TASSI BCE: Il fantasma di Trichet si aggira per Francoforte
Ci risiamo. Stesso copione, attori diversi, ma il finale rischia di essere identico. Alle 14:15 Christine Lagarde premerà il bottone del primo rialzo dei tassi dal luglio 2023. Venticinque punti base di pura ideologia monetaria. I depositi salgono al 2,25% mentre l’economia reale viaggia col freno a mano tirato, verso un misero 0,6% di PIL.

Un film già visto, e fa malissimo.
Luglio 2008: Jean-Claude Trichet alza i tassi al 4,25% con il petrolio a 147 dollari. Due mesi dopo salta Lehman Brothers e l’Europa piomba nel baratro.
Aprile 2011: ancora lui, altro rialzo su inflazione da materie prime con i debiti sovrani della periferia che stavano già prendendo fuoco. Ci pensò Draghi a correre con l’estintore pochi mesi dopo, azzerando tutto.
Intanto una banalità. Non esiste un tasso di interesse capace di riaprire lo Stretto di Hormuz o riparare i pozzi nel Golfo. Alzare il costo del denaro per combattere un’inflazione da offerta geopolitica è come prendere un antibiotico per curarsi una gamba rotta. Inutile e dannoso.

La memoria corta è un lusso che le banche centrali non possono permettersi
I falchi del Governing Council, i vari Nagel e Schnabel, si riempiono la bocca con i “second-round effects”. Dicono che devono evitare che il caro-petrolio contagi i salari. Balle. La realtà è che hanno il terrore di perdere quel briciolo di credibilità che gli è rimasto dopo aver definito l’inflazione “transitoria” per due anni.
I desk che contano, gente come Lombard Odier, hanno già capito il bluff. Stanno già scommettendo che questi rialzi del 2026 verranno brutalmente invertiti nel 2027. Un ciclo restrittivo che nasce già morto, concepito solo per mostrare i muscoli ai mercati. Si alza oggi sul picco dello shock per essere costretti a tagliare domani, quando le macerie sulla crescita saranno evidenti.
• While Europe’s economy was in a decent place before the Middle East conflict, the energy shock will mean higher inflation, slower growth, and tighter monetary policy
• The European Central Bank is wary of being slow to act and allowing price pressures to spill over beyond the energy sector. We thus expect it to raise interest rates twice this year
• This risks a policy mistake that we expect it to reverse in 2027 by cutting rates, contrary to market expectations
• Within developed markets, we prefer Japanese to European equities. We keep an underweight position in global sovereign bonds and a 12-month EURUSD forecast of 1.18. (Source)
I mercati, cinici per natura, non si fidano della retorica di Francoforte. Lo spread BTP/Bund sotto i 75 punti non è un voto di fiducia a Lagarde. È la prova che le mani forti sanno che la BCE non potrà spingersi troppo oltre senza far saltare il banco.

Per chi gestisce patrimoni veri, la fuffa dei comunicati stampa conta zero. Contano i flussi. Una BCE che alza mentre la Fed sta a guardare spinge l’euro e penalizza chi è lungo di dollari senza copertura. Questo è il primo dato da monitorare.
Il vero valore oggi si nasconde sulla curva euro. Se la storia si ripete e la BCE sarà costretta a fare marcia indietro tra dodici mesi, la duration sul tratto lungo della curva comincia a brillare. Comprare scadenze lunghe a questi rendimenti significa mettere in portafoglio un’assicurazione pagata profumatamente per quando Francoforte dovrà rimangiarsi tutto.
Siamo davanti all’ennesimo errore di politica monetaria della storia recente. Resta solo da capire quanto costerà questa nuova lezione che i burocrati europei hanno deciso di non imparare.
STAY TUNED!
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