Come investire se ritorna la recessione?

PIIGS e default a parte, la macroeconomia sta veramente vivendo un momento di difficoltà. Non più tardi di qualche giorno fa, vi ho parlato (forse ve lo siete persi) del CFNAI, il Chicago Fed National Activity Index.
Questo indice, redatto dalla FED di Chicago, è la sintesi perfetta di ben 85 indicatori economici, di pura produzione economica. E quindi è tranquillamente considerabile come il VERO indice che monitora la crescita dell’economia USA
Riprendetevi questo post così capirete meglio.
Come scritto, il CFNAI-MA3, ovvero la media delle ultime 3 rilevazioni (per limare eventuali picchi), sta pericolosamente raggiungendo un’area molto pericolosa. Infatti come dice la stessa FED di Chicago (e non quindi il lattaio sotto casa mia)…
”When the CFNAI-MA3 value moves below –0.70 following a period of economic expansion, there is an increasing likelihood that a recession has begun.” (ChicagoFED)
Il problema è che il CFNAI-MA3 è a -0.60. Ad un passo dall’area recessiva…
Quindi signori, il rischio di tornare in recessione si sta concretizzando. Certo, noi parliamo di economia USA. Molto probabilmente l’Italia è già in recessione. O forse lo è sempre stata, chissà… comunque sia, fino a prova contraria, gli USA sono il mercato più importante, ancora oggi. E quindi restano la nostra guida economica.
Ma se si torna in recessione… che fare?
I sette punti di Rosenberg
Ecco, secondo l’amico David Rosenberg, brillante economista ex Merrill Lynch e oggi punto di riferimento di Gluskin Sheff. http://www.gluskinsheff.com/index.aspx, come investire in caso di ritorno in recessione. In 7 punti:
1) “High-quality corporates” plus companies with “A-type” balance sheets and “BB-like yields.”
2) Reliable dividend paying Stocks (including preferreds).
3) Low debt-to-equity ratios, high liquid asset ratios, good balance sheets, no heavy debt.
4) Hard assets: Oil and gas royalties, REITs – focus on income stream.
5) Sectors / companies with “low fixed costs, high variable costs, high barriers to entry/some sort of oligopolistic features, a relatively high level of demand inelasticity.” This includes utilities, consumer staples + health care.
6) Alternative assets that do not rely on “rising equity markets” or are independent of volatility trades.
7) Precious metals. Specifically, he puts a $3,000 target on Gold.
Anche se Rosenberg può non stare troppo simpatico a qualcuno, soprattutto a causa del suo pessimismo cosmico, non possiamo certo negare che le sue idee siano sballate. Anzi, mi trovano assolutamente d’accordo.
1) Corporate di alta qualità
2) Azioni con dividendi elevati
3) Scegliere società con poco debito e tanto cash flow
4) Preferire in ambito “hard asset” gli energetici e su chi da flussi di reddito
5) Società con bassi costi fissi e posizione di mercato dominante
6) Titoli aciclici
7) Oro
Ops… caro Rosenberg, devi sapere che qui su I&M i portafogli Compass ( e gli amici ne sono testimoni) da tempo sono proprio impostati su queste coordinate (più ovviamente molti altri accorgimenti). Quindi non posso che sottoscrivo quanto detto da David, il quale quindi la pensa come il sottoscritto.
STAY TUNED!
DT
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