Cipro: mega tassa sui conti correnti per salvare il paese.

Pubblicato 17 Marzo 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 10:52

Il pensiero subito all’Italia. E se anche da noi capitasse questo furto legalizzato, cosa significherebbe? E cambierebbe le cose?

Ritorna rapidamente la paura per la tenuta dell’Eurozona. Da tempo parliamo del rischio default Cipro, una piccola realtà che più di ogni altro ha subito le conseguenze del default e della ristrutturazione del debito Greco.
Ma la soluzione che si è venuta a creare, questa volta, è veramente incredibile, e ricorda molto quanto accaduto negli USA nel 1933.
Visto che Cipro era considerata una base per i depositi anche non troppo legali di certi clienti russi, si è deciso di colpire massicciamente i conti correnti e quindi i clienti che avevano lasciato i soldi nelle banche cipriote.

La misura, approvata dall’Eurogruppo, prevede un prelievo del 10% (9.90% per l’esattezza) su tutti i depositi superiori ai 100mila euro ( e il 6.75% per tutti gli altri. Una bella patrimoniale)

File di cittadini inferociti ai bancomat per prelevare quanto più contante possibile. “Soluzione dolorosa ma necessaria” dice Anastasiades, a cui rimproverano di non aver mantenuto la promessa, più volte ripetuta in campagna elettorale, “che i risparmi in banca non sarebbero mai stati toccati“. Anche le banche cooperative, che in genere il sabato mattina sono aperte, ieri hanno dovuto sprangare gli sportelli in fretta e furia a causa della ressa di clienti arrabbiati e preoccupati che – imprecando contro quello che in molti hanno definito “una catastrofe” e “un furto bello e buono”, volevano prelevare tutto il loro denaro e chiudere i conti.

Dal prelievo sui depositi bancari sono attesi introiti per circa 5,8 miliardi di euro. Secondo quanto riferito nei giorni scorsi da molti media europei, circa la metà dei depositi nelle banche dell’isola sarebbero intestati a cittadini russi non residenti. Un’informazione non corrispondente a verità che però ha senz’altro contribuito ad aumentare nei Paesi creditori il timore che un aiuto economico a Cipro sarebbe poi finito in un sistema bancario pieno di soldi russi dall’origine non proprio trasparente. Secondo fonti attendibili, dei circa 69 miliardi di euro presenti nel sistema bancario cipriota, solo un 37% (ovvero 25,5 miliardi) sarebbe detenuto da non residenti, russi ma anche di altre nazionalità.

La somma concordata a Bruxelles per il piano di aiuti a Cipro è nettamente inferiore ai 17,5 miliardi di euro chiesti inizialmente da Nicosia. Il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, ha spiegato che “la situazione di Cipro è unica” in ragione del suo “settore bancario ipertrofico” ed è per questo che “dal momento che si tratta di un contributo alla stabilità finanziaria di Cipro, abbiamo ritenuto giustificato chiedere un contributo a tutti i titolari di depositi bancari. Non stiamo penalizzando Cipro – ha concluso Dijsselbloem – ma stiamo affrontando i suoi problemi”. “La soluzione che abbiamo scelto è dolorosa ma è l’unica che ci consentirà di proseguire la nostra vita senza sconvolgimenti”, ha detto da parte sua Anastasiades al suo rientro a Nicosia sottolineando il rischio di “crollo” dell’intero sistema bancario dell’isola. (Source) 

Avete quindi capito che, per la prima volta, il problema del debito pubblico viene accollato direttamente ai correntisti. Ma ovviamente per una ragione molto chiara. Cipro come detto era la base del riciclaggio russo (fonti ufficiali parlano di 15.5 miliardi di Euro attualmente presenti come denaro russo). E quindi, hanno colpito la malavita russa? In realtà le cose non stanno così. Ovviamente TUTTI sono costretti a pagare, anche la gente “in regola”. Ma poi si viene a scoprire che…molto probabilmente chi doveva pagare, non pagherà. Come mai? Semplice! Temendo che il governo di Nicosia arrivasse ad imporre una pesante tassa sui depositi bancari, cosa che poi è capitata, nell’ultima settimana centinaia di titolari di conti correnti hanno esportato capitali per quasi 4,5 miliardi. Da inizio anno si parla di 20 miliardi di Euro. E indovinate chi sono questi correntisti? Fonti cipriote sottolineano che sono personalita’ di governo o ad esso vicine, più alcuni grossi magnati esteri ben informati.

Le banche più esposte

Take a look… Where is UNICREDIT?

E poi, non crediate che la cosa si chiuda così. Ci sono anche dei risvolti diplomatici molto forti da sistemare. Quali saranno ora i rapporti tra i vari stati e Cipro?
Alcune voci sembrano anticipare già possibili cambiamenti. Forse tasseranno solo i conti correnti dai 25.000 € in su  , ma tutto è ancora da vedere. L’accordo teoricamente è stato preso a Bruxelles proprio con il FMI e lo stato cipriota, il quale aumenterà anche le imposte sugli interessi e sulle società. Insomma, alla faccia dell’austerity… Una mannaia che per il governo di Nicosia è indispensabile ed impossibile da evitare. Ma è una manovra estrema che, tanto per capirci, difficilmente potrebbe prendere corpo in Italia.
Vedremo come va a finire, e di certo la decisione dovrà essere presa prima di Martedì, giorno in cui verrà effettuato il prelievo.
Intanto i bancomat a Cipro sono tutti esauriti e ovviamente è stata data disposizione a tutte le banche e agli istituti di credito dell’isola di bloccare i trasferimenti di denaro e i pagamenti dei loro clienti. Onde evitare fughe di capitali.

Può succedere anche in Italia?

Nulla si può escludere, ovviamente al fine di abbattere un po’ del debito pubblico. Pensateci bene, sarebbe una SUPER patrimoniale. Cosa di cui si è già parlato in passato anche dalle nostre parti.
E allora proviamo a fare un giochino, un piccolo esercizio didattico.
Se questa patrimoniale venisse applicata anche in Italia, economicamente cosa significherebbe?

In questa slide è messo in evidenza l’importo presente sui c/c in Italia. Provate a calcolarci l’imposta minima prevista da Cipro, ovvero il 6.75%. Significa nemmeno 100 miliardi di Euro (98 miliardi). Cosa risolverebbe? Per il nostro debito nulla.
Anche perchè la situazione di Cipro era proprio caratterizzata da degli squilibri pazzeschi tra PIL, debito ed importi dei depositi sui conti correnti. Quindi, stavolta, una situazione così traumatica non è ipotizzabile secondo me in Italia perché sarebbe ipertraumatica per la povera gente e risolverebbe poco o nulla.

Intanto però questa è l’ennesima tegola sull’Eurozona e sulla sua crisi. Lunedì vedremo se la “festa continua”…

PS: infine segnalo i commenti di questo post. Troverete moltissimi spunti e link per approfondire l’argomento.
Come sempre eccellenti i commenti per competenza e qualità.

STAY TUNED!

DT

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