Deflussi record dai bond. E se il mercato perde la fiducia nella FED?

I mercati tendono sempre ad anticipare gli eventi, soprattutto quanto ci sono delle concrete possibilità che una previsioni si trasformi in realtà.
Sul tapering tanto si è detto e tanto si dirà ancora. Ma ormai il processo di rallentamento della politica monetaria espansiva è virtualmente partito, e lo si capisce dalla tecnica comunicativa della FED che lascia intendere la concreta possibilità di un taglio degli acquisti entro il 2013, se non addirittura già fin da settembre prossimo venturo.
Nel frattempo però i big si muovono e negli stessi USA i dati in arrivo sono tutt’altro che confortanti.
Il nuovo rapporto TrimTabs ci illustra un deflusso dai fondi negoziali e obbligazionari veramente imponente. Se a luglio tali deflussi erano pari a 14.8 miliardi di Dollari, in agosto siamo già a circa 20 miliardi (19.7) e… siamo solo a 2/3 del mese! Ma la vera paura a questo punto è un’altra.
Ragioniamo un attimo.
Sul fatto che la FED stia pilotando il mercato in modo artificioso, beh, direi che è chiarissimo. Con una politica monetaria espansiva prima, e poi con una tecnica comunicativa poi. Però è palese che le munizioni sono praticamente esaurite ed il mercato rischia di perdere quei sostegni artificiosi che hanno creato ricchezza artificiale, gonfiando asset e mercati finanziari in genere. Ma ora che succederà? E poi chi comprerà i bonds USA, che recentemente erano quasi esclusivamente sottoscritti dalla FED stessa? Insomma, sembra proprio che la FED stia perdendo il controllo del mercato obbligazionario. E questo ovviamente potrebbe mettere a rischio la tenuta di tutti gli altri mercati, azionari in primis.
Tasso US T-Note 10yr: sfiora il 3%
Intanto il decennale USA sfiora il 3% di rendimento. Cose che non si vedevano da luglio 2011. E sicuramente diventerà MOLTO interessante vedere che succederà in quel meeting che ormai era diventato simile ad una grigliata campagnola di buoni amici (Jackson Hole) ma che in questo momento assume i connotati di un importante incontro. E il risultato sarà OVVIAMENTE una prosecuzione della tecnica comunicativa della FED che cercherà di condizionare e di continuare a dirigere i mercati secondo i loro programmi. Ovvio, qualcuno addirittura sta già vedendo “rialzi dei tassi a breve”.
Escludiamolo categoricamente (e la FED lo farà di certo). Però,se il mercato perde la fiducia nella FED, il giochino salta. Ed a quel punto non ci sarà strategia comunicativa che regge.
STAY TUNED!
DT