Aumento di capitale Unicredit: cosa fare?

9 Gennaio 2012 11:56

Conviene aderire? Nel primo giorno azioni e diritti registrano al momento un crollo…

Parte oggi l’aumento di capitale di Unicredit. Ed è subito follia. I diritti aprono ma subito crollano andando sotto l’euro di valore. E l’azione si muove di conseguenza. Inevitabile al correlazione assoluta tra diritti e azioni. Il diritto è un vero e proprio derivato, che funziona a leva sul valore del sottostante (azione Unicredit), con tutti i rischi che ne conseguono. Chiaramente il rischio numero uno è che se l’azione va a 1.943 € di valore, il diritto arriva ad avere un valore pari a ZERO. In secondo luogo, ricordate bene che i diritti hanno un valore temporaneo e poi un bel giorno si azzereranno. Entro tale data, chi è possessore di diritti, avuti perché è vecchio azionista Unicredit oppure perché li ha comprati, dovrà fare una scelta: sottoscrivere nuove azioni oppure vendere. E questa data è il 20/1/2012.

Ricordiamo rapidamente le caratteristiche dell’Aumento:

RAPPORTO DI SOTTOSCRIZIONE DELLE NUOVE AZIONI :
n. 2 nuove azioni ordinarie ogni n. 1 azione ordinaria e/o di risparmio posseduta (ossia ogni n. 1 diritto di opzione posseduto)

PREZZO DI SOTTOSCRIZIONE DELLE NUOVE AZIONI: Euro 1,943 per azione

PERIODO DI TRATTAZIONE DEL DIRITTO DI OPZIONE: dal 9/1/2012 al 20/1/2012 INCLUSO

CODICE ISIN DEL DIRITTO DI OPZIONE: IT0004781446

Dal giorno 9 gennaio 2012, alias oggi, le azioni ordinarie UNICREDIT (IT0004781412) e le azioni di risparmio UNICREDIT RSP (IT0004781420) saranno quotate “EX OPZIONE”. Quindi ci si ritrova con una nuova Unicredit più i diritti.

Perché c’è questa volatilità?

Secondo me nei primi giorni di borsa, Unicredit subirà (assieme ai suoi diritti) una volatilità “indecente”. Complice una serie di operazioni di vecchi e nuovi azionisti che si stanno muovendo, cercando da una parte di “autofinanziarsi” l’aumento di capitale oppure, chissà, seguono in silenzio e pian piano raccolgono diritti di opzione, con l’obiettivo di acquisire un domani importanti quote di controllo. Una cosa è certa. UniCredit è fortemente sconsigliata per i deboli di cuore.

Strappa al ribasso, ed è sospeso, il diritto (-38% teorico), quotato separatamente dall’azione, in asta anche le azioni di risparmio (-16,36%). L’avvio della maxi ricapitalizzazione proposta con uno sconto del 43% era stata preceduta in Borsa, la scorsa settimana, da un tracollo del 37% dei titoli ordinari. (Source)

Chi sta vendendo?

Shareholders and potential subscriptions. As reported in the prospectus, the core shareholders (32% stake excluding the 5% underlying the ‘cashes’) have confirmed a commitment to subscribe up to 24% of the rights issue. The other minority shareholders who are involved are: 22% retail, 8% Italian institutional investors, 32% foreign institutional investors. The main execution risk may come from 40% institutional investors. According to the press, UCG’s Ghizzoni said that 55% of the issuance should be secured and subscribed. (Source: SG)

Quindi il 32% degli azionisti ha confermato l’impegno di sottoscrivere il 24% dei diritti. Gli altri sono investitori esteri, piccoli investitori, ecc. Secondo Ghizzoni però il 55% è già in cassaforte. Ma i volumi per creare volatilità non mancano di certo…

Unicredit: intraday

 

Cosa fare?

Domanda da 100 milioni di Euro. Preferisco riprendere un parere di Nomura apparso la settimana scorsa.

Tail-swallower and retail investors: Retail investors typically don’t tend to act on rights issue so their custodians generally tend to give them the default option of selling their rights. This selling pressure does not come to the fore until the rights start trading and is typically towards the end of the subscription period. Similarly tail-swallowing means selling enough rights to be able to use the proceeds to exercise the remaining rights in a cash-neutral way. This selling pressure starts with the trading of the rights by definition.

Quindi secondo Nomura è normale per questo tipo di operazione una forte pressione ribassista iniziale che tenderà a scemare col tempo. Anche perché, siamo onesti… Post aumento di capitale Unicredit av un PTBV che passa a 0.32 e un PE sempre sul 2012 che arriva ad un 6.
Numeri che, presi indipendentemente da tutto, rappresentano una buona occasione d’acquisto. Però…..
Peccato però che si tratti di una banca e di Unicredit, dettagli da non sottovalutare. Peccato che la situazione macroeconomica europea sia molto difficile. Peccato che UCG è il primo di una serie di aumenti di capitale che tortureranno i mercati. Peccato che ora si è messo anche il macigno dell’Ungheria.di cui abbiamo parlato nel week end. Peccato che le incognite quindi siano tantissime.
E allora?
Beh, il buon senso mi dice che una serie di acquisti progressivi potrebbero dare forti potenzialità di guadagni, ma ripeto acquisti fatti senza fretta e potenziali guadagni, tutt’altro che certificabili. Sono troppe le incertezze, e questo lo avrete capito.

E per chi ha i diritti in mano, diventi impossibile dare dei consiglio per mille motivi. Credo che il tutto debba sintetizzarsi in un un’unica parola: FIDUCIA. Se si ha fiducia…

Stay Tuned!

DT

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