UNIONE EUROPEA IN CRISI: rischio contagio e fuga di capitali

Eurozona a rischio sgretolamento. E Cipro, martoriata dalle scelte della Troika, valuta un’uscita dalla Moneta Unica. E’ l’inizio della fine dell’Euro?
La farsa cipriota è stata trasformata in tragedia greca, sotto tutti i punti di vista. Ovviamente il meccanismo di salvataggio dell’isola mediterranea è stato molto diverso da quanto visto ad Atene, ma le conseguenze per i risparmiatori locali e per i mercati non sono di certo meno tragiche. Ma non c’è solo la Crisi Cipro a preoccupare. Se guardiamo un po’ più alla nostra sinistra, ecco tornare vigorosissima la crisi spagnola.
Protagonista ancora lei, Bankia, che con un magnifico -50% domina il profondo rosso della Borsa di Madrid. Ristrutturazione del debito e del capitale azionario colpevoli dello scivolone in borsa. Tutto questo magari fa capire a tutti quale sia lo stato di salute dell’Eurozona. Semplicemente pessimo. Economicamente, con una recessione paurosa, banche che saltano, un sistema totalmente inefficiente, grosse problematiche sociali. Ma anche politicamente, visto che tutti si può dire, tranne che si tratti di “Unione Europea”, visto che mai come ora è vera DISunione Europea.
E poi… come non valutare l’effetto contagio della questione cipriota? OK, si è cercato con una fantasiosa manovra fiscale, di massacrare i correntisti delle banche di Cipro, proprio per evitare l’effetto contagio.
Poveri inetti! Ma come potevate pensare che l’effetto contagio venisse debellato da un‘alchimia finanziaria che metterebbe il terrore persino ad un neonato che non sa nulla di finanza?
Come è possibile che l’ostrusità tedesca (tanto lo sappiamo tutti chi comanda) non abbia pensato all’effetto psicologico che ne poteva derivare?
A volte sono inorridito. Ma non hanno ancora capito che a muovere i mercati basta andare a toccare il sentiment? E sicuramente quello che è successo nella notte scorsa non ha fatto altro che logorare il suddetto sentiment. Come mai? Perché è tornata la paura!
E mai come in questi giorni si sono viste le lacune dell’UE. O si fa il salto di qualità, subito, oppure qua il progetto Euro rischia di finire.
Unione bancaria in primis. Ma i tedeschi, si sa, hanno le elezioni alle porte e allora fanno i puri e duri… Peccato che un bel giorno tutto gli si ritorcerà contro. In un modo o nell’altro. E intanto il resto dell’Europa affonda. Anche perché la vicenda cipriota mette a nudo anche due nuovi rischi enormi.
a) Cipro valuta un’uscita dall’Euro?
Se così fosse si aprirebbe quella strada che Bruxelles non vuole aprire. Perché sa benissimo che poi altri stati, vedendo come comportarsi analizzando il precedente, potrebbero valutare seriamente di fare altrettanto. Ed in breve tempo il progetto Euro verrebbe a sgretolarsi. E Cipro lo ha ammesso. E’ un’ipotesi che si prende in considerazione, visto anche il sacrificio che ha chiesto la Troika.
b) La fuga dei capitali
Cosa credete, che la gente sia stupida? Ovviamente, vedendo quello che è successo a Cipro, c’è già chi pensa di portare via i soldi dai paesi che ora diventano potenzialmente a rischio. Ovvio, tutti rassicurano che nulla del genere capiterà mai in nessun altro stato dell’Eurozona , ma come fidarsi di questa ciurma di imbecilli? Ma attenzione, il discorso è valido non solo per il signor Rossi, che magari ha preso la liquidazione dopo aver lavorato u8na vita, ed ora, visto il momento di difficoltà dei mercati preferisce tenere una bella cifra in liquidità. Pensate ai grandi investitori, le banche d’affari anche d’oltre oceano. E proprio dagli USA arrivano segnali molto negativi. Infatti tutto (giustamente) considerano le varie garanzie sui c/c non sufficienti. Quindi ecco una nuova bomba pronta ad esplodere. La fuga dei capitali. Ovvero masse di denaro che si spostano dai paesi “a rischio” in quei porti sicuri creando ulteriori squilibri.
Ovvio, miei cari, Italia in primis.
Anche perchè lo sappiamo benissimo. Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi è assolutamente incapiente e non può garantire tutti i c/c. Il Fondo Italiano di Tutela dei Depositi non funziona come la FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation) americana, che invece è garantita dal Governo e poi dalla FED. Inoltre il fondo è “virtuale”, sulla fiducia, mai si è visto e mai è stato realizzato.
E quindi? E quindi occhio, che se anche l’Italia sarà vittima di fughe di capitali, ci troveremo con un FTSEMIB ancora più martoriato, i BTP che lieviteranno come spread (e scenderanno di prezzo) e ovviamente una situazione per le banche che rischierà di degenerare.
E in questo grafico di ForexInfo è evidente che proprio il l’Italia, che ha catalizzato l’attenzione degli investitori in modo positivo, potrebbe subire delle sonore bastonate.
E i capitali voleranno verso quei lidi a rendimento ZERO ma almeno con una tutela maggiore a livello di solidità finanziaria.
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Ovviamente tutto questo, se mai accadrà (auguriamoci di no!) sarà propedeutico ad un evento storico ed inevitabile: la fine dell’Euro. Tranquilli però tanto ormai è evidente che le banche, se in crisi, dovranno salvarsi “da sole”. Non più bail-out, ma BAIL-IN. Senza il sostegno dell’Unione Europea che aveva creato giusto il fondo ESM con licenza di intervento in caso di necessità per ricapitalizzare le banche. Ma a quanto sembra era solo un progetto “psicologico”… Una farsa totale. Che non potrà che far crollare come un castello di carta tutte le certezze che il mercato illudeva di avere.
BRUXELLES (Reuters) – Il programma di salvataggio messo a punto nella notte per le banche cipriote rappresenta un nuovo modello da utilizzare per la risoluzione dei problemi del sistema finanziario di altri paesi della zona euro.
Lo dice il presidente dell’Eurogruppo in un’intervista congiunta a Reuters e ‘Financial Times’.
“Quello che abbiamo stabilito ieri notte può essere definito come un allontanamento dei rischi” spiega Jeroen Dijsselbloem, poche ore dopo il compromesso tra Unione europea e Nicosia.
“Se un istituto di credito è in difficoltà il nostro primo interrogativo deve essere: ‘Cosa potete fare voi come banca? Come potete ricapitalizzarvi?’. Se la banca non è in grado di farlo da sola ci rivolgeremo agli azionisti e ai portatori di obbligazioni, domandando loro di contribuire alla ricapitalizzazione, se necessario verranno coinvolti anche i titolari di depositi non assicurati” precisa.
Se per le banche un simile schema di ‘bail-in’ dovesse funzionare, conclude, si potrebbe evitare l’ipotesi di ricapitalizzazione diretta da parte del Fondo di stabilità Esm (RTRS)
A quel punto, signori, sarà terremoto. E permettetemi, non credo si tratti di terrorismo psicologico, ma di una banale lettura della realtà.
Volete proteggere i vostri risparmi? Fateci un pensierino…e valutate le ns soluzioni. Forse ne vale la pena…
STAY TUNED!
DT

