ITALIA: Prima tappa conclusa, ora però viene il difficile

13 Novembre 2011 03:30

Ma siamo sicuri che dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi e con l’arrivo di Mario monti possa cominciare una nuova era e che tutti i problemi verranno risolti?

Ormai è da ieri pomeriggio che dall’estero si scrive e si parla delle dimissioni di Berlusconi. Una mossa del Premier attesa da giorni, mossa che dovrebbe portare al governo tecnico guidato a Monti.

Silvio Berlusconi si è dimesso: il passo indietro giunge alle 21.41 senza strappi rispetto a un copione ampiamente previsto. Con un solo fuori programma: una folla crescente che si raduna attorno ai luoghi simbolo della crisi, da Montecitorio al Quirinale, il teatro dell’epilogo del governo. E qui l’attesa per l’addio del premier è scandita dall’esecuzione dell’Hallelujah di Handel improvvisata da un gruppo di musicisti, mentre tricolori e bandiere europee punteggiano la folla. Cartelli beffardi, lanci di monetine e cori di chi grida «buffone, buffone» o intona l’inno di Mameli, accolgono poi l’arrivo del Cavaliere al Quirinale. Gli stessi cori che ne accompagnano l’uscita, un’ora dopo, da un accesso secondario prima della festa di piazza. (Source) 

Ma siamo sicuri che l’era Berlusconi sia veramente finita? Oppure anche questa volta si tratta della fine di un secondo atto a cui potrebbe seguirne un TERZO? Tanto per cominciare già si legge che il PdL appoggerà il governo Monti a condizione che il governo Monti stesso discuta solo delle tematiche richieste dall’Unione Europea. Il che lo trovo assolutamente inaccettabile. Se il Governo Monti prende potere in questo momento, deve avere le mani libere da qualsiasi vincolo, altrimenti siamo punto e a capo. Inoltre sembra che i ministri scelti da Monti debbano essere “benedetti” dallo stesso PdL. Ma scusate, da una parte si esce dalla porta e poi, dalla finestra, si rientra indirizzando e mettendo veti? Lo trovo veramente assurdo.
Al momento sono voci che necessitano di conferma.

Il nuovo premier – è la linea condivisa dal Pdl – deve capire che con i nostri numeri possiamo staccare la spina quando vogliamo. La decisione ufficiale, il Pdl la prenderà in un nuovo ufficio di presidenza che si riunirà una volta ascoltato il discorso ed il programma con cui Mario Monti chiederà la fiducia in Parlamento. (Source)

Nel frattempo vorrei solo ricordare a tutti che la fine del governo Berlusconi è senza dubbio un momento importante in quanto ci dà la possibilità di voltare pagina e di decretare la sconfitta totale della politica italiana. Ma con l’arrivo di Monti, non sarà comunque facile risolvere i problemi.
Certo, Mario Monti gode della fiducia internazionale. Il che è fondamentale in questo momento storico per limitare al massimo la speculazione. Poi però occorre lavorare, occorrono riforme urgenti, occorre un piano per la crescita. E la coperta, ahimè, non è corta: è cortissima.
Quindi questa non è che la prima tappa, certo importante e necessaria, ma pur sempre la prima tappa.
Da oggi (domenica) inizia una nuova puntata. E vedremo fino a quanto la piovra Berlusconi comanderà ancora sul Nuovo Esecutivo, quanto il mercato benedirà il neo Premier e quanto si riuscirà a fare dal punto di vista politico-economico.
Abbiamo perso tanto, troppo tempo prezioso. Abbiamo anche rischiato di raggiungere il baratro. Ma forse riusciamo ancora a tirarci fuori, anche perchè NON DIMENTICHIAMO MAI che l’Italia NON E’ la Grecia e paragonare questi due paesi è un insulto per noi italiani. Ma saranno necessari interventi concreti e credibili. E indipendenti. Altrimenti saremo punto e a capo.

Prima di chiudere vi lascio una carrellata di dichiarazioni fatte da Mario Monti “in tempi non sospetti”.

* ”Non solo questa manovra, ma tutta l’impostazione seguita da Berlusconi fin dall’inizio non porta nella direzione della crescita. Servono interventi che sblocchino certi meccanismi di sviluppo, servono le riforme strutturali, le liberalizzazioni che rilancino la concorrenza e combattano privilegi e rendite” (9 luglio al Messaggero durante crisi estiva).

* Il motivo per cui l’Italia e’ stata colpita da ”improvvisa sfiducia” delle agenzie di rating sta nella ”tendenza ad andare alle calende greche” e in un ”revival della commedia all’italiana, naturalmente a Roma” (14 luglio, dopo revisione del outlook dell’Italia)

* Il Governo ”ha finalmente aperto gli occhi e deciso almeno alcune delle misure necessarie” a fronteggiare la crisi. ”Hanno accettato in questi ultimi giorni, nella sostanza, un ‘governo tecnico”’. ”Le forme sono salve. I ministri restano in carica. Ma le decisioni principali sono state prese da un ‘governo tecnico sopranazionale’ e si potrebbe aggiungere ‘mercatista”’ (7 agosto, dopo la manovra correttiva al Corriere della Sera)

* ”Non ho mai partecipato alla disputa Governo tecnico si’ Governo tecnico no.

L’emergenza spero venga presto superata, di chiamata spero proprio non ci sia bisogno” (8 agosto, in un’intervista al Tg5)

* ”Ritengo che questo governo debba farcela, e’ un imperativo. Non c’e’ tempo questa materia e’ urgente e grave” (3 settembre al Tg3)

* ”Bisogna attuare riforme impopolari mettendo insieme pro tempore le parti piu’ sensibili di ciascuna parte politica. Bisognerebbe rendere un po’ infelice ogni italiano limando i privilegi” (23 settembre a Genova)

* ”Il presidente Berlusconi e’ un maestro quando dice che il suo cuore gronda sangue perche’ deve mettere nuove tasse ma e’ obbligato dai mercati e dalla Unione Europea, ma cosi’ ha fatto da due danni: ha reso piu’ invisa agli italiani l’economia di mercato e ha reso piu’ impopolare l’Europa” (23 settembre a Genova)

* ”L’Italia non e’ mai stata cosi’ decisiva sull’avvenire dell’Europa e cosi’ estranea alle decisioni sull’avvenire dell’Europa” (10 ottobre)

* Il varo di un decreto adeguato sullo sviluppo e’ ”enormemente piu’ importante” della nomina del nuovo governatore di Bankitalia (20 ottobre a Otto e Mezzo su La7 rispondendo alle domande di Lilli Gruber e del presidente dell’ANSA Giulio Anselmi)

* Bisogna evitare di ”rendere l’Italia da un paese fondatore dell’Euro a un paese affondatore” (20 ottobre a Otto e mezzo su La7)

* ”Leggo spesso di tecnici o governi tecnici, ma sono dibattiti a cui non partecipo. Ma da cittadino dico che il problema non e’ di tecnica ma di passare da una politica ad un’altra politica” (4 novembre). (Source)

Intanto rilassiamoci ancora qualche ora e godetevi l’intervento totale del comico Roberto Benigni al Parlamento Europeo. L’audio è registrato da uno spettatore e quindi leggermente disturbato. Ma…potrete regalarvi per qualche minuto un po’ di sorrisi e di allegria.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=O7D9w4C6b88[/youtube]

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DT

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