Banche: in Italia finanziano a tassi da usura. Ma di chi è la colpa?

11 Settembre 2013 09:30

C’è la crisi. Ed è evidente. E quando c’è la crisi, il settore bancario patisce ovviamente il peggioramento del tessuto economico. Cosa salta all’occhio è il tasso insolvenza che, come spiegato in passato, non fa altro che aumentare, semplicemente perché la gente non ha più i soldi per pagare interessi e capitale alle banche.

Ma quello che “disgusta” è che in un paese facente parte dell’Eurozona, il tasso medio dei prestiti non è assolutamente in linea coi tassi pagati in paesi come Francia e Germania, per fare due nomi.
Infatti le banche spesso e volentieri approfittano del momento applicando tassi praticamente da USURA alla clientela non proprio TOP, mettendo le aziende il più delle volte in una situazione ancora più di difficoltà.
Certo, non si tratta di USURA vera in quanto le banche fanno molta attenzione a non superare i “generosi” limiti imposta dalla Banca d’Italia. Però se poi andiamo ad aggiungere le spese, che sono tantissime (non esiste più la famosa “commissione di massimo scoperto”, che però è stata sostituita dalla nuova voce “Messa a disposizione”, ovviamente più onerosa per il cliente) state pur certi che il TAEG, il tasso annuo effettivo globale, è veramente “border line”.

Le banche prestano meno denaro, ma gli utili decollano

Ma non è tutto. Oltre a far pagare tassi altissimi, le banche prestano meno denaro, proprio a causa dell’alto tasso insolvenza. Quindi la morale è semplice: le banche prestano meno, quando prestano lo fanno a tassi elevatissimi. Anche perché molte banche si ritengono in “debito morale” col mercato. Tante sono ancora le operazioni montate in passato con indicizzazione Euribor più spread ridicolo (inferiore all’1%) che rendono agli istituti bancari praticamente ZERO.

Incongruenza tra Tasso BCE e Tassi bancari

E non fate il paragone tra i tassi BCE ed i tassi applicati sui prestiti dalle banche. Sono drammaticamente incongruenti. Ma la cosa grave è che il tutto viene fatto con la benedizione della Banca d’Italia. Il motivo?
Vi faccio un esempio.
2007, tasso BCE era pari al 4%. Il corrispondente tasso di usura era pari all’8.3%.
2013, tasso BCE è pari allo 0.5%. Il tasso di usura? In proporzione dovrebbe essere pari all’ 1%. Ma ovviamente non è così. Anzi, è addirittura più alto che nel 2007. Ora è al 8.6%.E per i mutui? Peggio che andar di notte. Il tasso di usura per i mutui nel 2007 era pari al 7%. Ora è pari al 10.3%!
E allora, diciamo le cose come stanno. Le banche operano nei limiti previsti dalla banca centrale. E se la Banca d’Italia permette certe cose, le banche le fanno eccome, proprio perché sono istituti privati e non enti di beneficenza. E quindi la responsabilità deve essere anche data a Visco & Co. che permettono tale operatività.
Basterebbe che Bankitalia cambiasse i tassi di usura, con regole più ferree e il denaro costerebbe molto meno.

Ovviamente a quel punto si aprirebbe un’altra problematica. Le banche a condizioni migliori (peggiori per loro) presterebbero ancora il denaro? Forse lo presterebbero di meno, ma almeno a clienti meritevoli potrebbero dare una mano sulla strada della risalita dalla crisi, anziché dare alle stesse la spinta finale verso il fallimento.

E credetemi, il problema è molto più ampio di quanto voi possiate immaginare.

La legge sull’usura (legge 108/1996), ha introdotto un limite ai tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento oltre il quale gli stessi sono considerati usurari. Ai fini della valutazione della usurarietà dei tassi, si deve fare riferimento al momento in cui gli interessi sono promessi o convenuti, indipendentemente dal momento del pagamento (legge 24/2001).
La Banca d’Italia rileva trimestralmente i tassi effettivi globali medi applicati dalle banche e dagli intermediari finanziari. (Source)

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DT

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