Eurozona: il mondo ha paura della nostra crisi

Crisi banche: la FED vuole maggior trasparenza. TED Spread ed interventismo UE.
In queste ultime settimane, mi sono focalizzato nei vari post, spesso e volentieri, cercando di mettere in luce soprattutto un aspetto di questa crisi: non dobbiamo limitare il problema all’Eurozona e comunque al continente europeo e alle economie dei singoli stati che ne fanno parte. Il problema è molto molto più ampio.
Avrete letto nei giorni passati le “proteste” inglesi (i quali non dimentichiamo, hanno anche le loro benne gatte da pelare) ma anche degli americani (last but not least la “grana” Morgan Stanley).
E le protagoniste sono sempre loro. Le banche. Troppa esposizione verso i PIIGS, troppa leva finanziaria, e in caso di forzato bailout gli stati, ahimè, non avrebebro risorse sufficienti per salvare il sistema. E allora? Meglio risolvere il problema alla radice e costringere l’Unione Europea ad una politica economica e monetaria il più possibile protettiva nei confronti del sistema internazionale.
Ma, giustamente, in questa guerra finanziaria totale, nessuno si fida più di nessuno.
Il sistema ha osato troppo, l’etica da anni ormai è scomparsa dai mercati ed oggi se ne pagano le conseguenze: il sistema finanziario è MARCIO, ammettiamolo, e si cercano pagliativi o mosse “disperate” per tamponare quelle falle che sono solo alcune di quei problemi che affliggono e che affligeranno i mercati e la società nei prossimi anni.
E proprio a proprosito di gente che non si fida, la FED di New York inizia a temere che le banche europee possano avere grossi problemi di liquidità nei prossimi mesi, e allora…
Oct. 3 (Bloomberg) — The Federal Reserve Bank of New York may ask foreign lenders for more detailed daily reports on liquidity as the U.S. steps up monitoring of risks from Europe’s sovereign debt crisis, according to two people with knowledge of the matter.
Regulators held informal talks with some of the largest European lenders about producing a “fourth-generation daily liquidity” or 4G report, according to the people, who asked for anonymity because communications with central bankers are confidential. The reports may cover potential liabilities such as foreign-exchange swaps and credit-default swaps, said one person. The U.S. has already increased the number of examiners embedded in these banks, the person said. (…) “The Fed is trying to understand what the pressure points are in terms of liquidity and potential risks that are imposed by foreign banks to domestic institutions in our financial system,” said Kevin Petrasic, an attorney at the Washington- based law firm of Paul, Hastings, Janofsky & Walker LLC. “There is a little bit more sense of urgency as a result of what’s going on in Europe.”
…meglio controllare e chiedere direttamente alle banche europee documentazione in merito.
E questo proprio perchè un default di alcuni colossi europei, o comunque un avanzato stato di difficoltà finanziaria, potrebbe generare quel famoso “effetto domino” che poi crea conseguenze anche alle banche USA con esposizioni importanti su stati o istituzioni finanziarie in crisi.
In effetti il grafico che io ho definito il TED Spread Europeo, ovvero il ratio tra tasso interbancario e tasso di mercato, non è certo ben augurante per il sistema finanziario.
Grafico TED Spread Europeo
Se poi andiamo a vedere l’indice ITRAXX sui CDS Europei…
Morale: non è più questione di PIIGS. Ormai il problema è definibile come EUROZONA. Il mondo pretende che l’Unione Europea dia risposte chiare di solidità e di interventismo.
E’ un po’ come se dicessero: Avete fatto l’Unione Europea, vi siete “sposati” in un matrimonio indissolubile? A noi non interessa che poi, alla fine, il vostro matrimonio era di facciata. A noi interessa difendere i nostri interessi. E quindi vogliamo essere tranquilli.
E dagli torto!
Negli ultimi giorni, la tranquilla Danimarca ha dovuto iniettare nel sistema bancario danese la bellezza di 54 miliardi di Euro, la Francia in comunione con il Belgio stanno organizzando un piano per salvare Dexia con conseguente piano di ristrutturazione. E la Spagna ha nazionalizzato 3 Casse di Risparmio. Vi sembra poco?
E allora il mondo non teme nemmeno più il default Grecia, ma il rischio di un eventuale mancato supporto dell’Unione Europea. La quale, sotto la pressione di tutte le organizzazioni internazionali, FMI in primis, dovrà sempre più convergere ad una difficile, complessa e sempre più disperata VERA Unione Europea.
Stay Tuned!
DT
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