This time is different: le basi della bolla ed il ciclo naturale delle cose

Pubblicato 11 Ottobre 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 08:26

Quando Andrea, ideatore di Piano Inclinato, mi ha invitato ad un progetto di tipo sopratutto “didattico” non ho proprio potuto rifiutare.

Da sempre credo che sia importante cercare di raccontare alla gente il mondo della finanza in modo più comprensibile, dando la possibilità a tutti di capire cosa stia accadendo, visto che quotidianamente, grazie ai media, ci si ritrova con una valanga di messaggi in codice che sono a volte discutibili o fuorvianti.
Sul mio primo post su “Piano Inclinato”, un post molto “easy” dove riprendevo alcune frasi di Albert Einstein, ho letto un commento molto semplice ma illuminante, scritto da FanSonia.

“L’impressione però è che si faccia fatica ad ammettere che questa è la crisi di un sistema e di un modello economico, e che le soluzioni, per essere efficaci nel medio e lungo termine, debbono necessariamente discostarsi dalle vecchie strategie in modo radicale.
Con la continua apposizione di “pezze”, non andremo molto lontano: eppure cercano di convincerci che è l’unico modo per evitare il disastro.”

In poche parole la lettrice ha praticamente detto molto su questa crisi. Si mettono delle pezze ma non si risolve mai il problema. E questo accade fondamentalmente per un motivo: la politica monetaria ultraespansiva ha ormai generato un meccanismo dove, purtroppo, la stessa banca centrale si ritrova vittima e prigionera del suo stesso operato.
E’ come se si fosse generato un mondo parallelo che tende ad ingrossarsi sempre di più, creato e fortemente voluto dalla FED, di cui però ora non ha più il controllo.
Il paragone che spesso si fa è proprio con la droga. E credo che sia un paragone molto calzante.
Però per spiegarvi cosa è successo, cercherò di fare le cose in modo molto semplice ma anche molto efficace, mettendo a contronto due grafici. Ovviamente il problema è molto più complesso e meriterebbe ampi approfondimenti, ma per cominciare questo grafico può già raccontare moltissimo della crisi e della farsa attuale. (Cliccateci sopra per ingrandirlo!)

Il Confronto tra Tasso FED e andamento della borsa USA

Sul mio sito l’ho definita la “correlazione del diavolo”.
Come potete vedere dal grafico, i due indici sono sempre stati perfettamente correlati, per lo meno fino all’anno 2009.
Ed era giusto così, rientrava nel ciclo naturale delle cose. Economia in crescita, aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse, e poi quando il mercato era maturo, arrivava la recessione e la banca centrale a quel punto interveniva abbassando i tassi di interesse.
Ma dal 2009, qualcosa è cambiato. La FED porta i tassi a livello ZIRP (Zero Interest Rate Policy, ovvero Tasso zero) senza più alzarli. Ma non solo. A tutto questo la stessa FED ha aggiunto ulteriore benzina, o se preferite DROGA. Ovviamente mi riferisco al quantitative easing (acquisti massicci di titoli sul mercato per generare liquidità) oltre che altre strategie più complesse come il twist, mirate a cambiare la durata dei titoli posseduti dalla FED, nel tentativo di tenere i tassi a lunga scadenza molto bassi.

Ma c’è di più e questo grafico ce lo suggerisce.

Due illustri professori di Harvard, Reinhart e Rogoff, hanno scritto un libro, anni fa, che si intitolava “This time is different”.
Anche se le crisi si susseguono progressivamente ed ogni volta sembra tutto diverso senza però esserlo, occorre però dire che stavolta, qualcosa di diverso effettivamente c’è. E il grafico che prima vi ho illustrato ve lo testimonia.
Detto in modo molto semplice, l’uomo ha cambiato, in finanza, il percorso naturale delle cose, portando delle evidenti forzature che ora rendono il sistema incontrollabile.
Ma non lo dico io, lo ha praticamente detto anche Bernanke nel suo ultimo meeting FED dove ha spiegato che…

ora non si può interrompere la politica monetaria espansiva altrimenti si va incontro a nuove recessioni. E la stessa politica monetaria “forse” non sta dando i frutti sperati.

Una chiara ammissione. Un forte monito per il futuro. Una evidente dichiarazione di resa.
Si gonfierà ancora il palloncino fino a quando la natura si ribellerà sull’uomo. E quel giorno, come colpito da un uragano il mondo della finanza potrebbe subire profondi cambiamenti.
Quando? Oggi? Domani? Tra un mese? Tra un anno?
Questo nessuno può dirlo. Però prima o poi accadrà. E’ solo una questione di tempo.
This time is different.

(Articolo apparso su PianoInclinato.it)

STAY TUNED!

DT

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