Scandalo derivati: collusione e ostruzione per evitare intrusi nel business dei CDS

Pubblicato 2 Luglio 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 09:54

Possiamo definirla delinquenza finanziaria all’interno del mercato dei Credit Default swap?

Più volte abbiamo trattato su questo blog di derivati e di quanto siano importanti per le grandi banche d’affari per fare utili.
L’uso indiscriminato dei derivati e della leva finanziaria è sicuramente una delle principali cause della grande crisi del 2008 e di certo ha delle responsabilità nella attuale e anche peggiore crisi economica.
La morale, di per sé, è molto chiara. La lobby delle grandi banche (che poi comanda il mercato), ha fatto il possibile per mettere il bastone tra le ruote a coloro che volevano entrare nel business dei derivati. Queste banche sono 13 colossi internazionali, che hanno violato le regole europee Antitrust, con una evidente collusione atta ad ostacolare l’accesso al business dei derivati tra il 2006 e il 2009. Ecco le 13 banche incriminate. E come potrete leggere, i colossi “che contano” ci sono tutti…

  1. Bank of America Merrill Lynch,
  2. Barclays,
  3. Bear Stearns,
  4. Bnp Paribas,
  5. Citigroup,
  6. Credit Suisse,
  7. Deutsche Bank,
  8. Goldman Sachs,
  9. Hsbc,
  10. Jp Morgan,
  11. Morgan Stanley,
  12. Royal Bank of Scotland,
  13. Ubs

A queste poi si vanno ad aggiungere l’ISDA, overo l’International Swaps and Derivatives Association e il fornitore di servizi Markit, che per la cronaca…appartengono alle suddette banche elencate.

Ma cosa è successo? Molto semplicemente, queste banche, tra il 2006 e il 2009 hanno fortemente ostacolato Deutsche Boerse e il Chicago Mercantile Exchange (CME) i quali avevano tentato di entrare nel business dei derivati di credito, in particolar modo, quindi, i CDS (credit default swap).

Il motivo come detto era evitare che altri entrassero nel business, che potessero compromettere una macchina da soldi ormai testata e che venisse messo a rischio il regime di monopolio assoluto. Insomma, delinquenza finanziaria bella e buona.

In quegli anni, parliamo del 2007-2008, i derivati del credito erano veramente un business devastante, e l’arrivo di nuovi attori sul mercato, avrebbe rovinato le uova nel paniere in un mercato chiaramente pilotato e truffaldino. L’inchiesta ovviamente va avanti ma tutto questo sta a testimoniare come sia il mercato.
Semplicemente, marcio.

Una lobby al potere che fa quello che vuole, che non ammette regolamentazioni, che macina in qualsiasi condizione di mercato utili a palate, e che poi quando le cose vanno male, sono “too big to fail“. Ecco perchè bisogna mettere un freno a queste lobby, e regolamentare il mercato in modo da tenerlo sotto controllo sia dal punto di vista etico e sia per quanto riguarda l’esposizione al rischio. Ma al momento tutto questo resta utopia.

STAY TUNED!

DT

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