Rischio DEFAULT controllato degli USA: scenario realistico e plausibile?

Pubblicato 23 Settembre 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 08:29

Un mese fa ho un attimino anticipato il discorso, sapendo che poi tanto il problema sarebbe tornato di attualità. Si è parlato di liquidità, di debito e di rischio default della più potente nazione del Globo, gli USA.

(…) Lew quindi dice non solo che ormai siamo nuovamente al dunque ma che ha a disposizione ad ottobre ci sono “solo” più 50 miliardi di USD.
DOMANDA: cosa significherebbe un deficit di liquidità per economia e mercati finanziari, ancor di più in questa fase di debolezza generalizzata?
La discussione è spostata, guarda caso, al mese di settembre, quando il Congresso si riunirà e si riprenderà il discorso.
E il discorso sarà quello già visto ai tempi del sequester.
In cambio di un innalzamento del tetto al debito i repubblicani chiedono tagli alla spesa. Ma Obama ha già detto che non se ne parla. Ottime prospettive per mercati e anche per gli americani. (Source)

Ed il mese di settembre è arrivato, anzi, siamo quasi ad ottobre. E ci risiamo.
Sul piatto la cancellazione della “Obamacare”. All’inizio è ovvio un “ping pong” tra Camera e Senato, ma poi si dovrà decidere e se Boehner & Co. decidessero per la linea “strong” lo scenario più probabile è quello del DEFAULT.

Sembra incredibile ma è così.

Diamine, possibile che la nazione più potente de mondo possa diventare insolvente? La Burwell, budget director della Casa Bianca non può escluderlo. Non si tratta di mancato pagamento del debito, ma di un blocco di tutto quanto si trova alla voce “spesa pubblica”. Un esempio è lo stipendio dei dipendenti pubblici: ai soldati non saranno pagati le retribuzioni; monumenti e parchi nazionali verranno chiusi nel giro qualche giorno; migliaia di dipendenti pubblici saranno messi in congedo non pagato. La situazione sarà insomma simile a quella verificatasi nel novembre 1995, quando 800 mila lavoratori del settore pubblico furono mandati a casa.

Dai, siamo sinceri, non credo che questi scenari apocalittici possano diventare realtà. Significherebbe per la nazione USA buttare alle ortiche anni di sacrifici monetari e non solo che, certo, non avranno portano migliorie a livello strutturale ma di certo hanno ricostruito negli USA un clima di fiducia e un po’ di benessere.

Noi siamo gli Stati Uniti e paghiamo i nostri debiti. Se non lo facciamo siamo dei fannulloni”, ha detto Obama durante una visita a una fabbrica della Ford in Missouri. Il presidente è stato durissimo: “Il Congresso non sta pensando a voi ma alla politica e a creare problemi a me” ha detto, ribadendo che non è possibile alcun baratto tra innalzamento del tetto del debito e riforma sanitaria, che entrerà a pieno regime il 1 ottobre. Dall’altra parte dello schieramento, i repubblicani non sembrano meno convinti di portare lo scontro alle estreme conseguenze. Eric Cantor si è rivolto esplicitamente ai democratici che alle prossime elezioni di midterm si presentano per la rielezione in Stati governati dai repubblicani e ha chiesto di considerare” ciò che vogliono gli americani. E gli americani non vogliono questa riforma sanitaria”. Un chiaro avvertimento sui possibili contraccolpi politici che potrebbero colpire quei democratici che si ostinano a difendere l’Obamacare. (Source

Potete immaginare benissimo cosa potrebbe significare, per i mercati e per il sentiment dei cittadini USA ritrovarsi con un default della loro patria Scenario misto tra l’apocalittico ed l’incredibile.
Siamo obiettivi! Alla fine sarà braccio di ferro e poi, in extremis ci sarà la soluzione che va a mediare le varie posizioni.
Con un nuovo rinvio a data da destinarsi.
E su queste cose, noi italiano, abbiamo fatto ormai la storia.

STAY TUNED!

DT

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