Debito pubblico italiano in eccesso: come ma soprattutto CHI lo pagherà?

Si focalizza sempre il problema del debito pubblico come un semplice numero che continua a crescere dimenticando però che il fattore anagrafico e demografico avrà un impatto fondamentale nei prossimi anni.
L’Italia, oltre che essere un paese ormai noto per la sua crisi politica, è anche tristemente celebre per essere uno dei paesi col peggior rapporto tra debito pubblico PIL.
Nell’ultima settimana abbiamo avuto modo di leggere il rapporto dell’Eurostat sul nostro debito pubblico.
Il rapporto fra deficit e Pil italiano è stato pari nel 2012 al 3%: lo comunica l’Eurostat,che rivede al rialzo di 0,1% la stima provvisoria di febbraio (2,9%).
Il debito pubblico italiano nel 2012, in particolare, è stato pari al 127% del Pil.
Cresce anche debito altri paesi Ue – E neppure le notizie che arrivano dall’Europa non sono incoraggianti. Sale nella Ue il debito pubblico dei paesi: nel 2012, sempre secondo Eurostat, il rapporto fra debiti e Pil è salito al 90,6% nell’Eurozona (era all’87,3% nel 2011) e all’85,3% in Ue27 (dal precedente 82,5%).
La Grecia si conferma al primo posto con il 156,9%, seguita dall’Italia con il 127%; vengono poi Portogallo (123,6%), Irlanda (117,6%), Belgio (99,6%). La Francia ha debiti pari al 90,2% del Pil, la Germania all’81,9% e, fuori dall’Euro, il Regno Unito al 90%. (Source)
Grafico rapporto Debito Pubblico PIL per l’Italia
E in proiezione le cose non vanno certo meglio: ecco il report dell’Ocse che vede un 2014 ancora in peggioramento, con un rapporto debito PIL pari al 134%
(ASCA) – Roma, 2 mag – A fine 2014 il debito pubblico totale in Italia si potrebbe attestare ”attorno al 134% del Pil” e potrebbe ”aumentare ulteriormente qualora non si prosegua con ulteriori interventi di consolidamento e/o in assenza di entrate provenienti da operazioni di privatizzazione nel 2014”. Lo prevede l’Ocse nel suo rapporto annuale sull’economia italiana, tenendo conto nella stima ”delle garanzie dell’Italia al Fondo Europeo di Stabilita’ Finanziaria, dell’ammontare del prestito bilaterale alla Grecia e della partecipazione al capitale del Meccanismo Europeo di Stabilita”’, nonche’ includendo ”gli effetti della riduzione dei debiti arretrati”. L’Ocse sottolinea quindi come ”l’indebitamento netto” risulti tuttavia ”peggiore rispetto alle stime del governo” Monti, che nel Def varato in aprile aveva previsto per il 2014 una discesa del debito al 129%. Per poi passare ad un 125,5% nel 2015. Il debito pubblico italiano, recita ancora il rapporto, ”e’ tra i piu’ alti dei Paesi dell’Ocse e da due decenni supera il 100% del Pil. Il suo rinnovo richiedera’ circa 400 miliardi di euro l’anno, nel corso dei prossimi anni”.
400 miliardi di Euro l’Anno! E dove li prendiamo? Insomma… come e chi pagherà il nostro debito?
Ovviamente questi soldi occorre prenderli…dagli italiani in imposte, tasse e indirettametne intagli alla spesa, dismissioni ecc ecc. Intervenire quindi colpendo il pubblico e direttamente il portafoglio degli italiani. Tagliare le tasse? Oggi sembra pura utopia. E lo stesso OCSE lo ricorda.
In Italia «è impossibile per il momento ridurre in modo significativo il livello complessivo dell’imposizione», ma l’eliminazione delle agevolazioni fiscali senza giustificazioni economiche permetterebbe di aumentare la base imponibile e quindi ritoccare le aliquote marginali «senza impatto sulle entrate», avverte l’Ocse che aggiunge: «Se le priorità sono crescita e occupazione la prima cosa da tagliare sono le tasse sul lavoro». A dirlo è stato Padoan, sottolineando che «ridurre le tasse sul lavoro è più importante che ridurre l’Imu». (Source)
E quindi…come fare a ripagare questo debito? Sicuramente non sarà facile. Ma nello stesso tempo, mi verrebbe quasi da dire…voglio anche vedere cosa accade se OGGI fossimo costretti dall’Unione Europea ad una ristrutturazione del debito. Non siamo certo la Grecia! Il nostro debito in mani estere è circa pari a 800 miliardi di Euro. Il che significherebbe un drammatico impatto sul portafogli degli investitori internazionali!
A parte queste considerazioni personali, vorrei anche sottolineare un altro aspetto che troppo spesso viene sottovalutato dai media.
E a questo proposito vi riprendo la domanda prima posta: ma come e chi pagherà il debito?
Chi…chi lo pagherà? Certo, gli italiani, ma quali?
Continua la crescita della popolazione, ma non grazie alle nascite. Anche quest’anno i risultati del Rapporto Osservasalute danno conferma delle tendenze emerse negli anni scorsi: si riscontra un tendenziale aumento della popolazione residente in Italia imputabile, sostanzialmente, alla componente migratoria. Le Regioni che non crescono (saldo totale negativo) sono solamente tre: Basilicata (-2,5 per 1.000), Molise (-0,6 per 1.000) e Liguria (-0,1 per 1.000); anche in questa edizione del Rapporto si riscontra un saldo naturale medio (relativo al biennio 2010-2011) che si mantiene pressoche’ costante rispetto al biennio precedente e si attesta su livelli ancora di segno negativo, anche se, per alcune Regioni, e’ prossimo allo 0; invece il saldo migratorio e’ positivo grazie, soprattutto, alla capacita’ attrattiva delle regioni del Centro-Nord. (Source)
Un problema troppo sottovalutato: il tasso di natalità

