Una giornata importante per la finanza

Pubblicato 14 Gennaio 2011 Aggiornato 17 Gennaio 2011 10:38

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La giornata di ieri è stata davvero una giornata interessante. Dal punto di vista dei corsi azionari non è che sia successo molto, soprattutto negli Stati Uniti, dove il solito fuoco di sbarramento alle 21:45 ore italiane aveva spostato la linea Maginot a cavallo dei 1276 punti del derivato dell’S&P. Credo che il messaggio fosse piuttosto chiaro: “di qui non si passa”. Tanto che nei minuti successivi non solo l’armata orsacchiotta è stata sconfitta, ma pure è stata ricacciata di 8 punti verso l’alto dalla furia omicida degli acerrimi nemici High Frequency Bulls.

Ma in realtà ciò che ieri ha destato qualche preoccupazione nei trading desk del mondo autodefinitosi sviluppato, è stata una sorta di dichiarazione congiunta dei banchieri centrali, i salvatori moderni del vecchio mondo. Credo che ormai anche gli Stati Uniti possano considerarsi “vecchio mondo”.

Durante la sua conferenza stampa, Trichet ha ammesso che, nel breve periodo, ci possano essere pressioni inflazionistiche in aumento perlopiù dovute all’incremento nel costo degli energetici. Per questo, la decisione della BCE è stata quella di mantenere invariato il tasso di interesse a 0+1%… . A sentir pronunciare queste parolo, a uno viene naturale chedersi cosa diavolo mangi, o che razza di fibra naturale utilizzi il banchiere quando deve vestirsi, o forse il problema è l’opposto: che tipo di carburante versa nel serbatoio del suo aereo? Avena? Caffè??

È si, perché, dando un’occhiata a quanto successo nel 2010, si possono notare alcune cose non esattamente in linea con quanto sostenuto dal preciso banchiere centrale.

Questi i grafici forniti da Finviz in merito ai derivati sulle materie prime energetiche. Ad essere puntigliosi, il petrolio sarebbe passato da circa 84 dollari a 91 nel corso del 2010. Ma se volete, possiamo anche prendere il punto di minimo del 2010 attorno ai 65 dollari e confrontarlo con il punto di massimo, più o meno a 92. In questo caso, l’incremento sarebbe stato del 41% circa. Lasciamo invece perdere il gas, di cui probabilmente Trichet si nutre, visto che per lui l’inflazione deriva dal costo degli energetici… .

Vediamo a questo punto cosa Trichet utilizzi per scaldarsi la dimora:

Eccoli qui, amici miei, i carburanti di Trichet. Nei reattori del jet lui ci infila fibre di cotone, mentre in caldaia brucia olio di soia e per scaldare la casa, caffè macinato! Escludendo lo zucchero, dolce e un po’ stronzetto, e il riso ( toccaglielo tu ai cinesi se sei capace, mica è la Tunisia! ) l’incremento medio da inizio anno per questi prodotti alimentari è stato circa del 70% – 80%. Altro che energetici!

Veramente, ragazzi, io non so, non riesco a concepire con quale faccia tosta, la malvagità forse, non lo so, come possa un uomo che riveste un ruolo così fondamentale, presentarsi in conferenza stampa a dire cagate simili, quando è EVIDENTE che il problema non è solo negli energetici, anzi! E quindi, teniamo i tassi di interessi fermi, dobbiamo salvare le banche! Probabilmente lui è in buona fede, lui legge i report degli uffici statistici, avete presente, i CPI e PPI, gli indici dei prezzi al consumo e quelli alla produzione. E poi… e poi c’è la tecnologia. Grazie alla tecnologia, se all’inizio del 2010 con un barile di petrolio se ne produceva mezzo di carburante, adesso se ne produce … di meno, mente se con un chilo di grano si faceva mezzo chilo di pane, adesso si fanno due pagnotte da 24 etti l’una. In ogni caso, spero di soddisfare la curiosità di qualcuno mostrandovi quale sia il rendimento di raffinazione medio per produrre carburante da auto, direttamente indicato dal sito della US Energy Information Administration.

