Euro corregge. Ma si tratta di una pausa di riflessione.

Quale sarebbe il cross Euro Dollaro se la BCE fosse più spavalda? Qual’è il fair value della moneta unica?
Nella seduta di venerdì, sui mercati USA, l’Euro ha continuato con la sua correzione tornando sotto area 1.34. Ma non andiamo matti a trovare grosse motivazioni. Un mini “take profit” legato anche alla dichiarazioni di Draghi che ha espresso timori per l’export dell’Eurozona. Infatti per chi non lo sapesse, ogni apprezzamento del 10% dell’Euro riduce il Pil dell’Eurozona dello 0,5% e i profitti delle aziende scendono del 3%. Quindi una rivalutazione come quella avuta da luglio ad oggi, pari al 12% vs USD e 10% vs Yen influisce PER FORZA sulla redditività e sui dati delle aziende europee.
Ma la tendenza resta sempre rialzista per la moneta unica. E dello stesso parere sono gli speculatori.
Per la quarta settimana consecutiva, al CME si scommette su un Euro sempre forte. E lo si vede analizzando i dati del Commodity Futures Trading Commission (CFTC) usciti venerdì. Addirittura gli speculatori che vedono un Euro più forte sono aumentati di un 40% (per la cronaca sono diminuite le posizioni short sullo Yen).
Le motivazioni sono chiare a tutti, e ve le ho spiegate nei passati post.
A) i rimborsi dell’LTRO
B) l’impossibilità di stampare della BCE
Lasciando da parte l’LTRO, sapete che la BCE non può fare quello fa la FED. Francoforte deve contenere in primis i prezzi (inflazione inferiore al 2%), Bernanke ha come priorità la crescita economica. Senza poi dimenticare che la FED può essere anche prestatore in “Ultima istanza” e quindi stampare denaro dal nulla, utilizzandolo poi per comprare asset sul mercato. Ovviamente questo è quanto sta capitando negli USA con gli acquisti di titoli programmati.
La conseguenza è un Euro sempre più forte, anche incoerente rispetto alla realtà macroeconomica. Questi disequilibri possono durare all’infinito? Certamente no, ma possono però persistere per molto tempo.
Ma se la BCE si mettesse in “pari” con le altre banche centrali, e allargasse i cordoni delle tipografie, combattendo la “guerra valutaria” con le stesse armi delle banche concorrenti, quanto varrebbe il cross EUR USD?
«Secondo le nostre aspettative il fair value (valore corretto) dell’eur/usd è pari a 1,24. Nel caso la Bce fosse libera di stampare moneta il cambio euro/dollaro evidenzierebbe un forte calo in direzione del range 1,18-1,20», spiegano gli esperti di Ig markets che però difendono l’attuale linea della Bce: «Draghi deve continuare a mantenere l’indipendenza della Bce, non lasciandosi sopraffare dalle pressioni dei governi dei diversi Paesi di Eurolandia. Una banca centrale indipendente acquisisce reputazione e le sue politiche monetarie sono più credibili, avendo così’ un effetto maggiore sui mercati finanziari. Le continue iniezioni di liquidità nel sistema da parte di Fed e BoJ rischiano di perdere efficacia sulla crescita ma alimentare solamente le pressioni inflazionistiche». (Source)
In linea di massima le nostre previsioni sono anche leggermente meno pessimistiche, con un fair value che si aggira in area 1.25. Ma tanto si sa, inutile combattere una guerra contro le banche centrali. Tanto si sa, vincono sempre loro.
Il rafforzamento dell’euro ha però conseguenze anche all’interno dell’eurozona, rischiando di acuirne nuovamente gli squilibri. Deutsche Bank calcola che per gli esportatori tedeschi, più competitivi la «soglia della sofferenza» con l’euro forte è a 1,54 sul dollaro, per la Francia a 1,24, per l’Italia a 1,17. Conclusioni analoghe da Morgan Stanley, secondo cui la parità teorica è a 1,33 per la media dell’area euro, ma all’1,53 per la Germania, a 1,23 per la Francia, a 1,19 per l’Italia. Euro quindi, ai livelli attuali, appunto attorno a 1,33/1,34, ancora sottovalutato nel primo caso, largamente sopravvalutato negli altri due. Non a caso, il Governo tedesco ha già espresso tutto il suo scetticismo sull’attivismo di Hollande in favore di un euro più debole. (Source)
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DT
