La crisi economica italiana è strutturale? Come uscirne? Quarta parte
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4. MERCATO TURISTICO
Una destinazione turistica può essere paragonata ad un brand?
Entro subito in argomento a gamba tesa:
Colosseo VS Torre Eiffel.
Sono sicuro che preferite il Colosseo all’asparago di ferro (così la chiamano molti francesi!), costruito in fretta e furia per celebrare il centenario della rivoluzione francese. Talmente detestata dalle elité artistica e letteraria della città… da rischiare di essere demolita nel 1909!
Avete sbagliato tutto!
Perché?
Il brand della Tour Eiffel a Parigi vale oltre 434 miliardi di Euro, superando di quasi 5 volte quello del Colosseo (più di 91 miliardi di Euro).
Così l’ha calcolato l’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, che ha collaborato al progetto ERI (Economic Reputation Index), ovvero un modo per stimare il valore del brand di alcuni monumenti internazionali ([28]):
Il valore del brand è stato calcolato sulla base di 10 parametri di vivacità economica, socio-culturali ed imprenditoriali, stilando un indice di valenza turistica (che prende in considerazione il valore economico del territorio, la conoscibilità del monumento, il flusso di visitatori del territorio e del monumento) e un indice di attrattività economica (che considera il numero di occupati nel turismo, l’accessibilità multimodale al territorio, il flusso e la presenza di stranieri, il valore dell’export).
L’Italia nel contesto turistico mondiale
Il Bel Paese possiede il più ampio patrimonio culturale a livello mondiale con oltre 3.400 musei, circa 2.100 aree e parchi archeologici ([29]).
Siamo la nazione che detiene il maggior numero di siti (49) inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità riconosciuti dall’Unesco ([30]).
Quindi siamo la prima meta turistica?
Eccovi la classifica delle prime 10 destinazioni mondiali turistiche ([31]) tratte dall’ultimo rapporto annuale dell’Organizzazione mondiale del Turismo (UNWTO):
Ops… siamo al quinto posto, dietro a Spagna, Cina, USA e Francia (che è al primo posto).
Se ragioniamo in termini economici, cioè in ricavi provenienti dal turismo, siamo ancora più indietro:
Per comprendere meglio questo dato, specialmente per chi pensa che il settore turistico incida poco, ricordo che a livello mondiale vale un business di oltre 1000 miliardi di $ ([31]). In costante crescita da diversi anni (grazie sempre al maggior numero di turisti).
Si tratta oramai di un miliardo di persone che si muove ogni anno.
Immaginate cosa significa essere la prima meta turistica… intercettare oltre il 10% di tale cifra. Ogni anno!
Impatto economico
Il rapporto di indagine di Unioncamere che coinvolge i turisti italiani e stranieri in vacanza in Italia ci fornisce il dato ([33]):
Considerando sia i turisti che alloggiano in strutture ricettive che in abitazioni private, si stima che nel 2012 l’impatto economico sul territorio italiano generato dai turisti italiani e stranieri sia stato di 72,2 miliardi di euro, legati a spese effettuate durante il soggiorno (alloggio e spese sul territorio).
Composizione del turismo italiano
([33]):
Complessivamente nel corso del 2012 si sono registrate in Italia oltre 845 milioni di presenze di cui il 42,7% in strutture ricettive e il 57,3% in abitazioni private. Il 60,7% delle presenze è dato dal turismo interno il 39,3% da quello internazionale.
Nel 2012 erano quindi 4 turisti su 10 stranieri.
Anche se:
Inoltre si rileva un cambiamento nei comportamenti di acquisto dei turisti, con una tendenza al risparmio per il viaggio e l’alloggio ed una maggiore propensione a spendere di più una volta arrivati a destinazione.
Soddisfazione turistica
comunque buona ([33]):

Domanda turistica interna
L’ISTAT nel suo ultimo rapporto relativo al 2012 dice ([32]):
Nel 2012 i viaggi con pernottamento effettuati in Italia e all’estero dai residenti sono stati 78 milioni e 703 mila. Rispetto all’anno precedente la riduzione è stata del 5,7%, la quale conferma la tendenza negativa avviata dal 2009.
Un grafico spiega quale sia tale tendenza negativa ([32]):

Il tutto con una stabilità dei viaggi all’estero:
I viaggi verso l’estero mostrano, nel complesso, una sostanziale stabilità, con un aumento dei flussi diretti verso i paesi extra-europei (+31,4%).
Spagna e Francia rappresentano le destinazioni principali soprattutto per i viaggi di vacanza (rispettivamente 14,6% e 13,4% delle vacanze all’estero); la Francia mantiene il primato per le vacanze brevi (24,2% delle vacanze brevi all’estero), seguita da Austria (18,4%) e Spagna (14,9%), mentre, per i soggiorni di lungo periodo, il primo posto spetta alla Spagna (14,5% delle vacanze lunghe all’estero), seguita da Grecia (9,5%) e Francia (9,4%). Per i viaggi di lavoro, infine, Francia e Germania si confermano, ancora una volta, i paesi più visitati (rispettivamente 19,9% e 12,1% dei viaggi di lavoro all’estero).
Un prospetto riepilogativo delle preferenze degli italiani ([32]):

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Buona riflessione e alla prossima puntata…
Lampo
Nota: si prega di leggere la premessa a questa serie di post.
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