ITALIA: Le banche sostengono sempre MENO la ripresa economica

Di parole se ne sono fatte tante e molto spesso si è parlato del ruolo delle banche italiane in questo particolare momento economico e dell’importanza che lo dovrebbero avere per finanziare la ripresa economica.
La recessione porta al credit crunch, il che genera un circolo vizioso devastante per il sistema, in quanto proprio nel momento di massima necessità, le banche chiudono i rubinetti del credito, lasciando molte aziende in crisi di liquidità e portandole progressivamente al fallimento.
E’ assolutamente necessario creare un canale di credito che possa alimentare i conti delle aziende, per poterle finanziare con qualsiasi mezzo, anche tramite la BCE.
Sono nati anche progetti di finanziamento delle PMI, che restano isolati. Ma non basta. L’Italia sta affogando nella melma della crisi e le banche DEVONO fare la loro parte.
Ma si sa, per gli istituti di credito “investire” denaro, prestandolo alle ditte, in una fase recessiva, significa rischiare di ritrovarsi con delle sofferenze nel giro di pochi mesi. E allora, visti anche i tassi di insolvenza in forte salita, meglio investire altrove. E dove?
Nulla di nuovo se non una conferma della vecchia tendenza.
Banche: si comprano sempre più BTP
Piuttosto che prestare denaro, le banche preferiscono comprare BTP. Questa tendenza, ormai in auge da tanti mesi, non fa che continuare.
I BTp rendono di più, si rischia di meno, non negoziabili e “tradabili”, quindi meglio i debito pubblico.
Il grafico illustra proprio questa situazione e mette a confronto gli acquisti di BTp contro il denaro concesso a credito alle aziende.
In 12 mesi, le banche italiane hanno comprato titoli di stato per ben 100 miliardi di Euro arrivando a possedere € 402.000.000.000 di bonds italici.
Nello stesso tempo i prestiti sono diminuiti di 55 miliardi di euro, scendendo a 1.630 miliardi di euro.
In merito all’LTRO già sapete.
Dei 255 miliardi presi a prestito in operazioni di finanziamento a più lungo termine, le banche hanno girato all’economia reale (e non alla finanza) ben poca cosa, se non addirittura NULLA.
Il motivo è quello prima descritto. Il rapporto rischio rendimento era decisamente a favore dei BTp e quindi, lo sappiamo bene, le banche non si fanno grossi problemi di etica e comprano bonds.
Una mossa che, non dimentichiamolo mai, ha la benedizione massima della BCE in quanto, in questo modo, si è evitata una crisi del debito pubblico, mettendo proprio le banche come “forti buyers” sul mercato e portando quindi il sentiment sul nostro debito ai livelli attuali. E con esso lo spread giunto a 240 bp.
Togliamoci quindi dalla testa eventuali meriti dell’italia. Se i BTp oggi costano così cari non è per un miglioramento della nostra situazione (vedi qui a questo proposito) ma semplicemente per un mix di politica monetaria e massa di liquidità a disposizione che deve essere impiegata (visto che di liquidità ce n’è anche tanta ma NON circola).
STAY TUNED!
DT
