Il crollo dei consumi in Italia, la crescita economica, il Portogallo e non solo: il dopo Grecia si preannuncia molto caldo

Dopo il bailout greco, occhio all’Italia: ma poi massima allerta per Portogallo, Spagna, Irlanda…
Abbiamo salvato la Grecia. Evviva. Dovremmo sentirci tutti più tranquilli e sereni. Peccato che poi, appena ci sediamo per riposare le nostre stanche membra a seguito di un bellicoso bailout, condito con ogni sorta di salsa derivata (CDS, CAC, ISDA, EBA; ecc) ci accorgiamo che il problema è stato NON solo non risolta, ma tende a moltiplicarsi. In realtà i problemi, gli altri, erano tutti lì, belli e pronti che ci aspettavano. Ma oggi, dopo lo Swap Grecia, tutte queste grane saltano fuori.
Per carità, nulla di nuovo, quantomeno per il lettore di I&M.
La signora Mariuccia e l’insolente nipote
Mi fa sorridere, e poi mi fa persino tenerezza (se non pena) , e poi anche incavolare la sfavillante uscita di Sarkozy di venerdì sera: “Signori il problema Grecia è risolto! Un passo verso la fine della crisi!”
Evviva evviva, dice la signora Mariuccia (amica del nostro Ottofranz) che guarda il tiggì delle 20 e lo prende come la Bibbia moderna, la scatola infernale da cui fuoriescono le ineluttabili verità del nuovo millennio.
Poi però la signora Mariuccia parla col nipote: “Non sei contento? La crisi è quasi finita! Lo ha detto il tiggì!” E il nipote: “se se… certo, e il resto dove lo metti? Portogallo Spagna Irlanda Ungheria Banche Crescita economica deleveraging dove li metti?”
Ovviamente la signora Mariuccia si sente spaesata, e persino presa in giro: “i giovani d’oggi” pensa tra sé e sé, “che insolenza, nessun rispetto per i più anziani, quello che diciamo noi non conta mai nulla”.
Seppur possiamo condividere questa scenetta e, ahimè denunciare la mancanza di rispetto dei più giovani verso chi li ha generati ed allevati, cosa che spesso accade, non possiamo però negare che il nipote stavolta aveva ragione.
Mi verrebbe da dire che il nipote è un “insopportabile” lettore di I&M (ovviamente è tutta una messa in scena in questo post) in quanto ha capito come stanno nella realtà le cose.
Si, perché una volta salvata (ma come facciamo a dire “salvata”? Mah…) la Grecia con lo Swap, dovremo probabilmente RI-salvare la Grecia (il che è pazzesco…) e poi pensare innanzitutto al Portogallo, all’Ungheria e poi alla Spagna e anche all’Irlanda, anche se quest’ultima, secondo me, potrebbe anche farcela da sola. Senza poi dimenticare le banche, recentemente “messe in sicurezza” dalla BCE e dal suo LTRO. Poi però c’è anche l’EBA…
E poi….e poi soprattutto il fardello più grande e pesante. NON dimentichiamo MAI che il debito si gestisce (il Giappone insegna) ma c’è una cosa che fa veramente paura. E si chiama CRESCITA ECONOMICA.
La curva dei tassi di Portogallo, Ungheria e Irlanda ci fa vedere che chi è realmente peggiorato è proprio il Portogallo (al top della lista dei prossimi candidati ad una seria crisi con rischio ristrutturazione) e poi, Ungheria (che nel male è rimasta stabile) ed infine l’Irlanda che però è in evidente miglioramento.
Curva dei tassi oggi e un mese fa di Ungheria, Irlanda e Portogallo
March 12 (Bloomberg) — The good news is Greece won’t default on March 20, and 10-year borrowing costs for Spain and Italy have dropped below 5 percent. The bad news is similar-maturity Portuguese bonds still yield more than 13 percent. Last week, Greece pushed through the biggest sovereign restructuring in history, with private holders forgiving more than 100 billion euros ($132 billion) of debt, a condition for the nation to win the bailout it needs to repay 14.5 billion euros of debt coming due next week.
E se la curva dei tassi è un buon indicatore per la solidità di uno stato, per la crescita economica, in modo MOLTO semplicistico ma efficace, vi invito a confrontare la performance dei vari listini azionari dell’Eurozona.
Borse PIIGS
Bene, Atene da gennaio 2010 è la peggiore, e la nostra borsa è appaiata subito dietro con Portogallo e Spagna.
Ok, Piazza Affari è carica di finanziari, elemento indiscutibilmente condizionante. Ma questo GAP che ci divide dalla Germania e il suo DAX è dovuto fondamentalmente proprio da un elemento, un ingrediente che è fondamentale: sempre lei, la CRESCITA ECONOMICA ed in particolar modo le prospettive sulla stessa. Pensateci un attimo: l’Italia è sempre con un PIL meno virtuoso rispetto a quello degli altri TOP dell’Eurozona. E le previsioni per i prossimi anni non sono certo virtuose, soprattutto se paragonate a quelle di altri stati dell’Eurozona. E poi…quando leggiamo queste news (da non far vedere alla signora Mariuccia!!) vengono un po’ i brividi…
ROMA – Famiglie italiane in difficoltà con il carrello della spesa: sul mercato nazionale i consumi di prodotti alimentari, bevande e tabacco hanno mostrato un calo dell’1,5% a prezzi costanti. Lo segnala un rapporto Intesa Sanpaolo, affermando che in termini di spesa pro capite il dato 2011 riporta i livelli indietro di quasi 30 anni. Nel rapporto, si legge infatti che “si deve tornare ai primi anni ’80 per scendere al di sotto dei 2.400 euro annui destinati al comparto agro-alimentare. (Source)
Forse ci ho ripensato, è giunto il momento in cui anche la signora Mariuccia deve sapere… Deve sapere che ci sono situazione molto complicate da risolvere nell’Eurozona, e che l’Italia ha un elemento principale, un problema fondamentale da sistemare nei prossimi anni, la crescita economica. E ribadisco quanto già detto in passato. Non considero e NON ho mai considerato l’Italia come un paese a rischio default. Però senza crescita economica molti sacrifici a cui gli italiani saranno chiamati, potrebbero risultare inutili e, soprattutto, col tempo l’Italia tenderebbe a predere tutta quella competitività e quel margine che aveva nei confronti del mondo commerciale. Col il rischio che qualche ESTERO arrivi e ci compri a prezzi di saldo. Come vedete io NON parlo di rischio Italia come rischio default. Questo mio ragionamento va oltre.
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DT

