Carry trade: come portare un economia dal paradiso all’inferno

Se qualcuno i voi aveva dubbi su cosa stava accadendo sul mercato dei titoli obbligazionari dei mercati emergenti, abbiamo provato con degli argomenti secondo me difendibili a dare delle giustificazioni in questo articolo di qualche giorno fa.
Come compendio vi faccio vedere in forma grafica come il carry trade si sia mosso in questi mesi (fino a giugno) e poi come sia cambiato drammaticamente lo scenario.
Le dinamiche sono note: curve dei tassi che si muovono al rialzo, compresa quella dei tassi giapponesi. Carry trades che quindi devono essere chiusi in fretta e furia. Vendite massicce degli investimenti in bond emergenti. Valute e bond che collassano, e deflusso di capitali ai massimi periodali.
Guardate voi stessi come è cambiato il quadro. Questa è la performance del carry trade valutario (oggetto comune: prendere lo Yen a debito) dal 01/01/2013 al 30/04/2013.
E questo invece è il risultato dei mesi di maggio e giugno 2013. I due mesi dove il deflusso di capitali dai paesi emergenti è stato molto copioso.
Ovviamente a queste performance, occorre poi andare ad aggiungere l’eventuale volatilità dei bond sottostanti.
Quindi capite benissimo che, anche se in un mercato dove i fondamentali dei paesi emergenti un po’ sono peggiorati ma non in modo radicale, la speculazione ha avuto un ruolo determinante e, permettetemi, devastante. Capite benissimo, ad esempio, quali possono essere le responsabilità in questo percorso speculativo, di un paese come il Messico (preso ad esempio) dove il Dollaro messicano e il mercato obbligazionario dello stesso paese hanno subito una volatilità pazzesca.
Sono i frutti di un giochino Risk on – Risk off che rischia di mettere al tappeto un’intera economia.
STAY TUNED!
DT

