Economia in evidente rallentamento (ma è solo statistica, no?)

Malgrado dati macroeconomici peggiorati, i mercati ignorano il tutto e si aspettano per il 2014 utili record. Ma attenzione. La FED ammette: i mercati non reagiscono più come sperato agli stimoli monetari. E oggi la BCE taglierà i tassi?
Ovviamente questa è una mera considerazione statistica, anche se meriterebbe una certa attenzione. Nel pomeriggio del giorno 30 è uscito l’ennesimo dato Macro USA e si tratta del Chicago PMI, il quale cala oltre le attese. Questo importante indice manifatturiero si è attestato infatti a 49 punti dai 52,4 del mese precedente, risultando nettamente sotto le attese indicate dagli analisti, che lo stimavano in lieve calo a 52 punti.
Quindi notate bene, sotto area 50. E tenete conto che questo indice era il più “positivo” ed alto rispetto agli altri indici registrati negli USA.
Ricordo inoltre che il livello dell’indice sotto i 50 punti indica una contrazione del settore manifatturiero statunitense mentre un livello al di sopra di 50 denota un’espansione.
Questo dato quindi risulta perggiore dell’ISM manifatturiero registrato poco fa e che è ancora in fase espansiva, a 50.7.
Grafico Chicago PMI e ISM Manifatturiero

Markit, che registra il dato, non risparmia certo un commento alquanto interessante:
“With backlogs of work falling at one of the fastest rates since the height of the financial crisis, firms will also look to cut headcounts soon.”
Quindi previsto un pericoloso peggioramento. Ma proviamo, sempre per pura statistica, a fare due conticini…
L’indice Filadelfia Fed è sceso al 1,3 dal 2,0 di marzo.
L’indice Empire State è sceso a 3,1 dal 9,2 di marzo.
L’indice Richmond Fed è sceso a -6 dal 3 registrato a marzo.
L’indice Fed di Dallas è sceso a -15,6 da +7,4 di marzo.
L’indice Fed di Kansas City è rimasto invece a -5
L’indice Chicago PMI invece è andato sotto area 50 e come detto, ora è a 49 punti
Sempre per statistica possiamo quindi dire che l’ecomonia USA è in rallentamento, che c’è il rischio di tornare in recessione, e che forse qualcosa nella macchina economica USA, alimentata dalla benzina prodotta dalla FED, non funziona più come una volta.
E se in altri tempi questi dati avrebbero fatto tremare qualsiasi analista, money manager, investitore professionale, oggi quasi li lasciano indifferenti.
Meglio capire se tutto va come vuole la FED e meglio comprendere se tutto il piano di quantitative easing può continuare serenamente sui mercati.
Perché tutti sanno che, alla fine, è quello l’elemento che più conta e che, alla fine, farà muovere i mercati al rialzo, inondando di contanti il mercato e facendo diminuire ulteriormente il rischio percepito dagli investitori.
S&P vs Quantitative Easing e Operazione Twist

Resta quindi un VERO mistero come si riuscirà a raggiungere le stime di utili stimate da alcune società, tra cui S&P le quali vedono un EPS (Stime utili) per lo Spoore pari a 120$ per il 2014.
“According to the Standard & Poors recent estimates, S&P companies are expected to earn $120 by 2014.”

Ovvio… solo grazie alla FED: ma è possibile ottenere questi risultati? E per quanto tempo può ancora continuare questa situazione? Tranquilli, nessuno sa quando, e statisticamente nessuno lo può provare visto che anche questo è un vero e proprio esperimento di politica monetaria. Intanto però con il suo ultimo Minute, la FED si è quasi dichiarata “impotente” di fronte a questi dati macro negativi. Ormai è evidente, l’economia REALE non risponde più come previsto agli stimoli monetari. E FATE MOLTA ATTENZIONE A QUESTO FATTO. Potrebbe cambiare drammaticamente lo scenario.
FOMC Minute – 1 maggio 2013
Ora la palla passa alla BCE che oggi diplomaticamente dichiarerà che intenzioni ha sui tassi. Taglierà? Non taglierà? Alla fine cosa cambia? Nulla… molto più interessante sentire Draghi nel suo discorso successivo. Ma di certo non potrà parlare con entusiasmo della ripresa economica. Per chi non ha visto il grafico del CESI, clicchi qui….
STAY TUNED!
DT