Tre giorni di fuoco per la Grecia prima di un nuovo possibile default

Grecia di nuovo in crisi di liquidità. E nel frattempo anche il Portogallo rischia una nuova crisi con rendimenti che volano ai massimi dell’anno.
Una storia infinita, per certi versi. Ma ampiamente scritta, per altri.
Infatti, ricorderete benissimo che già fin dall’inizio sostenemmo l’impossibilità fisica, economica, matematica per la Grecia di tirarsi fuori da questa drammatica situazione economico finanziaria. Un’austerity selvaggia imposta dalla Troika. Ed è proprio la Troika che mette nuovamente pressione su Atene.
Alla Grecia viene quindi lanciato un ultimatum: tre giorni. Tre giorni entro i quali dovranno assicurare i propri creditori sulla possibilità di raggiungere le condizioni previste dal piano di bailout internazionale, al fine di ricevere la prossima tranche di aiuti. E comunque sia, la Troika vuole avere le idee chiare PRIMA dell’Eurogruppo di lunedi. Quindi, la Grecia, deve giustificare il tutto entro venerdi.
Sul piatto lo sblocco degli 8.1 miliardi di Euro di aiuti promessi ma non ancora concessi in quanto, come ampiamente prevedibile, le promesse del governo greco non hanno poi avuto una successiva concretizzazione, per i motivi sopra descritti, anche se poi i greci hanno messo del loro. Pochi progressi in ambito riforme che avrebbero dovuto interessare il settore pubblico in generale e nella fattispecie, il sistema fiscale e le riforme sanitarie.
E la vicenda Grecia è la prova lampante che la crisi non è certo terminata, anzi, si sta evolvendo ulteriormente.
Avevate dubbi?
Intanto, se non lo avevate capito, la Grecia rischia l’ennesimo default. Evviva. La cosa curiosa è che il CDS non sta al momento reagendo in modo scomposto a questa difficile situazione. Sempre a livelli siderali, per carità (1223bp) ma non in crescita.
Grecia CDS 5yr
INTANTO… Notiamo che anche il Portogallo inizia a scricchiolare. Le dimissioni di Portas (Min. degli Esteri) e di Gaspar (Min. delle Finanza) mettono giustamente ansia al mercato che inizia a temere uno scenario “out of control”.Anche perchè alcuni rumors mi danno per certa l’imminente dimissione di qualche altro ministro.
Il ministro degli Esteri portoghese Paulo Portas si è dimesso. Irrevocabilmente. La decisione arriva il giorno dopo le dimissioni di Vitor Gaspar, titolare del dicastero delle Finanze, artefice delle politiche di austerità del governo di Pedro Passos Coelho.
Paulo Portas, che guida il piccolo partito conservatore CDS-PP, alleato dei socialdemocratici del premier, contesta la scelta di Maria Luís Albuquerque quale nuovo ministro delle Finanze. Una scelta, dice, non all’altezza del compito che l’attende. (Source)
Ed i titoli di stato portoghesi subito in preda alla volatilità. Il benchmark a 10yr ora ha un rendimento pari al 7.65%.
Rendimento Benchmark Portogallo 10yr

Beh, se qualcuno aveva speranza sulla imminente fine della crisi, forse, dovrà ricredersi.
STAY TUNED!
DT