Eccola tutta la tecnologia dell’uomo moderno. In 20 anni non è cambiato nulla, se non un peggioramento durante il 2008 probabilmente dovuto all’aver fatto ricorso ad una qualità di petrolio peggiore.

Ma andiamo avanti con le sparate dell’amico Trichet.

L’illuminato banchiere centrale afferma anche che, nonostante la pressione inflazionistica, nulla ha finora modificato la visione sul fatto che l’evoluzione dei prezzi rimarrà improntata alla stabilità nel periodo rilevante della politca monetaria. Il che in altre parole vuol dire prezzi alti per tutti, vista che questa pare essere la nuova stabilità. Una volta ragazzi l’inflazione era brutta, ma in qualche modo democratica ( non parlo di iperinflazione ).

Negli anni 70 e 80 in Italia, gli sprechi, i salari alti, i rendimenti alle stelle, se da una parte indebitavano lo stato alla morte, dall’altra introducevano liquidità dal basso, un po’ per tutti. Adesso l’inflazione è diversa. Nel decennio passato è successo che un gruppetto di banchieri e assicuratori abbia fatto scommesse per un valore di svariate volte il PIL mondiale, e se la metà di essi ha vinto, l’altra metà ha perso. Ma poiché non possono fallire, a quella metà che ha perso è stato data tutta la liquidità necessaria, e forse qualcosa di più, per pagarsi le scommesse, in maniera che il gruppetto di scommettitori potesse continuare a campare felice e contento. Hanno praticamente duplicato la quantità di denaro presente per coprire le perdite di quella metà degli scommettitori. Ma questo denaro, non è finito nell’economia, non ha permesso ai salari di crescere in maniera proporzionale, o quasi, alla crescita del costo delle materie prime. Al contrario, queste sono state spinte a rialzo dagli stessi speculatori bancarottiere e scommettitori che avevano organizzato solo tre anni prima il casino globale. E poi davvero dovremo ancora in qualche modo difendere l’operato delle banche centrali e continuare a credere all’indispensabile indipendenza degli istituti! MINCHIATE! Corrotti depredatori di ricchezza, questo sono!

Complessivamente – nota sempre il numero uno della Bce – i rischi sulle prospettive economiche restano leggermente sbilanciati al ribasso.

Ma dai????? Davvero? Ma come? A già, la disoccupazione, il fallimento di metà dei paesi dell’eurozona, i deficit, il 2012 e i Maya… .

Sul fronte finanziario la Bce conferma poi che le misure straordinarie sulla liquidità hanno carattere temporaneo e che verranno rimosse secondo necessità.

Nel senso… quando i banchieri e amici ne avranno abbastanza.

Su quello del debito Francoforte invita invece i governi ad adottare eventuali nuove misure correttive per centrare gli obiettivi di risanamento dei conti pubblici.

Io ho un’idea. Facciamo una lungaaaaaaaaa fila di cittadini, davanti a comuni. Man mano che entrano, lo Stato li borseggia. La giornata nazionale del Borseggio Statale.

Alle banche poi Trichet chiede di trattenere gli utili e ricorrere ai mercati per rafforzare la base patrimoniale.

Utili?? Utili? Chiedi loro di mettere in bilancio tutto quello che hanno al reale valore di mercato. Che caxxo di utili!!!

Poco dopo aver concluso il brillante discorso, all’amico Trichet ha fatto eco l’amico Bernanke, invitato per l’occasione a scambiare quattro chiacchiere ad un evento sponsorizzato da quell’altro ente già tecnicamente fallito che è la FDIC ( il garante dei depositi bancari americani ) presso la CNBC. Se Greenspan, il Maestro, parlava per responsi oracolari che evocavano rimembranze dal sapore lontano nel tempo, Bernanke invece è in grado di affermare tutto e il contrario dei tutto. Nella stessa frase.

Il pompaggio di denaro nell’economia ( nell’economia…. nell’economia??? Ma come riesce a dire una cosa simile!!!  Nelle banche vorrà dire, no nell’economia!!  ) è parzialmente responsabile degli incrementi messi a segno dai mercati azionari, ma non per le ragione che i critici pensano.

