ALERT FED: ECCO LE CRUDE VERITA’ DEI VERBALI FOMC

21 Maggio 2026 22:25

ALERT: I VERBALI FOMC DI APRILE SONO PUBBLICI. LA FED DICE CHE I MERCATI SONO “SOPRAVVALUTATI”. CHE IL PRIVATE CREDIT HA PROBLEMI. E CHE NON SA COME GESTIRE TUTTO QUESTO CONTEMPORANEAMENTE.

Ieri pomeriggio, mentre Wall Street aspettava Nvidia, la Federal Reserve ha pubblicato i verbali della riunione FOMC del 28-29 aprile. Nessuno li ha letti con la dovuta attenzione. È un errore. Perché ciò che c’è scritto in quei verbali è il documento più onesto che la Fed abbia prodotto negli ultimi due anni sulla propria INCAPACITA’ di gestire simultaneamente quello che sta succedendo.

Il passaggio centrale, citato oggi da Reuters nella notizia che Warsh prende il comando con i funzionari “sempre più ansiosi” sullo stato dei mercati:

“Several participants noted that asset valuations remained elevated and that such conditions heightened the possibility of sharp corrections should adverse developments materialize.” (FED)

Non è un’avvertenza generica. È la Fed che dice, in linguaggio formale e irreversibile, che i prezzi degli asset sono sopra il valore giustificato dai fondamentali e che se qualcosa va storto, la correzione potrebbe essere brusca.

Certo: non è la prima volta che la Fed nota le “elevated valuations.” È una frase che compare nei verbali FOMC con una certa regolarità da quando i mercati azionari hanno ripreso a correre. La differenza questa volta è il contesto in cui arriva.

Il PCE è salito al 3,5% a marzo, dal 2,6% di gennaio. Il CPI headline è al 3,8%, massimo da tre anni. Il PPI di aprile al 6%, massimo dal 2022. Il trentennale è al 5,19%, il più alto dal 2007. E nonostante tutto questo, le azioni hanno fatto “strong gains” che, parole testuali dei verbali,

“many struggle to square with economic fundamentals.” (FED)

Ma poi ATTENZIONE ATTENZIONE… I verbali identificano una vulnerabilità specifica che non è stata sufficientemente commentata: il private credit.

“Some private credit vehicles experienced net outflows in the first quarter amid credit quality concerns caused in part by the potential for AI to disrupt business models in some industries, notably software.” (FED)

La Fed sta dicendo che i fondi di private credit, per chi non lo sapesse è quella classe di asset che ha raccolto migliaia di miliardi negli ultimi cinque anni promettendo rendimenti superiori ai bond tradizionali con volatilità contenuta, sta subendo deflussi perché i suoi debitori principali sono nel settore software, quello che è giù del 30% da inizio anno per via della disruption AI.

Il circolo vizioso è già in moto:

  • l’AI distrugge le valutazioni del software,
  • il software non riesce a ripagare i prestiti del private credit,
  • il private credit subisce perdite.

Tutto questo sotto la superficie, lontano dai mercati pubblici, senza la trasparenza mark-to-market che renderebbe visibile il danno in tempo reale.

Mettiamola così: Warsh eredita non solo un tasso al 3,5-3,75% e un’inflazione al 3,8%. Eredita un’istituzione il cui staff interno ha appena scritto che le vulnerabilità finanziarie del sistema sono “notable” il termine più forte che il linguaggio FOMC ammette prima di “severe.” Il private credit in difficoltà. Le valutazioni azionarie sopra i fondamentali. Il leverage nel settore finanziario “notable.” Il mercato immobiliare “near historical highs” in termini di valuation.

La prima riunione di Warsh il 16-17 giugno arriva in questo contesto. Non è la riunione in cui taglierà o alzerà i tassi. È la riunione in cui il mercato capirà se Warsh pensa che la sua priorità sia l’inflazione, la stabilità finanziaria, la credibilità istituzionale, o la pressione politica. Queste quattro cose, in questo momento, puntano in quattro direzioni diverse. E il chairman ha un solo voto.

STAY TUNED!

Danilo DT

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