sembrerebbe infatti che a qualche milioni di persone non in grado di pagare il mutuo indipendentemente dal rifinanziamento, le banche proponessero un rifinanziamento con il solo scopo di incassare almeno le spese per la pratica, salvo poi, comunque, procedere con il pignoramento.

Risulta invariata la componente dell’indice relativa al volume di mutui garantiti dal governo, stabile a 196.2, mentre si registra un lieve progresso, da 210.8 a 214.5 l’indice dei mutui contratti in maniera convenzionale. Complessivamente, l’MBA Purchase Index passa da 205 a 207.2, con un progresso dell’1.07%. Faccio infine notare come, dopo quasi un anno, da ormai due mesi il numero di mutui stipulati in maniera convenzionale abbia superato quello dei mutui stipulati grazie alle “garanzie” governative.

Mattacchiuz