Proposta shock del FMI, patrimoniale del 10% sui conti correnti?

Ha sicuramente fatto clamore la proposta del Fondo Monetario Internazionale, che nel suo recente Fiscal Monitor (scaricabile cliccando QUI ) consiglia di prelevare il 10% dalla ricchezza privata, al fine di rimettere in sesto i conti dei paesi in difficoltà, tramite una manovra sui conti correnti.
Una super patrimoniale “una tantum” che tartasserebbe i risparmiatori ben oltre quanto già si era visto ai tempi del Governo Amato, quando il prelievo forzoso sui conti correnti fu del 0.6%. E ancora questa operazione è ricordata con scandalo. Immaginatevi un prelievo del 10%!
In passato operazioni così invasive si sono già viste in paesi di prim’ordine. Parliamo di Germania e Giappone. Peccato che stiamo parlando però proprio per periodo post bellico e quindi dei due paesi che persero la guerra.
E noi che guerra abbiamo perso?
La guerra della competitività, la guerra della gestione finanziaria, della serietà, delle lobby che comandano il sistema, la guerra del debito e la guerra nei confronti dei paesi del Nord Europa, la guerra del fiscal compact.
Ovviamente il Fondo Monetario Internazionale può (al momento) dire ciò che vuole, poi tanto noi, in Italia, facciamo ciò che ci ispira. E sopratutto, ci tengo a sottolinearlo, il FMI resta molto “sui generis” come deve fare (e ci mancherebbe!) senza fare riferimenti specifici. Però è chiaramente visibile il loro punto di vista sull’argomento.
Però questa lettura così critica deve farci pensare e, il sottoscritto, si permette due considerazioni.
1 – E se arriva la Troika?
Le idee del FMI, come detto, sono pura teoria. Ma il FMI fa parte della Troika, come ben sapete (assieme ad Unione Europea e BCE). E la Troika è proprio quel “triumvirato” che rischia di venire un giorno a bussare alle porte del Governo Italiano.
E quando c’è stato odore di “Crisi di Governo”, in molti hanno inneggiato all’arrivo della Troika, come strumento alternativo per poter mettere un po’ di ordine.
Questo scenario forse è meglio rimandarlo il più possibile, in quanto si è capito, con questo Fiscal Monitor, che se arriva la Troika, sarà MOLTO MOLTO MOLTO invasiva nei confronti dei cittadini. Tanto si sa chi paga sempre, alla fino, no? Anche perché nello stesso comunicato l’FMI è stato molto chiaro. Ci sono anche altre forme per poter mettere ordine nei conti dello stato, ma rischiano di essere troppo invasive nei confronti delle banche e quindi, onde evitare problemi anche ad istituti NON italiani (avete capito bene, sono cavoli nostri in buona sostanza) si consiglia la botta da 10% sui c/c delle banche italiane.
2 – E se il modello Cipro diventa “standard” per le banche in difficoltà?
La grande paura che a questo punto ci deve assalire è che la famosa Troika abbia deciso di utilizzare il “modello Cipro” anche per altre situazioni difficili nel mondo bancario.
Ricordate cosa è successo a Cipro? Per “salvare le banche” è stato chiesto ai risparmiatori ciprioti (occhio, c’era anche evidente riciclaggio di matrice russa) di subire prelievi in alcuni casi anche superiori al 50% sui depositi presso le banche, quando gli importi erano superiori a 100.000 €. Insomma, ognuno deve aggiustarsi e SOLO quando la situazione diventa difficile anche per altre controparti, mettendo a rischio l’incolumià finanziaria di altri stati o banche internazionali, allora in quel caso ecco intervenire gli “strumenti magici”: FMI, OMT, ESM e chi più ne ha, più ne metta.
Di sicuro, gli italiani metteranno poco. Anzi a loro, tendenzialmente, toglieranno sempre solo.
Rinfrescatevi la memoria di quanto è successo a Cipro.
L’intesa poggia su due pilastri: prestiti internazionali per 10 miliardi, e una ristrutturazione di due istituti di credito. La Laiki Bank (nota anche con il nome di Popular Bank of Cyprus) sarà trasformata in una bad bank trasferendo i depositi fino a 100mila euro alla Bank of Cyprus. La Laiki sarà quindi chiusa: gli obbligazionisti privilegiati e gli azionisti assumeranno le perdite dell’azienda di credito così trasformata, insieme ai depositanti con conti superiori ai 100mila euro che contribuiranno con 4,2 miliardi di euro.
Bank of Cyprus, arricchita di alcuni asset, abbatterà le perdite – operazione che coinvolgerà almeno in parte anche gli obbligazionisti – e sarà poi ricapitalizzata utilizzando i depositi superiori al 100mila euro, che saranno trasformati, con uno swap, in azioni, in modo da riportare a regime il capitale al 9% degli attivi come richiedono le regole di Basilea. In questo modo l’azienda di credito manterrà l’accesso all’Emergency liquidity assistance della Bce che garantisce liquidità nelle situazioni di difficoltà (purché ci sia solvibilità). La ristrutturazione sarà quindi finanziata anche dai grandi correntisti, la cui perdita secondo la Ue non supererà il 40%. Al governo resterà il compito di ricapitalizzare, con le risorse dei prestiti internazionali, alcune banche più piccole. (Source)
Un caso che doveva essere ISOLATO ma che potrebbe non esserlo nella forma. Ed il rischio di vedere in futuro altre “Cipro” in giro per l’Unione Europea” non è da escludere.
Notare al dinamica, prego.
Lo Stato va male? Ecco, intervenire la Troika, oppure il commissariamento con OMT. Le banche vanno male? Deve essere lo stato a risolversi i problemi. E se non ha le finanze per farlo, allora qualcuno dovrà rimetterci. Nella fattispecie chi? Chissà chi, visto che si colpiscono i depositi ed i risparmi dei clienti.
CONCLUSIONI
Lungi da me nel dire che dovete accorrere presso la Vostra Banca e prelevare SUBITO i soldi dal Conto Corrente. Niente allarmismi, visto che questa è una “boutade” del FMI. Però è giusto sapere cosa potrebbe capitare se lo stato non uscirà dallo “stato cronico di crisi” e se sopratutto non riuscisse a soddisfare nei prossimi anni le richieste dell’Unione Europea.
In fondo è come una guerra, se si conosce il nemico uno…
Stay Tuned!
Danilo DT
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