WTI vs Brent: spread alle stelle ma il Baltic Index non reagisce
Ammetto di aver dimenticato per un momento il movimento divergente tra WTI e Brent ed il relativo spread che ne deriva.
Ma un amico lettore (Thanks to GordonGekko) mi ha segnalato la cosa e quindi credo opportuno parlarne, visto che lo spread è a livelli record. Siamo quasi a 22$! E la cosa curiosa è che a costare di più non è il WTi, che è di qualità migliore, ma il grasso Brent del mare del Nord.
In realtà, occorre anche guardare i fondamentali. In Europa il petrolio light sta scarseggiando e questo crea distorsioni sulle valutazioni di borsa. Infatti a causa dei sabotaggi in Nigeria e della crisi libica, i rubinetti continuano ad essere praticamente chiusi. Quindi in Europa il petrolio Light scarseggia e allora…tutti a comprare il Brent (e qui si tratta non di speculazione ma di acquisti reali). Se poi aggiungiamo i margini, la speculazione, e tutti gli altri fattori emotivi… il gioco è fatto. A rincarare la dose, poi, sono alcuni problemi di estrazione su diverse piattaforme del mare del Nord. A sto punto, tutto torna: Brent sempre più raro ma necessario e che quindi continua a lievitare, e WTI che non ci dà la corretta valutazione dell’asset “petrolio” in quanto troppo scostante e speculativa. Ma non possiamo certo dire che il Brent possa, oggi, sostituire il WTI in questa missione delicata. Oltre a tutto questo, il ben noto problema del Cushing già discusso in passato e ripreso recentemente in un report da Goldman Sachs…
…In particular, the WTI-Brent spread set its prior record low in February of this year when the opening of the Keystone pipeline into Cushing and a string of unplanned refinery outages in the US midcontinent led to the dislocation of the US midcontinent crude oil market from the rest of the word crude oil market. Further, the logistical issues surrounding Cushing also seem to bear responsibility for the WTI-Brent spread remaining wider than we anticipated from March through May. However, the recent June decline of $7.77/bbl in the WTI-Brent spread has been primarily driven by the weakening of the US Gulf Coast light-sweet crude oil prices relative to Brent crude oil prices, not a Cushing bottleneck.
Grafico Spread WTI vs Brent

Per farla breve, il WTI “abbonda” dove però non è troppo richiesto, e la speculazione influisce in modo violento sulle quotazioni.
Ma…il Baltic Index allora come è messo? Infatti la logica mi fa pensare che se lo spread è così ampio, conviene senza dubbio noleggiare petroliere e farsi portare il petrolio da paesi lontani… ma ecco il sorprendente risultato.
Grafico Baltic Index e velocità navi
Il Baltic Dry Index continua ad essere molto depresso (solo in marginale ripresa) e la velocità delle navi è sempre più bassa. Non mi sembra di vedere l’entusiasmo sui mercato dei noli marittimi, oppure mi sbaglio? Segnale in più che forse, questa volta, ad essere sopravvalutato non è solo il petrolio ma i particolar modo il Brent. E se poi ha ragione Rosenberg, secondo il quale la possibilità di andare in recessione nel 2012 è pari al 99%…
STAY TUNED!
DT
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