Elezioni 2013: vince l’ingovernabilità. Chi governerà ora l’Italia?

La giornata di ieri sui mercati finanziari è stata condizionata, come si temeva, proprio dalla politica, dagli istant poll prima, e dagli exit poll dopo.
Abbiamo visto la borsa decollare sulle previsioni di una maggioranza, come prevista, che preponderava a centro sinistra. E poi… pluff… Exit poll e sorpresa dei mercati.
Da +3 e fischia a FTSEMIB negativo. E lo spread Bund BTP che si comporta di conseguenza…
Poi le borse chiudono, Piazza Affari si salva a +0.76% e si parte con dati più concreti e non solo aria fritta. Ecco i numeri snocciolati dal Viminale. Ed ecco alla fine i dati finali con il grande vincitore: l’ingovernabilità.
Come dice giustamente Lucia Annunziata, il vincitore reale di queste elezioni è il Movimento 5 Stelle. Lo è per ragioni numeriche perché è il primo partito italiano, ma lo è soprattutto per ragioni sostanziali: è Grillo ad avere raccolto il consenso di chi vuole cambiare il sistema, e ad aver dato forma a quel ricambio generazionale – da così tante parti voluto e augurato per l’Italia. Il Movimento coagula insomma intorno a sé tutte le spinte “rivoluzionarie” che finora aveva mobilitato la sinistra. Poi, magari, scopriremo che anche questa è una illusione: ma per una buona parte della sinistra l’alfiere del cambiamento oggi non sono più né il Pd, né Di Pietro, né Ingroia, né Vendola, ma le bandiere stellate.
Grafico intraday FTSEMIB
Questi sono i risultati finali ufficiali.
I risultati al SENATO: ELEZIONI 2013
I risultati alla CAMERA: ELEZIONI 2013
E come dicevo prima, ora è vero CAOS:
Quando sono state scrutinate 59.899 sezioni su 60.431, per il Senato i dati parlano chiaro: Pd-Sel 31,6%, Pdl-Lega 30,7%, M5S 23,8%, Monti 9,14%. Numeri che vogliono dire ingovernabilità. Per effetto della legge elettorale il centrodestra, pur percentualmente inferiore vince nelle Regioni che eleggono più senatori e così arriverebbe oltre i 115 senatori a fronte dei 120 che andrebbero ai progressisti (esclusi quelli eletti all’estero). Ai quali non servirebbe il soccorso di Monti che con i suoi 16 senatori non sarebbe utile a raggiungere una maggioranza assoluto. Mentre i 58 eletti accreditati a Grillo sono da considerarsi in frigo a meno di clamorose retromarce del leader del Movimento 5 Stelle. (Source)
La sostanza di tutti questi ragionamenti è che non possiamo non avere un governo, eppure non si riesce a capire come lo si costruisce.
Che facciamo? Una mega coalizione Pd-PdL? La vedo grigia. Oppure un accordo coi Grillini? Non facile.
Morale: si torna alle urne? Forse si, è necessario. E nel frattempo?
Nel frattempo i mercati dovranno prendere atto dell’ingovernabilità. E se ricordate bene, era uno degli scenari che si dovevano scartare a priori, tra le opzioni “non gradite” . Sopratutto dall’Estero.
Quindi per quanto ci riguarda, domani che possiamo aspettarci dai mercati?
Tanto per cominciare guardiamo alle chiusure oltrefrontiera. Wall Street ha chiuso decisamente male, con uno S&P 500 a -1.83%. Ebbene si, per una volta SIAMO NOI il market mover per eccellenza. Quindi diventa palese che domani mattina dovremo aspettarci un’apertura negativa. E poi la giornata continuerà nella volatilità, ma sempre con un tono negativo.
E quindi, massima allerta. La tendenza ribassista del nostro FTSEMIB è stata confermata in close ieri sera. E i dati politici della nottata non hanno certo migliorato il sentiment.
Grafico FTSEMIB
STAY TUNED!
DT


