La rivolta sociale e le soft commodity

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Le materie prime agricole, conosciute anche come “soft commodity”, stanno salendo a dismisura. E secondo diverse fonti, non si fermeranno facilmente e a breve. Tutto questo deve preoccupare, soprattutto se il problema viene analizzato dal punto di vista socio-politico. Il pensiero va a quei paesi ed a quei popoli che già ora vivono nella miseria e nella disperazione. Quei popoli che non godono della vetrina dei giornali ma tutti i giorni fanno la guerra per un tozzo di pane per poter sfamare in modo relativo la propria persona ed i propri figli, a cui viene regalato un futuro che non può essere normalmente in linea con quello di un uomo cittadino del mondo sviluppato.
E poi il pensiero va a quei popoli invece che iniziano a godere anche della visibilità dei media: egiziani, marocchini, libici, iraniani e chi più ne ha più ne metta. Un mercato in preda alla speculazione, certo, ma anche all’aumento vertiginoso della domanda e, ahimè, alle intemperie che hanno condizionato i raccolti.
One the one hand, supply-constraining political, economic and climate-related developments will continue to keep prices strong. On the other, fundamental demand for food continues to increase as populations around the world grow bigger and richer — and not just in the most populous, developing nation of China. “You’ve seen caloric intake overall rise in most parts of the world over the last ten, 20 years, and that’s a trend that’s going to continue,” said Jeffrey Christian, managing director and founder of CPM Group, a commodities research and investment firm. “Populations are growing, but financially — generally speaking — they’re better too, so people can afford more food.” Currently India is the biggest consumer of sugar.Food prices are also being driven by speculators. Coffee is one instance of an agriculture commodity that’s been receiving a big inflow of speculative money. “Right now they have a relatively large long position and that could help keep the price up for a while,” Christian said. (Source)
Cambia il mondo, aumenta la popolazione. Cambiano le abitudini alimentari, cambiano anche i prezzi. Cambia anche il divario tra ricchi e poveri (in quanto non fa che aumentare) e cambia la quantità di cibo a disposizione, che proporzionalmente diminuisce se raffrontata al numero di teste che devono essere sfamate. Un numero di teste che rischia di crescere a dismisura. E in tutto questo scenario, possiamo dire che viene confermata la transizione dal famigerato livello 4 al livello 5 (VEDI QUI) se presa in considerazione l’analisi di Pring. Mercato ancora positivo per l’equity, ma non per molto, e ancora bene le commodity.
Intanto però, come detto, le soft commodity corrono…
Parlavamo di sommossa sociale… Non credete che si stiamo mettendo delle basi per delle rivoluzioni epocali, se le tendenze delle commodity agricole non invertiranno al ribasso?
LINK FINANZIARI
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DT
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