Nooooo! Sia mai che uno un pelo critico possa pensare che 1250 miliardi di dollari regalati tramite l’acquisto di MBS ( quando si compra un oggetto che vale zero e lo si paga 100, è un regalo a tutti gli effetti ) e 9000 miliardi di dollari prestati alle banche, più tutti i salvataggi, stimoli, controstimoli, iperstimoli governativi costati qualcosa come 4000 o 5000 miliardi di dollari  possano aver spinto a rialzo i mercati, mentre da tutto sto speudo deficit spending ( deficiente è la parola giusta ) l’unica cosa prodotta in termini di economia reale è una perdita secca di forza lavoro pari a 1.193 milioni di persone e un perdita di posti di lavoro da 4.200 milioni  a fronte di un incremento della popolazione di 5.037 milioni di persone! E questo solo negli ultimi 2 anni, non da inizio crisi! Ma veramente, ma dobbiamo pure dirgli bravo. Datemeli a me tutti quei soldi e vedete quanti posto di lavoro vi creo! “Si ma, poi, finiti i soldi”, vi domanderete voi? Chemmefrega, farò la stessa cosa che fa Bernanke: QEn!

Continua poi, l’allievo divenuto maestro, asserendo che, mentre non ritiene probabile una veloce contrazione del tasso di disoccupazione ( e ci credo… a forza di cancellare forza lavoro voglio vedere come faranno a reintrodurla nelle statistiche senza sconquassare il tasso di disoccupazione), il GDP nel 2011 crescerà tra il 3% e il 4%. Se uno si domandasse da quale sofisticato ragionamento uscisse questo numero, da quale astrusa formula matematica, da quale indiscutibile analisi statistica, basta dividere l’ammontare dell’ultimo QE, 800 miliardi di dollari per il GDP attuale, circa 15 mila miliardi di dollari, stare un po’ larghi con i numeri e sparare il 4%, di crescita del GDP, augurandosi che almeno l’80% dei soldi immessi con il QE2 finisca nell’economia reale e non solo a comprare auto di lusso dai tedeschi e a pagare i bonus ai banchieri!

Comunque, ad un certo punto della giornata, mentre Trichet stava per concludere il suo scintillante intervento, mi è parso di leggere tra le notizie che scorrevano lungo il mio monitor che qualcuno avesse affermato, forse pensando a quanto stava accadendo in Tunisia, una frase tipo questa: “abbiamo visto le  prime conseguenze delle nostre azioni in termini di inflazione, non aspetteremo di vedere le seconde”. Purtroppo non mi ricordo chi fosse stato a pronunciare questa sentenza di morte per la speculazione, ma, se fino a qualche nanosecondo prima i metalli preziosi stavano letteralmente schizzando in alto, l’istante immediatamente successivo si è scatenato uno dei più cattivi orsi della storia moderna. L’argento in particolare è stato letteralmente fatto collassare, e anche ora che vi scrivo mostra segnali di fortissima debolezza.  Evidentemente i big trader avevano impostato i loro terminali per organizzare l’ennesima bull trap, e ci sono riusciti con la solita semplicità disarmante. Comunque l’idea mi è piaciuta un sacco. Uno sostiene che è ora di fare qualcosa contro l’inflazione, ma non ora, più avanti, per ora fa nulla, ora l’inflazione va bene così, da ora in poi, in futuro, non ora, si vedrà.  E quindi, cosa volete che facciano i trader di mezzo mondo? Ovviamente vendere argento e oro. Che sapete benissimo non hanno. Ma questo dovevano fare, Trichet, andava assecondato. Nel senso che un po’ lo si asseconda, un po’ si trova la scusa per inculare qualche decina di milioni di dollari in stop loss e movimenti completamente illogici. Ma che volete farci, adesso, abbiamo tutti paura dell’inflazione pertanto meglio sbarazzarci subito degli unici asset che dall’infausta incombenza possono difenderci. E giù a shortare metalli preziosi. Non tutti, Solo oro e argento, tanto per essere sicuri. E ovviamente giù anche gli energetici, quelli di cui Trichet si è lamentato. Aspettate un po’… ma Trichet, contrariamente a quanto i dati mostrano inequivocabilmente, non ha parlato di inflazione legata agli alimentari o se lo ha fatto, non ne è stato dato risalto alcuno! Comprare alimentari! Ieri sera, verso la chiusura alle 16.08 ora di New York:

