Spagna: chi salverà le banche?

Crisi Spagna: Too big to fail, but too big to bail
Qualche giorno fa, un certo signor Steve Roach che lavora in Morgan Stanley ha detto: “Spain? Too big to fail, but too big to bail”.
Molto bene. Quindi che si fa? Chi si prenderà l’onere di un salvataggio dalle dimensioni potenzialmente ingestibili?
In realtà nessuno lo può sapere con certezza. Certo è che nelle ultime ore la confusione, già elevatissima sull’argomento, non ha fatto che lievitare.
Dapprima il flash di Reuters che mette sul piatto delle ipotesi un progetto decisamente aggressivo e complesso.
(Reuters) – European Union countries could be obliged to bail out one another’s struggling banks, according to a draft EU law that marks a big step towards greater EU financial integration likely to upset some members, particularly Germany.
Quindi i paesi dell’Unione Europea potrebbero essere obbligati a creare un meccanismo con cui “si salvano” le banche a vicenda. Un progetto sicuramente importante se visto dal punto di vista dell’integrazione tra i paesi membri, ma altrettanto difficile nella creazione. Anche perché occorre dimenticare che c’è una cosa più di tutte che manca: il TEMPO.
E se da una parte si apre una parentesi che va verso una Unione Europea più vera, dall’altra la BCE fa esattamente l’opposto e respinge in modo netto il piano che il governo spagnolo aveva creato per Bankia, l’urgenza numero uno in ambito bancario di Madrid. Il piano prevedeva un complesso piano di ricapitalizzazione che passava tramite dei bond pubblici dedicati che poi sarebbero stati trasformati in cash, un piano poco ortodosso che non è piaciuto alla BCE.
Insomma, questa sta diventando una partita a poker, con chi bleffa, chi rilancia, chi passa e chi ci rimetterà inevitabilmente. (FT)
A Spanish plan to recapitalise Bankia, the troubled lender, by indirectly tapping the European Central Bank for cash, was bluntly rejected as unacceptable by the ECB, European officials said.
News of the rejection came as Spain faces elevated borrowing costs in the bond markets, tries to persuade investors it can contain problems in a banking sector weighed down by €180bn of bad property loans and, on Tuesday, saw its central bank governor stand down early.
La domanda da farsi ora, è ovviamente: “che succederà”?
Nessuno può dirlo con certezza. Secondo me occorre però capire cosa comporterà questo gioco al massacro non solo nei confronti di Bankia ma di tutto il sistema bancario, in particolar modo quello più dissestato. Perché, se non lo avete capito, la prima cosa che bisogna evitare è il cosiddetto effetto domino o effetto CONTAGIO. Ma di certo questi conportamenti ambigui ed incerti non aiutano un mercato ed un sistema che, da solo, fa già acqua da tutte le parti.
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DT
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