BCE vs FED: La guerra dei poveri

Svalutazione competitiva, quantitative easing, acquisto di bond periferici con neutralizzazione. non si sa più che fare per rattoppare il colabrodo dell’economia
Quanto fatto finora a favore dei periferici non è che una goccia nel mare del debito sovrano dell’Unione Europea. EFSF, sostegni a Grecia ed Irlanda, minacce e progetti marchiati 2013 con ristrutturazioni, abbattimento di capitale e quant’altro.
Juncker e Tremonti ci provano, e in un certo senso seguono una delle strade disegnate dal sottoscritto nel post di ieri sulla crisi Europea.
Propongono la nascita dell’EDA, una nuova agenzia europea del debito, strumento usato come base di lancio per gli E-Bonds, con l’obiettivo di arrivare al 40% del PIL di ciascun stato membro dell’UE. Un segnale “forte per far capire al mercato che la crisi vuole essere combattuta”. Ma la Germania dice PICCHE e le cose tornano a complicarsi. E vengono messi in chiara evidenza i limiti ed i contrasti all’interno della Disunione Europea (meglio chiamarla così) in quanto, ormai è chiaro, all’interno dlel’UE ci sono obiettivi, modi di pensare, soluzioni proposte, idee e soprattutto interessi opposti. E questo è un grandissimo problema. Come dicevo ieri in un commento, ogni soluzione per risolvere il problema del Debito Sovrano, ha lati positivi e negativi. L’importante però, a questo punto, è fare delle scelte condivise. Ma credo proprio che con questo ambiente, non andrebbero d’accordo nemmeno sul colore delle tovaglie da mettere in sala mensa (modo di dire, visto che la sala mensa alla BCE non è certo frequentata dalla Merkel). Anche perché la Germania dice che già si sta facendo troppo. Infatti, zitti zitti, in BCE si sono comprati la bellezza di 2 miliardi di Euro di bonds periferici, al fine di sostenerne le quotazioni. Acquisti non fini a se stessi con controparte cash, in perfetto stile FED, ma con la solita neutralizzazione.
Morale: BCE con in pancia valanghe di titoli PIGS che nessuno vuole più che ormai hanno un mercato ridotto al lumicino.
Domanda: ma cosa accadrebbe se, in un momento di grave crisi, si decidesse in fretta e furia di ristrutturare il debito dei PIGS? Che a rimetterci sarebbe proprio la BCE, la quale dovrebbe così essere ricapitalizzata. Quindi titoli in bilancio BCE sempre più di basso livello qualitativo, proprio come è successo negli USA con la FED con i generosi acquisti fatti a favore delle banche ai tempi della crisi subprime. Ma allora…è la storia che si ripete? Lo vado sostenendo da tempo. Il rischio che la BCE faccia col tempo quanto ha fatto la FED non lo escludo per niente, anzi. Ma ci vogliono dei cambiamenti di indirizzo, di tipo normativo e quant’altro, a tutti i livelli. Una vera rivoluzione in ambito Unione Europea. Non vedo altra via d’uscita.
Difficile per il sottoscritto ipotizzare una ricapitalizzazione proprio della BCE. Ci vogliono strade diverse. Vediamo ora che si inventano.
Bernanke: prepariamoci al QE3
E mentre c’è maretta in Europa, negli USA la strada scelta viene ulteriormente battuta da Bernanke il quale, profondamente deluso dai dati sull’occupazione, ha anticipato un ricorso al quantitative easing 3. Il QE 2 non è più sufficiente. Occorre fare qualcosa. E vai con la svalutazione competitiva.
Conclusioni
Se mettiamo assieme i due scenari, quello FED e quello BCE, risulta quasi che tra Euro e Dollaro Usa si fa gara a chi, in futuro, potrà avere le prospettive peggiori, una vera e propria guerra dei poveri. Bisogna essere orgogliosi di tutto questo?

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DT
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