–        Mais +2.1%

–        Grano +1.4%

–        Riso +1.2%

–        Cacao +0.8%

–        Zucchero +0.4%

–        Farina di soia +0.4%

–        Avena +0.3%

–        “Vacche da latte” +0.2%

Perdeva e perde invece un botto il succo d’arancia, non si vorrà mica aiutare troppo la Tunisia che le arance le esporta!  Comunque questo a pochi minuti dalla chiusura di ieri:

Non introduco nemmeno il discorso S&P 500 che dopo qualche microsecondo di sbandamento, sostenuto dall’allegra brigata dei market maker hft ha letteralmente visto spostarsi a rialzo il book con le dovute conseguenze.

Ma per una attimo torniamo all’argento, visto che ieri sono usciti anche i dati della zecca ( non sto parlando dell’animaletto succhiasangue ma del conio ) americana. Tutto quanto come al solito rilanciato praticamente in tempo reale da Zerohedge. Io non so quante persone siano Tyler Durden ma se è da solo, si meriterebbe davvero il premio nobel al Tuttofare. O forse lo strapagano di donazioni e lui lavora come un matto, ( adesso sto per fare l’ennesima battuta stupida e non realistica) non come voi che siete pure scarsi nel votarci su Wikio!!!!

Comunque, proprio mentre la CFTC ieri al senato discuteva sulla regola che vorrebbero introdurre per ridurre il numero di posizioni a carico di un solo trader ( inutile, non servirebbe a nulla e lo sanno benissimo ) e mentre sempre in commissione si vantavano di come avevano incastrato un ragazzo di Filadelfia che “vendeva e acquistava decine di contratti sul derivato dello S&P 500 tramite un algoritmo, per due clienti suoi” ( porcaccia, ma li sentite… Achab ha pescato la balena!!), la zecca statunitense indicava che nelle prime due settimana di gennaio erano state vendute ben 3.407 milioni di once di monete di argento da 1 oncia, stracciando di gran lunga qualsiasi record settimanale. Tutto questo mentre l’argento al Comex veniva giù del 10% e mentre le scorte ufficiali di magazzino eleggibili per la consegna basterebbero appena a soddisfare la domanda di argento da parte dei compratori di monete. Solo ed esclusivamente quelli, lasciando perdere fondi e industria e compratori di lingotti da 1 kilo!. È semplicemente una truffa. Indipendentemente da quello che crediate in merito al valore di oro e argento, questa è una truffa a tutti gli effetti, concepita ed eseguita sotto gli occhi corrotti ed accondiscendenti di tutte le autorità statunitensi. Pensate solo a che salti fa il petrolio quando comunicano una variazione negativa dell’1% nelle scorte di carburanti… lasciamo perdere!

Per completare la lunga parentesi metalli preziosi, vi informo che nel 2010, negli USA, il conio ha distribuito 1’220’500 once di oro  (38 tonnellate se non sbaglio a fare i conti ) in monetine da un oncia o meno e 34’662’500 once di argento ( 1078 tonnellate ) di argento in monetine da un oncia o meno. Badate che parliamo di “monetine” non di lingotti da 100 grammi o più! La produzione mondiale di oro annuale è attorno alle 2500 tonnellate, quella di argento circa 10 volte tanto.

Vi lascio con quanto sostenuto da Ajay Mitra ( ogni tanto ce ne sarebbe bisogno di uno! ), direttore del World Gold Council per il Medio Oriente e l’India. Durante il 2010 nella sola India sono state vendute circa 800 tonnellate di oro ( 1/3 della produzione mondiale ), contro le 557 tonnellate del 2009. Secondo Mitra, il prezzo dell’oro non è più un fattore limitante.

Questi amici miei non sono consigli di investimento. Sappiate che ogni volta deciderete di acquistare oro o argento per proteggere i vostri risparmi dall’inflazione che non c’è, starete dichiarando guerra alle più potenti organizzazioni finanziarie mondiali, alle banche centrali e a buona parte dei governi. Nessuno di loro è disposto a mettere in discussione la loro fonte principale di comando, ovvero la moneta a corso legale.

Mattacchiuz.

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