Il Portogallo di domani sarà la Grecia di oggi?

24 Febbraio 2012 09:15

Crisi Portogallo: ipotesi realistica?

Grecia uguale default, o restricted default, o haircut, o ristrutturazione debito. Chiamatela come volete, tanto alla fine sempre di un bel taglio di nominale più allungamento delle scadenze più abbassamento delle cedole si tratta.

Ma mentre tutti noi ancora oggi ci domandiamo quale sarà il vero futuro della Grecia, già da qualche mese “guardiamo oltre” e troviamo nel Portogallo un possibile nuovo rischio per l’Eurozona. Ma è davvero così? Possiamo paragonare la fallita Grecia con il paese iberico di Lisbona?

Se devo essere sincero, ho la sensazione che l’Unione Europea per certi versi abbia capito che con la Grecia si sono fatti degli errori madornali di valutazione. Errori che non vogliono essere più commessi col Portogallo. Quindi tutti disposti a sistemare in qualche modo Atene ma Lisbona no: si deve fare un qualcosa di diverso, bisogna evitare che diventi la Nuova Grecia con ogni mezzo. Per una volta forse si è capito che è meglio prevenire che curare, quando ormai tra l’altro il malato (Grecia) è allo stadio terminale.

Non è quindi un caso che oggi la troika, composta dalla Commissione europea, il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca centrale europea (BCE), si trovi a Lisbona per valutare le riforme attuate dal Portogallo. Misure che addirittura il Portogallo ha portato avanti di sua autonomia. Una manovra che ha ricevuto la benedizione (ovvia) del Ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble che la settimana scorsa a promettere al suo omologo portoghese, Vítor Gaspar, un ulteriore aiuto supplementare, anche se la comunità internazionale ha già fornito al paese ben 78.000.000.000 €

Questa cifra DOVREBBE essere sufficiente per mantenere in vita il Portogallo fino a settembre 2013. E questo è senza dubbio rassicurante. Però oggi, il Portogallo si trova in una profonda recessione. Come risultato di drastiche misure di austerità del governo, molte persone si sono impoverite. Con il crollo della domanda interna, la disoccupazione è salito a livelli record ed i consumi sono crollati, anche se rispetto alla Grecia le imprese portoghesi possono vantare una migliore competitività globale. QUi sotto un interessante parallelismo Grecia-Portogallo.

Morale: al momento il Portogallo non rappresenta ancora un pericolo a breve termine. Ma occorre fare molta attenzione, proprio perché occorre evitare con tutte le forze che il Portogallo, un domani, diventi la Grecia di oggi. Con ovvie conseguenze sulla debole e vicina Spagna. Perché a quel punto, la situazione diventerebbe realmente ingestibile.

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DT

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