Monti: noi abbiamo fatto la nostra parte. Ora tocca a voi.

L’Italia è stata sottoposta a sacrifici. E siamo solo all’inizio. Ma ogni manovra sarà vana se l’Eurozona in modo coeso interviene con urgenza a favore di una nuova Unione Europea.
Oggi ennesima giornata importante. Non mi faccio più illusioni, in quanto tutte le volte le giornate “chiave” di Bruxelles si concludono con un “nulla di fatto”, con una Germania sempre indirizzata a comprare tempo e a rimandare le decisioni, oltre che non dare chiari segnali di coesione col resto dell’Unione Europea.
Intanto oggi altra asta importante per i titoli di debito del nostro Stato. Un’Asta BOT da 12 miliardi di Euro (tasso previsto 3.30%) che tasterà per l’ennesima volta il polso della stabilità finanziaria dell’Italia.
Il Tesoro inizia oggi, con l’asta dei BoT a 12 mesi e dei BoT flessibili in offerta per un totale di 12 miliardi, la sua scalata sulla ripida montagna dei titoli di Stato in scadenza nel 2012: sono previste aste quest’anno attorno ai 450 miliardi di euro (emissioni lorde che sommano tutte le aste BoT), per finanziare un deficit sotto i 30 miliardi, per rimborsare BTp, CTz e CcT che scadono per 194 miliardi e per assicurare il roll-over dei Buoni ordinari con scadenze tendenzialmente dai tre ai 12 mesi. La montagna dei rimborsi dei titoli di Stato italiani 2012 è meno irta di quanto possa sembrare. I BoT si rinnovano automaticamente, emettendone dei nuovi, con il collaudatissimo meccanismo del roll-over che non presenta alcuna difficoltà e che a tutt’oggi funziona per la raccolta a breve persino in Grecia e Portogallo. Pesano semmai sull’Italia i rimborsi da 194 miliardi dei titoli a medio-lungo termine. Le tre vette senza eguali nell’Eurozona, formate dai BTp, CcT e CTz in scadenza tra febbraio (36,4 miliardi) marzo (27,1) e aprile (27,8) per oltre 91 miliardi in totale continuano a destare preoccupazioni diffuse: anche perchè il rendimento oltre il 7% sulla scadenza decennale sul lungo termine non è sostenibile. Ma il Tesoro non deve di certo emettere le stesse quantità di titoli in scadenza in quelle stesse date e con le stesse durate. (Source)
Quindi se tasteremo il polso, possiamo anche dire che sempre questo polso oggi risulta molto più fermo che in passato.
Questo è quanto ieri il nostro Premier Mario Monti ha ribadito questo alla Signora Merkel: l’Italia NON è la Grecia, non è l’Argentina e non è il Portogallo. E neppure la Spagna. La nostra manovra deve essere quel ”segno” che ci viene richiesto per poter riacquistare quella fiducia che era venuta meno. E mentre molti Stati promettono e non mantengono, l’Italia ha promesso e ha fatto. E credetemi, questo non è cosa da poco… Dice Mario Monti…
«Quanto proponiamo e chiediamo agli italiani sono pesanti sacrifici. Sono necessari per avviare le riforme che conducono a una nuova e maggiore crescita. Per questo sono necessarie le liberalizzazioni del mercato del lavoro che richiederanno i sacrifici di molti cittadini. Gli italiani, come indicano i sondaggi, lo hanno chiaramente accettato. Il problema è però che l’Unione Europea, malgrado questi sacrifici, non ci viene incontro, in termini di una riduzione del tasso di interesse. I sacrifici fatti dagli italiani pagheranno in tre, cinque, dieci anni, per i nostri figli. E purtroppo constatiamo che questa politica in Europa non gode del riconoscimento e apprezzamento che le spetta obiettivamente. Se gli italiani nel prossimo futuro non vedranno i risultati della loro disponibilità per le riforme e il risparmio, sorgerà –come già si profila – una protesta contro l’Europa e anche contro la Germania quale promotore dell’intolleranza Ue, e contro la Banca Centrale. Chiedo agli italiani sacrifici onerosi – ma li posso chiedere se si profilano dei vantaggi». (…) «…molti in Europa siano dell’opinione che l’Italia oggi in Europa non svolga il ruolo che le spetta veramente. Siamo un paese forte e orgoglioso, ed abbiamo un’economia essenzialmente efficiente. Abbiamo sempre avuto un rapporto di rispetto reciproco con la signora Merkel, ho sempre avuto un rapporto straordinario con il suo Ministro delle finanze Schäuble. Deve sapere che io ho sempre lavorato per un’Italia che somigliasse il più possibile alla Germania. Ho sempre voluto un’Europa della concorrenza, che si impegnasse il più possibile per l’idea di un’economia di mercato sociale, che proviene da Ludwig Erhard. Come vede, sento molto il tedesco. Premesso ciò, dico: l’Italia può svolgere e svolgerà un ruolo maggiore in Europa». (Source)
Questa intervista, ripresa dal Corriere ma ATTENZIONE fatta per un giornale tedesco, e quindi con un evidente compito propagandistico pro Italia, mette in chiaro molti elementi che Monti cercherà di difendere coi denti negli incontri di oggi. Elementi che illustrano l’impegno del sistema politico Italia per un miglioramento dei nostri conti. E se l’Italia fa la sua parte, anche l’Europa (e la Germania) deve fare la sua. Il rientro del debito dal 120% al 60% in 20 anni è un assurdo. La nostra buona volontà deve essere premiata con una maggiore elasticità. In cambio, ovviamente l’Italia non dovrà mollare il tiro, non solo però (NOTA BENE) con manovre fiscali che porteranno denaro “facile” (perché spillato dalle tasche degli italiani) ma inesorabilmente comporteranno RECESSIONE: ci vorranno dismissioni, privatizzazioni, insomma atti che non distruggeranno i risparmi privati e i capitali dei cittadini e che non pregiudichino la crescita economia. Perchè, ribadisco, la CRESCITA deve essere la priorità assoluta, prima ancora del debito.E tutti questi nostri sacrifici però rischiano di essere INUTILI se l’Europa non ci verrà incontro a noi come Stato e al mercato, che continua a voler segnali forti e chiari di coesione e di vera Unione fiscale.
In Italia, come nel mondo…
E a questo proposito, ieri il Beige Book USA non ha certo dato segnali entusiastici… Crescita definita modesta. Pian pianino lo scenario diventa sempre più nitido, accompagnato dalle tinte fosche della bassa crescita economica che, globalmente possiamo definire stagnazione o meglio, contrazione di lungo periodo.
Un ultima nota: oggi è anche giornata di Meeting BCE. Prevista la conferma del tasso all’1%. Salvo strani colpi di scena.
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DT
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