Dopo il declassamento di Moody’s è ufficiale: l’Italia è veramente in guerra

13 Luglio 2012 08:59

Le dichiarazioni del Premier Mario Monti mi avevano fatto sospettare qualcosa. Perché uscirsene fuori in questo modo così diretto, proprio in un momento dove l’Italia si stava impegnando in modo decisamente duro, lo trovavo quantomeno sconveniente?

(…) avverte che l’Italia ha intrapreso «un percorso di guerra durissimo contro i diffusi pregiudizi, contro le eredità del debito pubblico, contro le sottovalutazioni da parte di noi stessi, contro gli effetti delle decisioni prese in passato e i vizi strutturali della nostra economia». Una guerra metaforica ma che comporterà mutamenti dolorosi visto che la crescita si fa «con le riforme». I risultati? Si sbilancia Monti e li vede già nel prossimo anno quando a Palazzo Chigi sarà insediato il suo successore. «Ci vorrà del tempo ma non ho dubbi che le misure del governo avranno effetti». Il 2013 è quindi l’anno della fine del tunnel, anche se oggi lo spread dà «frustrazione» e ringrazia il Governatore Visco per le sue riflessioni e consigli. (Source)

Oggi invece è tutto più chiaro. Mario Monti già sapeva…
Sapeva che il sistema stava per bastonarci per l’ennesima volta. Non basta il piano di austerity, non basta l’impegno ed i sacrifici, non bastano le lori di Unione Europea, FMI e resto del mondo. Non basta niente di niente.
Ieri sera è arrivata la mazzata del rating. Nuovo declassamento. Stavolta è Moody’s l’autrice del taglio E ci catapulta nel girone della serie B, passando a Baa2 da A3, mantenendo un outlook negativo. Quindi due scalini in meno.

Motivi? Bla bla bla…

I motivi del declassamento sono quelli soliti, già conosciuti. Generici fin che basta, sistemici e congiunturali… Insomma la solita insalata che alla fine non ci porta certo grandi novità valutative. Non era forse meglio dire: vi abbiamo declassati perché questa è la tendenza e quindi, per prudenza declassiamo tutti quelli che sono più al certo della speculazione?
Una guerra, si, ma fratricida.
Da una parte il taglio del rating. Dall’altro lo scudo anti spread.
La cosa che più mi fa arrabbiare è questa: c’è il forte rischio di vedere TUTTi i sacrifici fatti che diventano inutili. Si cerca di calmierare i mercati? Si cerca di abbattere la speculazione? Si cerca di creare fiducia? Bene… E allora lavoriamo in questa direzione… E poi BOOOM, ti arriva Moody’s che con un colpo di machete ti ammazza tutte le prospettive…

E’ probabile che l’Italia sperimentera’ un ulteriore netto incremento dei costi di finanziamento del debito. Le cause sono un aumento della fragilita’ della fiducia nel mercato, il rischio contagio da Grecia e Spagna e i segni di un’erosione degli investimenti stranieri. In Italia ‘anche il clima politico, specialmente con l’avvicinarsi del voto della prossima primavera, e’ fonte di un aumento dei rischi’: lo afferma Moody’s, spiegando che il taglio del rating dei bond italiani e’ dovuto anche a un deterioramento della situazione dell’economia, nonostante le misure e le riforme positive decise dal governo.
(…) Sempre secondo Moody’s il peggioramento dell’economia, poi, col Paese in recessione, ‘aumenta il peso dell’austerity e delle riforme sulla popolazione italiana’. Questo porta le forze politiche a frenare, in qualche modo, l’azione del governo. Quest’ultimo – riconosce Moody’s – ha messo in campo ‘un programma di riforme che ha davvero le potenzialita’ per migliorare notevolmente la crescita e le prospettive di bilancio’. Nonostante cio’ la recessione incombe e raggiungere gli obiettivi di risanamento dei conti resta una enorme sfida, con il pareggio di bilancio – si sottolinea – slittato di due anni. Forse gli analisti di Moody’s pensavano al ‘percorso di guerra’ citato ieri dallo stesso Monti. (ANSA)

Purtroppo occorre dare ragione al Monti. Questa è veramente una guerra. Una geurra finanziaria, una guerra di nervi, una guerra di rating. Ed ha come obiettivo la nostra sopravvivenza.
Credetemi, non sto esagerando… E a breve asta dei BTP…

Rating aggiornati per i PIIGS (+ Cipro) dell'Eurozona

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DT

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