Come poter pretendere di aumentare le entrate, ripartire in modo massivo, tagliare i costi (INPS) quando si scopre che la popolazione invecchia sempre di più, e nello stesso tempo non ci sono natalità sufficienti a compensare il forte invecchiamento della popolazione?
Non possiamo immaginare che il debito PIL pro capite per la popolazione attiva possa diminuire con questo scenario.
Struttura per età della popolazione
Popolazione per età, sesso, stato civile

Certo, c’è l’immigrazione, e in effetti, un buon modo per misurare quanto velocemente il profilo demografico in Italia sta cambiando è guardare alla crescita della sua popolazione di origine straniera, che rappresenta alla fine la nostra vera e misera crescita complessiva della popolazione. Popolazione straniera in Italia (un numero che esclude le persone di origine straniera che prendono la cittadinanza italiana) che è triplicata dal censimento del 2001 , da 1,3 milioni a 4 milioni. Ciò significa che l’Italia sta importando circa UN MILIONE di stranieri ogni tre o quattro anni per sostituire i suoi nativi che nn ci sono.
Ma quindi sarà anche grazie a loro, al loro lavoro e quindi alle loro tasse che ripagheremo il debito?
Sicuramente in parte si, ma gli immigrati hanno anche una minor istruzione e quindi spesso fanno lavori mal retribuiti, in parte anche in nero.
MORALE: la classe politica ed economica “che conta”, dovrebbe iniziare a fare dei ragionamenti anche tenendo conto di questi dati. Il problema non è solo come si pagherà l’eccesso di debito pubblico (mica bisogna rimborsarlo tutto, ma riportarlo solo a livelli più civili), ma CHI lo pagherà. E andando avanti così, la popolazione attiva che si dovrà caricare il fardello sulle spalle sarà sempre meno numerosa. E il fardello sarà, quindi, sempre più pesante.
STAY TUNED!
DT

