Bolli Dossier titoli: cambia nuovamente tutto!

Sembrava tutto deciso, sembrava che in questo ambito non si volesse intervenire, ed invece…ecco la sorpresa. Cambia nuovamente la telenovela sul “Bolli Dossier Titoli”.
Fino a qualche ora fa, tutti eravamo convinti che i bolli sui Dossier Titoli venissero fatti pagare in modo progressivo, come descritto da questa tabella:
Quindi una progressione che lasciava immutati i bolli al di sotto delle soglie di 50.000 € per poi andare a bastonare chi aveva importi più generosi. Era il meccanismo definito “dell’imposta fissa periodica”. Invece ora si passa al prelievo percentuale. Anche molto più semplice da spiegare.
ATTENZIONE: importanti aggiornamenti a fondo articolo.
Si prendono tutti i prodotti finanziari, TUTTI, e si calcola una percentuale sul valore di mercato. Scelta che personalmente ritengo più equa (altrimenti col regime prima proposto, chi ha un dossier titoli con 510.000 € o 3.000.000 € pagherebbero nel 2013 la stessa imposta di 1.100 € quindi con un trattamento iniquo che va a privilegiare i super ricchi.)
Riassumendo: ci sono due le novità importanti.
Come detto la percentuale sul valore di mercato e poi il fatto che TUTTO viene sommato per poi raggiungere il montante su cui calcolare l’imposta dall’aliquota ancora sconosciuta.
Quindi, e qui sta la novità, i vari prodotti finanziari che sembravano esentati nel conteggio, verranno considerati, eccome. Fondi comuni, Sicav, Polizze assicurative, tutte dentro nel conteggio. Uniche esonerate? Fondi pensione e fondi sanitari.
Come detto ancora ignota l’aliquota ma tra le varie voci che mi sono arrivate, c’è stata anche quella del CAP, ovvero dell’importo massimo pagabile, una sorta di limite massimo. Il che renderebbe più simile la nuova imposizione fiscale a quella prevista dal Governo Berlusconi e dal Ministro Tremonti.
Esentato solo chi ha importi inferiori ai 5.000 €.
Qualche dubbio sui “prodotti finanziari”?
Basta guardare cosa intende la normativa per prodotti finanziari.
A norma dell’articolo 1 lett. u) del Testo unico della finanza si definiscono prodotti finanziari gli strumenti finanziari e ogni altra forma di investimento di natura finanziaria. Anche se tale definizione normativa non aiuta a fornire una descrizione esauriente e definitiva sul punto, sicuramente chiarisce che strumenti finanziari e prodotti finanziari sono in un rapporto di genere e specie. Gli strumenti finanziari infatti appartengono al genere prodotti finanziari, ma non li esauriscono.
Per quanto concerne la natura del prodotto finanziario bisogna analizzare due dati. In primo luogo il prodotto finanziario è necessariamente una forma di investimento, in secondo luogo è una forma di investimento di natura finanziaria. Andando per esclusione, dunque, si deve negare di essere in presenza di un prodotto finanziario se non c’è un impiego di risorse diretto all’ottenimento di un corrispettivo.
Come gli strumenti finanziari, insomma, anche i prodotti finanziari si risolvono in un contratto caratterizzato dallo scambio di un bene presente (di solito denaro) con un bene futuro (ancora denaro). (Source)
E su conti correnti e conto deposito? Al momento queste categorie sembrano esentate.
AGGIORNAMENTO: IMPORTANTE !
Al posto del tradizionale meccanismo che prevedeva un’imposta fissa periodica (34,20 euro annui, poi aumentati per dossier superiori a 50mila euro in seguito all’intervento della scorsa estate), sarà introdotto un prelievo proporzionale pari allo 0,1% per il 2012 e allo 0,15% a partire dall’anno successivo (l’imposta è dovuta nella misura minima di 34,20 euro e in quella massima di 1.200 euro).
L’imposta si applicherà su tutti i prodotti finanziari, anche su quelli non soggetti a deposito (titoli azionari e obbligazionari, fondi comuni eccetera) con la sola eccezione di fondi pensione e fondi sanitari. Il prelievo sarà calcolato «per ogni esemplare, sul complessivo valore di mercato o, in mancanza, sul valore nominale o di rimborso».
Infine, la manovra introdurrà un prelievo pari al’1,5% dei capitali fatti emergere attraverso i tre scudi fiscali realizzati dal 2002. Considerato che rimpatri e regolarizzazioni di beni esportati o detenuti clandestinamente hanno riguardato 182 miliardi di euro, l’incasso dell’una tantum dovrebbe ammontare a circa 2,7 miliardi (Source)
Voilà, tetto minimo a 1.200 €. Alla faccia dell’Equità…
Stay Tuned!
DT
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