ITALIA: quando il downgrading è un fattore positivo

28 Gennaio 2012 12:20

FITCH: rating Italia che passa da A+ a A-

Finalmente è arrivato il downgrading di Fitch!
Dico finalmente in quanto ormai, dopo il taglio di rating di S&P, l’intervento di Fitch con una revisione al ribasso quantomai atteso.
Due gradini, e ora l’Italia è A- con outlook negativo.

Fitch cut Italy’s rating to A-minus from A-plus; Spain to A from AA-minus; Belgium to AA from AA-plus; Slovenia to A from AA-minus and Cyprus to BBB-minus from BBB, leaving that island nation just one notch above junk status.
Ireland’s rating of BBB-plus was affirmed.
All six of the ratings were given negative outlooks.
“The negative outlook on all six countries indicates a slightly greater than 50pc chance of a downgrade over a two-year time horizon,” the ratings agency said.
“Overall, today’s rating actions balance the marked deterioration in the economic outlook with both the substantive policy initiatives at the national level to address macro-financial and fiscal imbalances, and the initial success of the ECB’s three-year Long-Term Refinancing Operation in easing near-term sovereign and bank funding pressures,” Fitch said. (Source

A poco sono valse le ispezioni della Guardia di Finanza proprio negli uffici di Fitch di Milano: anche perché di certo non potevamo pensare che Fitch si piegasse oppure temesse qualcosa. Il taglio era iperatteso ed è puntualmente arrivato nel week end, proprio come è successo per S&P.
Interessante leggere cosa dice il Financial Times a questo proposito:

Fitch says that Italy avoided losing more of its credit rating because of the Monti government’s reforms, and (drumroll) the effect of the ECB’s three-year liquidity on bank demand for debt. With Italy back to selling six-month debt below two per cent you can say that again. (Source) 

Il messaggio dunque è chiaro: il downgrading dell’Italia era scritto da tempo e grazie alla politica di Monti, non ci sono state conseguenze peggiori.

Vorrei fare un paio di considerazioni al riguardo.
In questi giorni ho avuto modo di parlare con diversi personaggi che vivono all’estero e che quotidianamente parlano con soggetti “di peso” nella politica economica globale. E queste persone, tutte, mi hanno sottolineato il fatto che nelle ultime settimane il “sentiment” sull’Italia è cambiato decisamente. Un sentiment legato soprattutto alla credibilità del sistema paese. Il rispetto che all’estero hanno per Monti è veramente elemento importante. L’Italia, se riuscirà a mantenere questa linea, riacquisterà progressivamente i punti persi in passato.

Seconda cosa: questo abbassamento del rating come detto era stra previsto. Quindi cosa attendersi dai mercati lunedì? Direi assolutamente nulla. Anzi, qualsiasi reazione “anomala” non è comunque da considerare legata al giudizio di Fitch, in quanto, ormai lo sappiamo, il rating è elemento di giudizio TARDIVO.
Ragioniamo un attimo. E’ sempre il mercato che comanda e non il rating.
Infatti, se dopo il downgrading di S&P avessimo assistito ad un crollo dei prezzi dei BTP, con uno spread che volava in area 700bp secondo voi cosa poteva accadere? Semplicemente le agenzie di rating si sarebbero adeguate e i rating sarebbero stati rivisti violentemente al ribasso, creando un circolo vizioso a crescita esponenziale da cui non si poteva più uscire.
Invece non è successo e non succederà lunedì.
E, permettetemelo, anche grazie alla credibilità internazionale che l’Italia sta riacquistando pian piano.

Certo, non parlo delle manovre e nemmeno del piano Salva Italia. Dico solo che ora, al governo, c’è una persona che dall’estero prendono in considerazione seriamente. E credetemi, se il Financial Times ne parla sempre con toni entusiastici, trenuto conto del potere dei media, è molto più importante oggi di un qualsiasi giudizio di un’agenzia di rating nel breve periodo.
E poi, diciamoci la verità, ci siamo tolti il dente. Tanto sapevamo che doveva arrivare. Ora è arrivato. Guardiamo con fiducia al futuro dell’Italia.

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STAY TUNED!

DT

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