Crescita modesta: ottima per i mercati! Ma il quadro economico sta cambiando aspetto.

Pubblicato 18 Aprile 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 10:28

L’analisi intermarket si è dovuta adeguare alle mode del momento. I modelli classici sono stati per forza rivisti, a causa della rivoluzionaria operazione espansiva delle principali banche centrali del globo, che hanno stimolato l’economia e la crescita economicaa qualunque costo”, portando i tassi a zero e soprattutto stampando denaro e ricorrendo al Quantitative Easing in modo massiccio. Il modello per tutti è stato Alan Greenspan, colui che ha contribuito attivamente alla bolla internet del 2000, e il suo degno successore, Ben Bernanke, non è stato da meno. Ma attenzione, non dimentichiamo anche il brillante operato della BOE, di chiara scuola Greenspaniana, e recentemente della BOJ, protagonista di una spettacolare e pirotecnica manovra di sostegno all’economia che merita di essere definita a tutti gli effetti un vero e proprio ESPERIMENTO di politica monetaria.
Già il fatto che si tratta di esperimento, mi fa venir la pelle d’oca. Se poi a fare l’esperimento è un paese che non sa più cosa inventarsi per uscire dalla crisi, allora c’è addirittura da avere paura.

Come bene sapete, a sostenere l’economia è stata innanzitutto la politica monetaria. Tutti ne sono consci. Come tutti sanno BENISSIMO che, nel momento in cui la FED tirerà i remi in banca e alzerà bandiera bianca, ammettendo che tutti gli sforzi sono stati inutili e che, a causa di una situazione che rischia di diventare insostenibile, smettono di stampare e di comprare bonds (quantitative easing), il mercato rischierà di cascare come una pera cotta.

Quindi per certi versi, quanto la FED ha detto ieri sera, rappresenta nemmeno una notizia troppo cattiva per i mercati. Vediamo perché.

L’economia americana cresce a passo “moderato o modesto”, sostenuta in particolare dal buon andamento del comparto immobiliare residenziale e del settore automobilistico. È quanto si legge nel Beige Book, il rapporto sull’economia americana che la Federal Reserve pubblica ogni sei settimane e che fornisce un quadro relativamente migliore rispetto ai singoli dati macroeconomici diffusi in precedenza. “Invariate o in leggero miglioramento” le condizioni del mercato del lavoro, alla luce di “assunzioni più generalizzate nel settore manifatturiero, delle costruzioni residenziali, dell’information technology e dei servizi professionali”. (…) A sostenere la congiuntura è anche l’azione della Federal Reserve, che durante l’ultima riunione ha deciso di proseguire con le misure straordinarie di stimolo all’economia e in particolare con l’acquisto di bond per 85 miliardi di dollari al mese. La durata dell’azione della Fed, già discussa durante l’ultima riunione, sarà al centro del meeting del prossimo 30 aprile-1 maggio. (Source) 

Ora mi prenderete per folle. Come è possibile che un messaggio che inizia con una frase del tipo “crescita modesta” possa essere vista in chiave positiva dai mercati? Il perché è spiegato dopo: La FED ha deciso di proseguire con le misure straordinarie di stimolo all’economia e in particolare con l’acquisto di bond per 85 miliardi di dollari al mese.

Mi spiego meglio.

Il mercato sa che la FED droga l’economia e quindi i mercati. La paura che si ha è che un giorno la FED chiuda i rubinetti. Se la crescita è modesta o moderata, la FED continuerà nella sua politica espansiva, andando avanti col suo programma di QE. Se invece la crescita fosse invece più virtuosa, condizione oggi molto difficile a priori, i mercati potrebbero anche vederla negativamente in quanto, in tal caso, la FED potrebbe ritirare la sua manovra espansiva, interrompendo il QE. Ovviamente questa mossa sarebbe ottima SE ci fosse vera ripresa. Ma tutti sanno che il mondo sta fortemente rallentando e quindi NON esiste vera ripresa. Quindi si tratterebbe di una momentanea fase euforica pronta a rientrare rapidamente.

I bilanci delle Banche Centrali e l’andamento dello SP 500

Non è ancora il momento di diminuire la portata del Quantitative easing da parte della banca centrale americana. La disoccupazione, nonostante la situazione stia migliorando in molti Stati, rimane ancora una delle principali minacce per l’economia a stelle e strisce. Inflazione e situazione degli intermediari finanziari sono sotto controllo, mentre il mercato immobiliare continua a vivere il suo momento florido, anche se al di sotto dei livelli pre-crisi. Come ha notato alcuni giorni fa J.P. Morgan è tuttavia difficile che possano essere toccate le quote raggiunte prima del 2007. «È un mondo che non c’è più», hanno detto gli analisti della banca guidata da Jamie Dimon. (Source)

Quindi tutto bene? Solo in parte, visto che qualcuno sta rovinando le uova nel paniere della FED. Si tratta della BOJ che con la sua chiara manovra di svalutazione competitiva, rischia di mettere in crisi l’economia USA.

Il quadretto che ne deriva non è certo brillantissimo. Come ho già detto ci ritroviamo con la deflazione, con la recessione e..con qualcuno che inizia ad essere irritato dal QE. E allora che succede se la FED si trova costretta, suo malgrado, a rallentare il QE? Un bel disastro.
Intanto però i mercati iniziano aprendere seriamente posizione e a confermare il quadretto sopra descritto:

a) deflazione
b) rallentamento economico globale
c) rischio rallentamento fase espansiva FED

troviamo il brusco movimento correttivo delle commodity.

E a ruota iniziano ad arrivare le borse…nella più classica correlazione intermarket. Se poi la correzione si farà più decisa, allora sarà il tempo del ritorno al Dollaro USA e…occhio al mercato obbligazionario! Nello scenario RISK OFF gli spread torneranno ad allargarsi e tutti i rischi che oggi il mercato non prezza verranno riconsiderati con gli interessi.

Catastrofismo? Direi proprio di no. E’ sempre troppo facile filosofeggiare sullo stato della crisi, senza poi dare indicazioni più chiare. Credo che nel mio piccolo, qui sopra, ho dato una certa serie di idee assolutamente personali ed opinabili non di poco conto.

STAY TUNED!

DT

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