Banche centrali in manovra. Ma non basta.

5 Luglio 2012 22:13

BCE taglia e segue la PBoC, BOE aumenta il quantitative easing, e la Danimarca…

Regola comune per tutti: tagliare i tassi di interesse. Fino a farli diventare negativi. E se non si tagliano i tassi, fare qualcosa di ancora più efficace , ovvero un QE.
In concerto, diverse banche centrali che contano danno vita al valzer del taglio.
Quando era mattina, si è mossa per prima la banca centrale cinese. La PboC si muove in anticipo (causa fuso orario) e taglia il tasso sui prestiti di 31 pb e portandolo al 6%, e quello sui depositi di 25bp arrivando quindi al 3% , secondo un piano studiato a tavolino per combattere un rallentamento che sta arrivando e che farà rallenterà l’economia della Cina.

E poi… è il turno della BoE: anche qui un taglio? NO, risposta errata. Qui si tratta di una manovra sempre espansiva ma strutturata in modo diverso. Infatti la BoE porta i suoi acquisti di titoli di Stato alla cifra monstre di 375 miliardi di sterline. Ebbene si, la BoE aumenta il peso del Quantitative Easing.

E poi… eccoci al turno della BCE. Come da copione super Mario Draghi taglia i tassi di 25bp e li porta pre la prima volta sotto l’1%. E il tasso sui depositi va a ZERO, come ipotizzato nel post dedicato.

Nella riunione odierna il Consiglio direttivo della BCE ha adottato le seguenti decisioni di politica monetaria:
Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema è ridotto di 25 punti base, al 0,75%, a decorrere dall’operazione con regolamento 11 luglio 2012.
Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale è ridotto di 25 punti base, al 1,50%, con effetto dall’11 luglio 2012.
Il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale è ridotto di 25 punti base, al 0,00%, con effetto dall’11 luglio 2012.
Il Presidente della BCE illustrerà i motivi di tali decisioni nella conferenza stampa che avrà alle 2.30 pm CET di oggi. (Reuters via ECB)

Proprio in quel post prima citato dicevo una cosa: occhio a cosa ci dirà Draghi nella conferenza stampa. E difatti quanto detto da Draghi non è stato gradito dal mercato. Mario ha ammesso che ci sono stati, certo, interventi non convenzionali, ma devono essere considerati temporanei e non definitivi. Il riferimento ai due LTRO (Long term refinancing operation) visti nel 2011 e 2012 è chiarissimo.

Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha giustificato l’abbassamento dei tassi di interessi con un calo della «pressione sull’inflazione», anche se ha precisato che «tutte le misure di sostegno sono temporanee». «Aspettative inflazione al di sotto, ma prossime al 2%.» ha spiegato il presidente dell’Eurotower. La Bce sarà «rigorosa e indipendente» nel suo nuovo impegno di supervisore unico del sistema bancario che l’Unione Europea progetta di affidarle nei prossimi mesi ha aggiunto Draghi che si «aspetta un forte impegno politico» dei leader europei. Draghi ha poi spiegato che il consiglio direttivo della Bce ha accolto favorevolmente la decisione del Vertice Ue di «usare con flessibilità» i fondi europei Esm e Efsf per «stabilizzare i mercati» in funzione anti spread. Draghi ha spiegato che la banca centrale agirà da agente dei due fondi. (…) «Nel breve termine – ha detto ancora Draghi – ci aspettiamo che l’economia dell’area euro si riprenda gradualmente, anche se sulla fase attuale pesano una serie di fattori. In particolare le tensioni in alcune aree dell’euro del mercato del debito sovrano e il loro impatto sulle condizioni del credito». Una «disoccupazione elevata» tuttavia peserà sullo slancio della ripresa che è prevista «graduale» nel corso dell’anno ha spiegato ancora Draghi. «Nel secondo trimestre – ha aggiunto il presidente della Bce – i dati macro indicano un’economia più debole». (Source)

Per certi versi la dichiarazione di Draghi è un’ammissione di disponibilità a sostenere la crescita economica ANCHE con armi non convenzionali. Ma per queste armi occorre agire con estrema prudenza e devono essere usate con criterio. Ed i mercati, maestri nel BUY on rumors e SELL on news, la prendono male e giù. In un amen a -3% per poi recuperare qualcosina in chiusura.

Fine della giornata? No, ci resta ancora la Danimarca che UDITE UDITE, va in negativo. Ebbene si, tasso di riferimento che passa a -0.2%. Credevate non fosse possibile? E invece no. Possibilissimo. Motivo? L’afflusso di capitali esagerato per il timore di un Eurocrash.

Al momento la Bce non ha ancora deciso di tornare sulla tematica LTRO, anche perché il suo bilancio è già lievitato a livelli decisamente notevoli. Mai come oggi…

Però Draghi lo ha detto. Nuovo LTRO? O addirittura tassi negativi come in Danimarca? In realtà Copenaghen deve difendersi dal notevole afflusso di valuta. Draghi deve difendersi dalla crisi e dall’Eurocrash.
Mi sembra che le cose siano un po’ diverse.
E intanto non temete, non saranno certo queste manovre di politica monetaria a risollevarci dalla crisi.

I bilanci delle principali banche centrali. La BCE ora sovrasta la FED...

Thanks to Fabrizio per l’intervento tempestivo e il suo contributo sulla materia

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DT

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