Obbligazioni subordinate: dopo SNS quali rischi per i bond di MPS?

Pubblicato 7 Febbraio 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 11:14

La clausola di subordinazione è stata sempre sottovalutata dai risparmiatori e dai venditori. Dopo la nazionalizzazione di SNS Bank e l’esproprio dei diritti di azionisti e possessori di bond subordinati, occorre fare molta attenzione. Un caso che potrebbe NON essere isolato.

In questa fase di RISK ON è normale trovarsi con una forte correlazione tra tutte le attività con all’interno un rischio intrinseco superiore alla media storica. E’ scattata infatti da un po’ di tempo la Corsa all’asset redditizia. Ed in un amen, in modo quasi didattico, tutto quanto prima NON era porto sicuro (Safe Haven) prende il volo…
Ed è stato il rally dell’equity, dei corporate, degli high yield, ei governativi periferici ecc.
Però in questo scenario quasi “dorato” qualcosa inizia a non funzionare più.

Nel nostro piccolo abbiamo vissuto il downgrade di una società che era data per super solida, quasi un difensivo, ovvero Saipem. Un -40% che ha sorpreso e ci ha fatto meditare su quante altre Saipem ci sono nel mercato, potenzialmente nascoste…
Poi abbiamo visto il default selettivo di Seat Pagine Gialle. E poi ovviamente MPS che dopo riprenderemo.
Ma non solo Italia.

Avrete letto (ne abbiamo parlato anche QUI) della nazionalizzazione di SNS Bank.
Venerdi il governo di Amsterdam ha nazionalizzato questa banca al fine di garantire la stabilità del sistema finanziario nazionale. Era il quarto istituto di credito, non proprio una banca di secondo livello.
E la cosa non è avvenuta “senza colpo ferire”. Azionisti letteramente espropriati dei loro titoli. Idem i possessori di obbligazioni strutturate.
E fate molta attenzione, questi ultimi prodotti, più volte spiegati proprio dal sottoscritto su questo blog, hanno lasciato in braghe di tela molti risparmiatori che forse non avevano ricevuto SUFFICIENTI spiegazioni su cosa stavano acquistando. Infatti è sempre più importante per gli investitori CONOSCERE la distinzione fra i vari livelli di debito. Prima della crisi, i debiti senior e subordinati di una banca venivano messi sullo stesso piano, in qualunque circostanza, tranne nei casi di default in cui i senior bond avrebbero avuto migliori valori di recupero. Però comprare un bond Banca Alpha era sempre visto garantito dalla banca e le clausole di subordinazione passavano in secondo piano. Oggi quei risparmiatori di SNS Bank hanno capito la lezione. Peccato però che l’hanno capita troppo tardi.

Caso isolato oppure caso “scuola”?

Il grande rischio a cui però oggi il mercato è sottoposto è un altro. Quante altre SNS bank sono nascoste nel sistema a nostra insaputa? E la gestione in stile SNS Bank è un caso isolato oppure potrà diventare un caso che farà scuola? La cosa è assolutamente da valutare in quanto proprio qui in Italia abbiamo un problemino che si chiama MPS, ovvero Monte dei Paschi di Siena.
Ora arrivano (quasi certamente, tranne colpi di scena dell’ultimo minuto) i Monti bonds, una valanga di denaro (3.9 miliardi) che metteranno una pezza alle voragini di MPS e permetteranno alla banca di andare avanti. Ovviamente la pezza più grande è quella da mettere ai conti…

Oltre sei ore di riunione del consiglio d’amministrazione per disinnescare la mina derivati. Tanto è servito al board del Montepaschi di Siena per tirare le somme del danno ereditato dalla precedente gestione targata Mussari-Vigni. E alla fine il risultato è una perdita potenziale da strumenti strutturati per 730 milioni nel 2012, ma che in bilancio lievitera’ fino a sfiorare quota 2 miliardi per effetto delle svalutazioni realizzate nei trimestri precedenti.

Al termine del consiglio, i vertici della banca, a partire da Alessandro Profumo, hanno lasciato la sede di Rocca Salimbeni senza rilasciare dichiarazioni. A eccezione dell’amministratore delegato Fabrizio Viola che ha ribadito: «La banca non ha problemi di liquidità», oggi «abbiamo lavorato bene e fatto chiarezza».
E la chiarezza, oggi, è stata fatta sui derivati costruiti nel corso degli ultimi dieci anni dalla vecchia guardia. In particolare, la banca ha precisato che l’impatto dell’operazione Santorini sui conti Mps, al 31 dicembre 2012, è pari a 305 milioni di mentre quello di Alexandria è pari a 273 milioni e `Nota Italia´ di 151,76 milioni. La radiografia del portafoglio finanza su tutte le altre operazioni, fra cui `Patagonia´ non ha rilevato «profili analoghi» a quelli che hanno portato alle perdite sui derivati.
Lo stesso Viola interpellato all’uscita dalla banca si è espresso anche sui 40 milioni di euro congelati oggi dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sull’acquisto di Antonveneta. «Ci andremo a riprendere quelli e altri, se dovessero essercene», ha detto senza mezzi termini, sottolineando ancora una volta che «la banca è stata danneggiata». (LaStampa

Ancora oggi mi chiedo COME farà MPS a rimborsare i Monti Bonds. In caso contrario, lo Stato diventerebbe il nuovo azionista di riferimento della banca: insomma nazionalizzazione. E gli obbligazionisti? E quelli possessori di bond subordinati?
Io prefersco mettervi in preallarme, ancora oggi che le quotazioni di tali bond sono accettabili. Sappiate solo però che questi rischi, quando diventano troppo noti al mercato, non permetteranno più operatività e relative vendite “dell’ultimo minuto”.
E ovviamente, mi fermo qui…

STAY TUNED!

DT

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