Il controllo del rischio
È difficile commentare le drammatiche notizie che giungono istante per istante dal Giappone. I comunicati che popolano lo stream delle news sembrano più che mai contraddittori.
Di sicuro sono esplose le gabbie di contenimento esterne di tre reattori nucleari della centrale di Fukushima, mentre non si sa più nulla delle altre due centrali che sembravano promettere ulteriori disastri. Chiarisco che le centrali nucleari a Fukushima sono 2. Esse sono Fukushima 1 a nord, e Fukushima 2 a sud, distando pochi chilometri l’una dall’altra. Le esplosioni sono avvenute solo a Fukuschima Dai-ichi che per l’appunto significa uno-di-due.
Durante la notte anche la camera esterna del reattore numero 2 della centrale è esploso, mentre un incendio poi controllato ha interessato il reattore 4. Le informazioni date dal governo giapponese se da un lato cercavano di tranquillizzare la popolazione e il mondo intero, dall’altro indicavano la probabile fusione dei noccioli coinvolti, mentre una da cricca nella camera di contenimento del materiale nucleare sembrerebbe essere iniziata la temuta fuoriuscita di contaminante nucleare.
Purtroppo ancora non è possibile capire se davvero ci sia stata o meno la fuoriuscita di questo tipo di materiale, tuttavia il governo ha ordinato l’evacuazione della popolazione che vive entro un raggio di 20 chilometri dalla Fukishima 1 e ha intimato alla popolazione che vive tra i 20 e i 30 chilometri di distanza di rimanere ben chiusi in casaì.
Ad ora solo il reattore numero 2 sembra essere coinvolto in una perdita, tuttavia livelli crescenti di radiazione stanno preoccupando i tecnici anche in merito ai reattori 1 e 3, esplosi nei giorni scorsi.
Pochi minuti fa, il governo ha dichiarato che il reattore numero 5 e il reattore numero 6 starebbero sperimentando un comportamento anomalo dei rispettivi circuiti di raffreddamento. Possibili quindi ulteriori esplosioni. Contemporaneamente, è stato negato che ci sia aumento di radiazioni attorno al reattore 4.
Frammentarie invece le informazioni che giungono da Tokyo, dove sarebbe stato registrato un livello di radiazioni 23 volte superiore a quello naturale.
Non sono ideologicamente contro al nucleare civile, tutt’altro. Esso e i suoi sviluppi potrebbero essere l’unica reale soluzione ai problemi di approvvigionamento energetico dell’umanità. Ciò non toglie, che il primo passo per l’emancipazione energetica rimane il risparmio e l’efficienza.
Il primo ventennio del 21esimo secolo sarà ricordato come il fallimento del CONTROLLO DEL RISCHIO. I costanti fallimenti degli esperti, definiti tali dai loro stessi rispettivi mondi – pensate solo agli esperti di finanza… – sempre più autoreferenziali, le sempre più esasperate circostanze in cui questi signori spingono il mondo per questioni ideologiche o per il loro personale tornaconto, o per un improbabile concetto di miglioramento e progresso che tuttavia scompare all’insorgere dei primi problemi, stanno a mio giudizio alimentando un’instabilità senza precedenti. Forse è ora di porre qualche limite. Il prezzo da pagare per i loro fallimenti sta diventando ogni volta più salato.
Chi ha fede, sa cosa deve fare.
Mattacchiuz
Secondo il governo giapponese, le cui comunicazioni fino a stamattina hanno seriamente “sottovalutato” quanto stesse accadendo ( io preferisco altri termini… ma poi qualcuno qui si incazza … ) la radioattività attorno ai reattori starebbe gradualmente riducendosi. Non so dirvi come questo possa accadere, ma sarebbe interessante avere l’opinione di un tecnico… .
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