Target BCE: combattere la speculazione
La tensione in area Euro continua ad essere alta. Germania e Francia, come già detto, spingono per una richiesta ufficiale da parte del Portogallo di sostegno alle finanze pubbliche. Lisbona avrebbe bisogno di una cifra pari a circa 50-100 miliardi di Euro, più o meno in linea con quanto chiesto dall’Irlanda nel prestito concesso a dicembre 2010 (80 miliardi). Ma il Portogallo si rifiuta, dice che ce la fa da solo e non vuole cadere vittima della “prigione” del prestito UE. Addirittura interviene la Spagna nell’opera di convincimento. Il Portogallo ce la farà da solo.
Chiaro che il problema più temuto dagli stati dell’Unione Europea e in primis da Germania e Francia, non è la sostenibilità del Portogallo o del Belgio (di cui ora non si parla più ma che resta con una situazione difficile). La paura si chiama speculazione e nella fattispecie “effetto domino” o rischio contagio. Se il Portogallo va in crisi, la speculazione potrebbe andare a colpire con violenza la Spagna. E a livello volumetrico, l’intervento necessario per sostenere Madrid sarebbe spropositatamente maggiore (per farla breve, ci sarebbe bisogno di nuove iniezioni di liquidità degli stati membri).
Per il momento, la BCE sta sostenendo il Portogallo in modo “autonomo” continuando l’acquisto di bonds statali, cercando quindi di sostenerne le quotazioni, concentrandosi sulle scadenze a 5 e 10 anni (ed infatti gli spread con il Bund si sono leggermente ristretti).

Il momento della verità
Ma, attenzione, potrebbe essere una settimana molto importante. Domani il Portogallo collocherà bonds per circa 1 miliardo di Euro, con scadenze a 4 e 9 anni. Senza poi dimenticare l’Italia con i soliti BOT in asta oggi per circa 7 miliardi di Euro, oltre che BTP giovedi) più la Grecia e la Spagna. Ecco quindi spiegato perché si sta cercando di arginare la speculazione: si sta facendo il possibile per tenere gli spread dei vari periferici il più possibile vicini ai benchmark europei di riferimento. E lo fa anche facendo trapelare “indiscrezioni” create ad arte. Cioè si vuole fare capire che la BCE c’è e sosterrà. Obiettivo: limitare al massimo la bestia più temuta: la speculazione.
Spread Italian Sovereign vs Euro sovereign
Confrontando la curva dei tassi benchmark Euro e la curva dei tassi della Repubblica Italianao, possiamo notare che mediamente lo spead si aggira sui 200 bp, ovvero il 2%.QUindi un BTP rende in media il 2% in più di un Bund. E la cosa interessante è che questi 200 bp restano costanti lungo tutta la curva (oltre che ovviamente all’inizio). I 200 bp sono quindi il “premio al rischio” dell’emittente Italia. Ma è uno spread troppo generoso e soprattutto troppo oneroso per il nostro paese. Significa che giovedi il Ministero dovrà pagare (se tutto va bene9 i BTP il 2% di quanto li pagherebbe la Germania in una ipotetica e paritetica asta. Alla faccia dell’Unione Europea. Le diversità si fanno sempre più nette.
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DT
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