Sempre meglio i sussidi
Ancora un molto positivo dato uscito oggi dagli uffici di statistica più cliccati del mondo. Il DOL ( Department of Labor ) comunica che per la settimana conclusasi il 2 aprile 2011 il numero di persone che ha fatto richiesta del sussidio di disoccupazione è sceso di 10000 unità rispetto alla settimana precedente, rivista come quasi sempre a rialzo di 4000 cassaintegrati in più rispetto alla prima lettura.
| Initial Claims (SA) | A 382,000 | Da 392,000 | =-10,000 |
| Initial Claims (NSA) | A 350,667 | Da 357,457 | =-6,790 |
Ma ancor migliore è il dato non destagionalizzato, che senza indugiare altre settimane dismette la cattiva abitudine di mantenersi sopra i valori storici e perfora a ribasso anche la serie degli inizi 2008, quando allora come ora il mondo riusciva a fare finta di nulla in relazione alle generali condizioni dell’economia ( della finanza ).
Davvero notevole quindi la riduzione nel numero dei licenziamenti.
Considerando la settimana del 19 marzo, le persone che beneficiavano di un qualche sussidio di “lungo periodo” erano 8 milioni 524 mila 455, in riduzione di ben 245 mila 988. Il loro futuro è ben descritto qui sotto.
Se infatti la ripresa prosegue con qualche incertezza ( ISM, inflazione, produzione etc…), non mostra invece alcuna indecisione il continuo incremento del numero di persone che dipendono dai 132.61 dollari che il governo eroga loro ogni mese per coadiuvarli nella sempre più difficile impresa di assicurarsi un alimentazione degna di un paese sviluppato. Nonostante avessi più volte evocato la statisticamente valida assunzione per cui “ad un certo punto si fermeranno” e nonostante i mirabolanti miglioramenti nel mondo del lavoro ogni mese sbandierati dal BLS, anche a gennaio si è registrato l’ennesimo aumento nel numero delle persone iscritte a questo davvero poco felice club.

Più del 14% dell’intera popolazione statunitense dipende ora da questa forma di sussidio, 44 milioni 187 mila 831 tra uomini donne e bambini che non riescono ad assicurarsi il necessario sostentamento nutritivo, anche se il dipartimento dell’agricoltura indica in più di 50 milioni coloro che nel 2009 – non nel 2010 – facevano parte di una famiglia non in grado di procurarsi la giusta dose di cibo quotidiano. Fa invece tristemente sorridere il fatto che abbiano diminuito di un dollaro il valore della “tessera annonaria”, forse per meglio rispondere ai rincari inflattivi.
Davvero io non so come riescano a continuare a sostenere che le spese personali sono in continuo aumento.
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Mattacchiuz

