COT Report: Chart e analisi
GUEST POST: analisi dei dati del CFTC e del COT Report. Scenario confermato anche dopo lo swap Grecia.
Cari amici, anche questa settimana l’andamento dei mercati finanziari è stato caratterizzato dalle vicende circa la sorte del debito della “piccola” Grecia, tuttora in corso di definizione. A prima vista, sembra del tutto paradossale che le vicende finanziarie di un Paese di soli 10 milioni di abitanti, con un Pil pari solo al 2 % del Pil dell’intera eurozona, possano condizionare così marcatamente, e per così lungo tempo, i mercati finanziari dell’intero pianeta. Probabilmente, c’è invece dell’altro. Nell’epoca dell’economia globalizzata, non può essere infatti il problema del debito greco, di per sé, a preoccupare, quanto piuttosto il timore dell’effetto contagio, ad altri più importanti Paesi sinora tenuti celati, i cui problemi finanziari latenti, si spera col tempo di poter governare in maniera piu’ ordinata ed indolore possibile. E’ dunque necessario non far precipitare la situazione. E sinora, dobbiamo dire, che si è riusciti nell’intento. Anche nell’ultima settimana, infatti, abbiamo registrato solo un incremento della volatilità e nessuno storno significativo degli indici azionari. In particolare il nostro benchmark azionario di riferimento, l’S&P 500, è rimasto sostanzialmente immobile, registrando solo un impercettibile rialzo dello 0,09 %.
Dopo tale premessa, passo come sempre ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati ieri sera dalla CFTC ( Commodity Futures Trading Commission ), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti :
Commercial Traders : – 21.585
Large Traders : + 2.038
Small Traders : + 19.547
Non cambia, dunque, rispetto alla scorsa settimana, la configurazione del Cot Report sull’azionario Usa. Registriamo solo una nuova indecisione nell’orientamento dei Large traders che riducono la loro precedente posizione Net Long di 6.754 contratti, ceduti quasi interamente ai Commercial Traders ( 6.556 contratti ), nonché agli Small Traders, per i restanti 188 contratti. Questi ultimi, pertanto, detengono oggi il 91 % del totale delle posizioni Net long, esistenti sul mercato dei derivati azionari Usa.
Questa precaria configurazione del Cot Report, che dura come ben sapete, da diverse settimane, a differenza di quanto avvenuto nel passato, non ha sinora prodotto alcuna correzione degli indici azionari, ma solo un rallentamento del trend rialzista. Faccio anzi rilevare che nelle ultime 10 settimane, abbiamo registrato un rialzo in ben nove di queste, ed un unico e solo caso di ribasso, peraltro per un limitato 0,17 %. Davvero una fattispecie limite ed anomala, se si tiene conto che anche nei periodi di mercati bullish la percentuale delle settimane rialziste è normalmente pari al 56/57 %.
Dunque, molte ed apparentemente inspiegabili anomalie, che pongono più di un interrogativo, e mettono in palese discussione ben testati sistemi di trading. Una plausibile spiegazione, potrebbe essere l’influenza distorsiva delle operazioni di politica monetaria ultra espansive adottate di recente dalle banche centrali. Per quanto influenti, però, le stesse non riusciranno, a mio avviso, a risolvere il problema del deleveraging, ossia della riduzione della leva finanziaria, il cui abuso è all’origine dell’attuale crisi finanziaria. Anzi rischiano in qualche modo di aggravarlo.
Esprimo pertanto il mio ragionato scetticismo, e riconfermo anche per prossima settimana la mia posizione short sul piu’ importante indice azionario americano.
Vi ringrazio, come sempre, per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI un felice e sereno trading.
Lukas
Sostieni I&M. il tuo contributo è fondamentale per la continuazione di questo progetto!
